Libri
di Simone Stefanini 13 Febbraio 2017

Cos’è La scimmia nuda, il libro di Desmond Morris citato da Gabbani

Tutti citano il libro dello zoologo Desmond Morris in relazione al pezzo di Gabbani, ma quanti l’hanno letto davvero?

Il lunedì dopo la chiusura del Festival di Sanremo si tirano le conclusioni. Lo spettacolo ideato e condotto da Carlo Conti insieme a Maria De Filippi è stato un successo clamoroso. Ha tenuto incollati alla finale 12 milioni di italiani, che alla fine hanno televotato in massa Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani, che ha vinto la gara a sorpresa davanti a Fiorella Mannoia e Ermal Meta.

La canzone vincitrice ha tutte le carte in regola per diventare un tormentone di quelli che la radio trasmetterà fino allo sfinimento e Francesco Gabbani è un leggendario piacione che ha saputo capire come tira il vento meglio di chiunque altro sul palco dell’Ariston. La canzone, poi, è molto orecchiabile e funziona a vari livelli, sia dal punto di vista strettamente commerciale, sia da quello del messaggio criptato.

 

 

Sì perché dopo un’analisi testuale di quelle da uomo della strada alle prese per la prima volta con la canzone, siamo stati raggiunti da un quintale di messaggi che ci ragguagliavano sul fatto che non avessimo capito niente della leggera profondità insita nel testo, e ci sta tutto, essendo esseri umani fallaci. Il messaggio più gettonato:  Ma non lo sapete che il pezzo di Gabbani è ispirato da La scimmia nuda, il libro del 1967 di Desmond Morris?

 

La scimmia nuda, Desmond Morris Amazon - Una vecchia copertina di “La scimmia nuda”.

 

Se da una parte stentiamo a credere che ogni singolo fan di Gabbani abbia letto il libro in questione, dall’altra siamo ben felici che una canzone leggera possa portare di nuovo alla ribalta un trattato rivoluzionario e divertente come quello di Morris, lo zoologo ed etologo inglese che prima del suo bestseller era stato curatore dei mammiferi allo zoo di Londra e anche divulgatore nel programma tv Zoo Time. Con La scimmia nuda, Morris ha raggiunto la popolarità in tutto il mondo grazie alla sua disamina sconvolgente per il tempo, in cui trattava l’uomo come un primate, una scimmia senza peli, quindi nuda, e ne affrontava l’evoluzione fin dalla preistoria.

Lo scimmione cacciatore maschio e la sua femmina furono così obbligati a innamorarsi e a restare fedeli l’uno all’altra. Questa tendenza è molto diffusa presso molti altri gruppi di animali, ma è rara tra i primati. Con ciò si risolsero tre problemi in un colpo solo. Le femmine rimanevano legate e fedeli ai loro maschi mentre questi erano lontani a caccia e le gravi rivalità sessuali tra i maschi diminuirono, agevolando così lo sviluppo dello spirito di collaborazione.

Sulle prime, la pubblicazione della sua opera più famosa venne serializzata sul Daily Mirror, per poi essere ripubblicata in seguito come libro. Morris affermava tra le altre cose che delle 193 specie di scimmie, solo gli homo sapiens sapiens (quindi gli esseri umani) non sono coperti di peli. In più la categoria dispone del più grande cervello della specie e, a causa della tremenda selezione sessuale nella storia, del più grande pene tra i primati.

Inoltre, già nel 1967, Morris metteva in guardia l’essere umano dalla esplosione demografica. Il sovraffollamento, secondo lui, avrebbe causato dei danni irreparabili alle strutture sociali stabili che si erano evolute insieme all’uomo.

Nel 1973, il regista Donald Driver ha girato un film parzialmente basato sul libro, dallo stesso titolo, interpretato da Johnny Crawford e Victoria Principal, anche se Morris non è stato coinvolto in alcun modo nella sua realizzazione e la storia dei primati senza peli serve quasi esclusivamente a mostrare le nudità degli attori.

 

 

Come sempre meglio il libro, che nel caso vogliate leggere per curiosità, accrescimento personale o per essere sul pezzo, potete comprare qui.

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