10 storie di Philip K. Dick che non sono film, ma dovrebbero esserlo

Miniera d’oro per gli sceneggiatori, Philip K. Dick ha almeno 10 storie che non sono ancora diventate film, o serie tv. Vediamole

Libri
di Gabriele Ferraresi facebook 21 luglio 2016 17:35
10 storie di Philip K. Dick che non sono film, ma dovrebbero esserlo

philip k dick racconti film BranchezVous

 

Philip K. Dick prima o poi ce ne renderemo conto, è tra i cinque scrittori più importanti del secolo scorso, almeno. Nato nel 1928, morto nel 1982, Dick è stato un visionario prima di tutto in senso metaforico, poi anche in senso letterale – sì, “Unico autentico visionario in una moltitudine di cialtroni” diceva di lui Stanislaw Lem, e visionario nel senso della visione che ebbe il 20 febbraio del 1974 – ed è stato e rimane ancora oggi una miniera d’oro per il cinema.

Pensiamo al celebrato Blade Runner, pensiamo poi a Minority Report, ad Atto di Forza, e anche a serie tv, come The Man in the High Castle, ispirata a La Svastica sul Sole, e tantissime altre produzioni che hanno portato sul grande e piccolo schermo i suoi sogni e i suoi incubi, il suo giocare da campione con i piani della realtà e dell’illusione, i suoi mondi infiniti, anche se con risultati finali qualitativamente alterni.

La produzione letteraria di Dick è vastissima: straordinariamente prolifico, uomo dotato di una fantasia incredibile, con una capacità di immaginare mondi sovrumana – c’è più genio in tre pagine prese a caso di Dick che in tutto quello che scriverò finché campo – fenomenale forse più nel costruire racconti brevi che nel costruire romanzi, genere quest’ultimo con cui non si trovava del tutto a suo agio. Creandoci comunque capolavori della letteratura, ben inteso: chissà se ci si fosse trovato bene…

philip k dick racconti film  Quando una leggenda del fumetto come Crumb incontra Dick, il risultato non è niente male: e si legge in pdf qui

 

Da sempre i romanzi e i racconti di Dick in Italia sono pubblicati da Fanucci. Per quel che riguarda i racconti, sono racchiusi in quattro volumi pubblicati tra il 2006 e il 2009, e sono quattro libroni belli corposi, che però una volta aperti divorerete: sono suddivisi per anni della produzione, Tutti i racconti 1947-1953, Tutti i racconti 1954 – un anno davvero prolifico per il nostro – Tutti i racconti 1955-1963 e infine Tutti i racconti 1964-1981. 

Se volete conoscerlo meglio poi c’è Io sono vivo, voi siete morti, la biografia scritta da Emmanuel Carrère, che è il libro dell’estate.

Vediamo un po’ cosa sarebbe interessante vedere trasformato in film delle opere di Dick, e che non lo è ancora stato, o lo è stato, ma malissimo e varrebbe la pena di rimetterci le mani.

Scorrete lacrime, disse il poliziotto (romanzo, 1974)
Jason Taverner è un uomo di successo, presenta il suo show in tv ed è una celebrità planetaria, il suo programma è visto da 30 milioni di spettatori ogni volta che va in onda: è un vincente che sguazza in un mondo futuribile da incubo. Ma un mattino si risveglia in un albergo miserabile senza sapere perché, e telefona al suo agente: il suo agente non lo riconosce. Non sa chi sia questo Jason Taverner: e non sarà il solo. Perché Jason Taverner non esiste più. Forse…

Le tre stimmate di Palmer Eldritch (romanzo, 1965)
I coloni di Marte trovano sollievo da una vita deprimente con il Can-D, un allucinogeno che assumono per calarsi con la mente all’interno dei plastici della bambola Perky Pat. L’arrivo del Chew-Z, una nuova droga più potente e smerciata dal pusher intergalattico Palmer Eldritch però cambia le carte in tavola: il Chew-Z infatti rende l’allucinazione la realtà, e Palmer Eldritch, “abominevole Cristo negativo” spaziale, forse nemmeno umano, questo lo sa molto bene.

