Libri
di Mattia Nesto 6 Gennaio 2022

Occhio di Falco. Vita normale: (super)eroi di quartiere

Il volumone Panini Marvel Occhio di Falco. Vita normale è francamente manna dal cielo

Un’altra acrobatica azione del nostro eroe  Un’altra acrobatica azione del nostro eroe

Che Occhio di Falco. Vita normale potesse rappresentare una lettura tanto soddisfacente, sinceramente, non me lo sarei aspettato. Infatti, pur conoscendo per sommi capi, le storie raccolte nel magnifico volumone di Panini Marvel dedicato alle avventure “degli” Occhi di Falco nel momento in cui mi sono approcciato sono rimasto come investito da un turbine di emozioni. E non solo perché, proprio come avviene nella serie Disney + dedicata a Hawkeye, il personaggio di Kate Bishop è tipo atomico (ma ci torneremo su di lei, oh sì se ci torneremo), ma anche perché il continuo andirivieni tra diversi stili e diversi personaggi ha donato a Occhio di Falco. Vita normale un ritmo e un brio che poche volte, negli ultimi mesi, ho avuto modo di sperimentare in tipi di albi come questi, specie di fumetto supereroistico, per così dire, occidentale.

 

Come giustamente Panini sottolinea sul suo sito, Occhio di Falco. Vita normale è stata fonte di ispirazione per la già citata serie di Disney + ma, ora ve lo posso dire, questa ispirazione si traduce, più che in una fedeltà delle storie, in alcuni elementi ripresi dal fumetto e, appunto, trasposti nella serie. Infatti se dal punto di vista “filmico/ di serie” l’intonazione era quella di una sorta di family-movie (molto adattato per i più piccoli) con un’infarinatura di action (brillantemente realizzata, per altro, a parte per l’ultima puntata ahinoi), il fumetto qui proposto è assai più matura e tocca tematiche realmente più profonde. Clint Burton è qui tratteggiato come un uomo molto più complesso e stratificato rispetto a quello presentato nel MCU: è infatti un uomo che ha spesso sbagliato per volere risolvere sempre da sé le questioni, che a più riprese si è auto-isolato da tutto e da tutti e che conduce la sua vita, nonostante ormai sia un uomo maturo, come una sorta di “eterno” Peter Pan. In realtà, nonostante queste connotazioni negative che ci sono, Burton, appesi i panni del “padre modello cinematografico” è lo stesso eroe che senza superpoteri guarda in faccia il crimine organizzato di New York e si oppone con coraggio e con ferocia. Quello che però emerge, in maniera netta e, almeno per il mio modo di vedere davvero interessante, è la natura “di quartiere/di estrazione popolare” dell’Occhio di Falco di questa run. Esattamente come, il sublime, Daredevil dell’omonima serie e di Spider-Man, Occhio di Falco è un cittadino di New York che abita nei quartieri popolari, con problemi piccoli e che ha come primo moto di protezione quello di assicurare una vita degna e, il più possibile, tranquilla ai suoi condomini.

Al polo opposto di quanto detto c’è Kate Bishop, anch’ella Occhio di Falco. Kate, di cui vi confesso mi sono innamorato per la varietà e la stratificazione del suo personaggio, è una ragazza che, nonostante la sua giovane, anzi giovanissima età, dimostra una maturità molto particolare e una sicurezza di sé apparentemente inscalfibile. Questa sua sicurezza diventa ben presto sicumera, tanto che, a più riprese, la vediamo intraprendere delle azioni talmente spericolate e illogiche, da temere realmente per sua incolumità. Questo perché la Kate Bishop di Occhio di Falco. Vita normale (un po’ come quella interpretata da Hailee Steinfeld su Disney +) è una ragazza che prende tutto di petto proprio perché è una giovanissima “inciampata” in un mondo spietato di grandi, per di più dopo essere stata cresciuta, letteralmente, nella bambagia, visto che appartiene a una famiglia ricchissima. Questo combinato disposto di vita agiata e poca esperienza, fanno sì che per Kate la professione di super-eroina sia davvero difficile da incarnare. Eppure, nonostante tutto, vediamo questa ragazza super tosta comportarsi contro villain davvero senza scrupoli con un cuore di leone.

Ho anche letteralmente adorato i piccoli episodi dedicati al cane, il “Pizza-Dog” della serie. In uno di questi momenti, per altro riuscitissimo, vedremo un intero episodio completamente muto visto, giustappunto, con gli occhi, il cuore, il naso e le zampe del simpatico (e super eroico) amico a quattro zampe. Insomma Occhio di falco. Vita normale è un albo veramente sorprendente che continua, a ogni pagina, a stupire il lettore con una trovata nuova e uno stile differente. Certo non tutte le soluzioni sono felici e ovviamente il livello, proprio per tale varietà, non può mantenersi sempre elevatissima. Tuttavia, e questa è una cosa che va ribadita con forza, quando funziona è davvero stellare: specialmente quando si prende una deriva “lisergica” anni Sessanta, ibridata con il gusto dei Moods (come conferma l’iconico “tricolore” di Occhio di Falco mutuato proprio dalle toppe dei prodi vespisti inglesi).

Proprio per la mole, la varietà, l’iconicità e la profondità dei temi trattati (tra cui anche la depressione, l’alcolismo, la ricerca edonistica senza scrupoli della bellezza perfetta e molte altre), Occhio di Falco. Vita normale farà una gran figura nella vostra libreria. E Kate Bishop entrerà, per sempre, nei vostri cuori.

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