Il pesce che scese dall’albero, storia felice di un dislessico

Francesco Riva scopre di essere dislessico, ma questo non lo ferma nello studio e neanche nel lavoro, ecco la sua esperienza.

Libri
di Giulio Pons facebook 17 aprile 2018 08:50
Il pesce che scese dall’albero, storia felice di un dislessico

Se non sapete cosa sia la dislessia vuol dire che va tutto bene e che non ci avete mai avuto a che fare. La dislessia è un disturbo dell’apprendimento, cioè è una situazione del cervello che modifica i meccanismi che vengono utilizzati durante le fasi dell’apprendimento, quando per esempio si legge, si studia, si fanno i conti.

Per capirci: quando un dislessico legge capita che le lettere si muovano, la d diventi una b, alcune sillabe cambino, alcune parole si fondano… insomma è per lui più difficile leggere. Nell’immagine qui sotto vedete un esempio di come può apparire un testo agli occhi di una persona con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento, il nome tecnico della dislessia), provate a leggere il testo nella colonna di destra e poi confrontatelo con quello della colonna di sinistra:

 

Esempio di simulazione di come vede un dislessico, gli scherzi della vista Seleggo - Esempio di simulazione di come vede un dislessico, gli scherzi della vista

 

Questo modo di essere (che ha un’incidenza intorno al 4% degli studenti delle scuole primarie italiane) può spiegare diversi casi di ragazzini etichettati spesso come svogliati o stupidi. Ma in realtà questo disturbo è solo una caratteristica del sistema neurologico di alcune persone e non altera l’intelligenza della persona e le sue capacità. Per questo lo stato italiano nel 2010 ha fatto una legge (legge 170) che riconosce questa situazione e dà il diritto a chi ne è colpito di utilizzare degli strumenti compensativi nello studio e in classe, come la calcolatrice e i formulari.

Francesco Riva, l’autore del libro che dà il titolo a questo articolo, è un ragazzo che a scuola va così così e che ad un certo punto con una diagnosi medica scopre di essere dislessico. La consapevolezza di avere un cervello diverso da quello dei suoi compagni e il sostegno della suo famiglia lo fa rinascere. Il libro “Il pesce che scese dall’albero” è un monologo raccontato in prima persona, è una testimonianza positiva di chi ha affrontato e superato un problema e vuole aiutare gli altri a fare altrettanto. Il dislessico non è incapace di imparare, ma deve farlo diversamente: deve usare mappe mentali, deve visualizzare, deve ascoltare, ma può serenamente competere e stare al passo coi compagni di classe.

Inoltre il dislessico sopperisce alla mancanza di alcune capacità sviluppandone altre, in particolare acquisisce un modo diverso di vedere le cose, un approccio alternativo a quello delle persone “normali”, che spesso si rivela utile in ambito creativo.

Il libro sulla storia di Francesco Riva www.amazon.it Il libro sulla storia di Francesco Riva

E’ anche per questo che diversi attori, musicisti e personaggi pubblici sono conclamati dislessici e spesso diversi uomini di scienza del passato sono considerati, a posteriori, probabili dislessici (perché la definizione di dislessia è recente). Tra questi c’è perfino Einstein e sua è la citazione a cui è riferito il titolo del libro: “Se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido“.

Il libro è assolutamente consigliato per chi scopre di avere un figlio dislessico e vuole sostenerlo, ma può essere regalato a qualunque genitore per far conoscere meglio il mondo della dislessia e aiutarlo a parlare con i propri figli che magari guardano storto un compagno di scuola solo perché può usare la calcolatrice in classe.

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