Lost in Translation (bis): il meglio del peggio dei videogame tarocchi africani

Geek
di Marta Blumi Tripodi 6 febbraio 2013 17:20
Lost in Translation (bis): il meglio del peggio dei videogame tarocchi africani

Qualche giorno fa vi deliziavamo con una serie di improbabili copertine di film tarocchi cinesi. Oggi replichiamo con i videogiochi, sempre tarocchi, ma stavolta africani. La cosa interessante è che in questo caso esistono davvero: non si tratta di semplici fotomontaggi nella locandina, insomma, ma di veri e propri rifacimenti, una specie di simpatica orgia in cui i personaggi di un gioco entrano in un altro, le ambientazioni cambiano, le storie prendono una piega diversa, eccetera eccetera. Eccone alcuni: trovate più info su ognuno di loro su GameLogical.

Sì, avete capito bene: lo hanno fatto sul serio. Lo scenario è quello di GTA, ma hanno hackerato il gioco e a sparare e guidare contromano ci hanno messo il pupazzetto dell’Enigmista. Per veri intenditori.

 

 

Sempre per la serie “variazioni sul tema”: GTA è disponibile anche in versione Kirk Douglas gladiatore. Per tutte le vecchie signore che sicuramente non aspettavano altro.

 

 

 

Stavolta hanno tenuto il protagonista classico, ma hanno cambiato l’ambientazione. Signori, benvenuti nelle pericolosissime strade di Dubai.

 

Per chi non l’avesse riconosciuto, lui è il wrestler Eddie Guerrero. D’altronde, chi meglio di lui per ridurre gli avversari in poltiglia?

 

 

Una simpatica versione di Guitar Hero che vi propone solo canzoncine asiatiche e africane. Dove notoriamente gli assoli di chitarra abbondano.

 

 

Ma è sempre meglio di quella con le canzoncine di Natale.

 

 

Last but not least, annuncio dell’ultim’ora: Robocop ha fatto coming out e si prepara a unirsi ai Minipony. 

 

 

 

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