Immaginate un’Italia in cui la cultura sia vista come minaccia e provocazione, mentre l’ignoranza sia elevata al rango di semplice verità, in cui il popolo sia sovrano, ma non tutto il popolo, solo la parte più popolare, se ci siamo capiti. Difficile da immaginare, vè?
Un’Italia ribaltata, eppure estremamente familiare, in cui esiste un garante per la semplificazione della lingua italiana e in cui le persone che hanno studiato sono viste come minaccia, perché sanno fare cose che gli ignoranti ignorano, in cui il Ministro dell’Interno, dopo aver chiuso i porti e messo dazi dappertutto, ha incorporato anche la carica di Presidente del Consiglio.
In questo panorama fosco e immaginabile, il professor Prospero si fa sfuggire una citazione di Spinoza in un talk show. Il presentatore lo cazzia: “Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore” , da quel momento il professore viene coperto di minacce via social da parte del pubblico, che dalle parole passa ai fatti e lo uccide a son di botte sul pianerottolo di casa. L’opinione pubblica dirà che un po’ se l’è cercata.
Ecco come inizia Il censimento dei radical chic, il nuovo romanzo di Giacomo Papi, già editor di Einaudi Stile Libero e autore di Che Tempo Che Fa e Le Invasioni Barbariche, nonché scrittore di romanzi come I primi tornarono a nuoto (2012) o La compagnia dell’acqua (2017), che dal 2017 dirige la scuola di scrittura Belleville di Milano e la piattaforma di lettura e scrittura online TYPEE. Fatta la doverosa biografia dell’autore, concentriamoci sul contenuto di un romanzo ironico, satirico, ma anche profondamente disturbante perché verosimile.
Prima iniziarono a cacciare gli immigrati, una volta finiti toccò ai rom, quindi a raccomandati e omosessuali. Una volta sparite tutte le minoranze, toccò agli intellettuali, chiamati per semplificazione radical chic. Dopo il primo morto e la (timida) protesta della categoria, il Ministro istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire quelli che, con parole sue, si sentono più intelligenti degli altri.
Un romanzo spietato e nero, che (come si dice in questi casi) andrebbe fatto leggere nelle scuole, ma così non sarà, quindi prendetevi la pena di leggerlo a casa vostra per immaginare cosa potrebbe diventare l’Italia se la cultura fosse bandita o vista come privilegio e non come valore. Non serve troppa fantasia, di questi tempi, per immaginare un futuro del genere.
Il censimento dei radical chic – Giacomo Papi
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