Quelli che strisciano (The Crawlers, racconto, 1954)
Un racconto breve strepitoso, frutto delle paure di un conflitto atomico classiche della guerra fredda. Impossibile farne una sinossi senza spoiler, vi lascio giusto qualche indizio sparso: siamo nella campagna degli Stati Uniti, in un classico paesino agricolo, c’è l’erba secca nei prati, le balle di fieno, un laboratorio da cui fuoriescono radiazioni, e alcune creature che cominciano a strisciare nei campi. Le creature non sono quel che sembrano (un’anima pia ha caricato il pdf originale qui).

 

philip k dick racconti film BlueLabyrinth

 

L’uomo variabile (The Variable Man, racconto, 1957)
La Terra è sotto assedio: la guerra con l’Impero del Centauro si trascina in bilico da decenni, e le probabilità dell’esito finale sono decise dai calcoli di computer che applicano modelli statistici allo scenario bellico, dando un sostanziale pareggio. A un certo punto però, le macchine impazziscono: per un errore un uomo è stato prelevato dal passato e la sua presenza può stravolgere, oltre ogni immaginazione, l’esito della battaglia.

I labirinti della memoria (Paycheck, racconto, 1952)
(sì ci hanno fatto un film, ma fa schifo) Dopo aver lavorato per due anni alla misteriosa fabbrica Rethrick, il protagonista del racconto si trova con la memoria cancellata – ma quello era da contratto… – e alcuni oggetti di nessun valore che gli vengono corrisposti al posto del pagamento pattuito. Era stato lui stesso a volere quegli oggetti nel passato, anche se ovviamente non può ricordarne il motivo. Come mai sapeva che gli sarebbero stati utili? Chissà, forse era riuscito a dare una sbirciata nel futuro…

Rilegatura in pelle (Not by its cover, racconto, 1968)
Il wub è un animale spaziale che appare un paio di volte nell’opera di Dick. È una specie di maiale, intelligentissimo, di buone, anzi, ottime letture, e con una disposizione d’animo incline al dibattito filosofico. Quando lo si mangia, be’, accade qualcosa di strano, ma se con la sua splendida pelle si rilegasse un libro, cosa potrebbe accadere? Chissà, magari una splendida Bibbia rilegata in pelle di wub? Be’, potrebbe cambiare qualcosa, anche all’interno della Bibbia. O chissà a foderarci altro ancora…

Vendete e moltiplicatevi (Sales Pitch, racconto, 1954)
In un futuro prossimo i robot sono agguerritissimi piazzisti di qualunque prodotto. Tampinano gli umani per vender loro qualcosa fino allo sfinimento, ma hanno anche qualche limite alla loro aggressività. Finora. Se qualcuno programmasse un robot per continuare a insistere a vendere se stesso, fino allo sfinimento del cliente, cosa succederebbe? In fondo basterebbe istruire il robot a non accettare una risposta umana, troppo umana: il no.

 

philip k dick racconti film Stuffpoint - Philip K. Dick e il regista Ridley Scott nei primi anni ottanta

 

I seguaci di Mercer (The Little Black Box, racconto, 1964)
E se la religione fosse trasmessa in tv? E se toccando le maniglie a lato di un piccolo schermo catodico potessimo sperimentare la stessa sofferenza di Cristo? Esattamente la stessa sofferenza: non una sua replica, non un’allucinazione. È quello che scelgono di fare i seguaci di una nuova religione, i seguaci di Mercer, il cui supplizio viene trasmesso in mondovisione. Ma qualcuno si muove per far chiudere le trasmissione, e arrestare i merceriani…

Noi temponauti (A Little Something For Us Tempunauts, racconto, 1974)
Amaro, amarissimo racconto di disillusioni sul programma spaziale americano dopo gli anni di euforia delle missioni Apollo. La conquista del tempo ha sostituito la conquista dello spazio: un equipaggio di temponauti viene spedito di pochi giorni avanti nel futuro, dove però scoprirà che la missione è fallita. E loro sono tutti morti… o forse, sono rimasti bloccati da qualche altra parte, in un loop temporale, dal quale scopriranno che c’è un solo modo di uscire.

La Trilogia di Valis (tre romanzi, scritti tra il 1981 e il 1982)
È difficile avvicinarsi alla Trilogia di Valis di Philip K. Dick da zero, o magari partire a conoscere l’autore proprio da quella. Ma questi tre libri, di cui uno pubblicato postumo – Valis (1981), Divina invasione (1981) e La trasmigrazione di Timothy Archer (1982) – continuo a sognarmeli trasposti in una serie tv. E non sarebbe niente male.

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