Libri
di Mattia Nesto 28 Marzo 2019

Cheese di Zuzu è una bomba nel cuore che tra poco esplode

Il graphic-novel di Coconino è un’avventura universale e personale che ci ha fatto stare male e poi stare bene. E infine ci ha fatto innamorare perdutamente

“Forse si esprime un desiderio per tutte le cose luminose”. Questa è una frase centrale, oltre che bellissima, per carpire il senso, intimo e universale, del graphic-novel di esordio di Zuzu, Cheese, pubblicato da Coconino Press. Già perché la storia dell’omonima protagonista è una storia provincia e di vita “piccola” in cui si passano le giornate sempre con le stesse persone, un trio di amici talmente unito e coeso che è quasi capace di captare lo stato d’animo degli altri senza bisogno di parlarsi ma, semplicemente, grazie ad una profondissima connessione di spiriti. Eppure non è che qui stiamo parlando di Nirvana o di teorie new-age, no, tutt’altro. Zuzu, con un tratto deciso e malfermo al tempo stesso (ma super riconoscibile e super proprio) ci trascina in una vicenda tanto assurda da sembrarci reale: ovvero la preparazione, lungo un’estate intera, della stessa Zuzu, Riccardo e Dario alla tradizionale gara del formaggio rotolante a Brentonico, un paesino in Trentino. Già sembra paradossale e inverosimile eppure dannatamente concreto: un po’ come la vita di tutti noi.

Ecco questo continuo oscillare tra assurdità e realtà è proprio una delle caratteristiche più interessanti di Zuzu che, attraverso una scrittura scarna e senza alcun tipo di retorica, ci racconta anche del difficile rapporto della protagonista con il cibo. Infatti Zuzu soffre di anoressia e la continua visione dei suoi stessi intestini, raffigurati dall’autrice sotto-forma di inquietanti mostri vermiformi, ci fanno comprendere meglio il profondo, profondissimo dramma entro il quale lei è avviluppata. Però non ci si ferma a rammaricarsi e non ci si lancia mai in pipponi filosofici: questa è una storia di tre ragazzi di vent’anni che non sanno ancora bene che fare della loro vita, è vera, ma che, nell’attesa, tentano più po meno di vivere.

Gli intensi primi piano della protagonista che ne scarnificano i lineamenti ci hanno, letteralmente, annichilito così come ci ha sorpreso la capacità di Zuzu, con brevi ma intense “pennellate”, di raccontare in maniera propria le vicende dei tre protagonisti. Ognuno infatti è caratterizzato da un piccolo/grande segreto che cela agli altri ma che, presto o tardi, dovrà venire a galla. Inoltre, quasi in maniera scontata, c’è grande spazio anche per le relazioni in Cheese, sempre relazioni però sghembe e irregolari, mai perfetti quadri amorosi, ma rapidi schizzi che ritraggono i nostri “più a pensare su una possibile azione” piuttosto che a farla.

Davvero molto riuscita la capacità di evocare l’eterna noia della provincia italiana, qui dell’Italia centrale per essere più precisi, che Zuzu è abilissima nel presentarci con un susseguirsi di  piccoli baretti e pizzerie intervallati da chiese e chiesette in mezzo ad un paese sostanzialmente “morto”. Morto proprio come lo sguardo (e l’intero volto) di Zuzu, che è sempre presentata con gli occhi chiusi, o comunque non visibili, proprio a significare quel segreto e quel “non detto” che si porta sempre dietro con sé e che l’appesantisce oltre ogni logica (e per questo, lei, è ossessionato dal desiderio di “diventare un uccello per librarsi oltre tutto e tutti”).

Romantico e brutale, tragico e buffo, Cheese ci ha prima fatto male, poi fatto (stare) bene e infine ci ha fatto innamorare profondamente. Siamo certi che questo graphic-novel sarà uno dei migliori graphic-novel dell’anno, non abbiamo dubbi, anche se delle classifiche di gradimento poco, sinceramente, ce ne importa. Quello che ci interessa è che con Zuzu il fumetto nostrano ha trovato una nuova voce che mancava terribilmente a tutti.

Chese – Zuzu (Coconino Press)

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