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Musica
di Gabriele Ferraresi 15 Marzo 2017

L’esegesi definitiva di “Boys (Summertime Love)”, di Sabrina Salerno

Sono passati 30 anni dal leggendario video di Boys Boys Boys. E noi vogliamo analizzarlo per bene

Nella scheda libro di Che cos’è l’immaginario? di Slavoj Žižek, uscito per i tipi de Il Saggiatore leggo: “Come sottrarci alla tempesta di immagini (…) da cui siamo sommersi? Dove trovare un punto saldo cui ancorare la percezione della realtà che ci circonda?“. Le risposte potrebbero essere infinite, ma una sola è quella giusta: ancoriamoci a Sabrina Salerno.

Sì, a Sabrina Salerno, di cui giusto oggi cade il 49° compleanno, essendo ella nata in quel di Genova il 15 marzo 1968. Sabrina Salerno è stata un chiodo fisso, piantato nel profondo dell’immaginario adolescenziale anni ’80: un periodo dove l’Italia era un Paese probabilmente più semplice di oggi, e anche gli italiani.

Ma bando alla ciance, se si è detto esegesi definitiva, che esegesi definitiva sia.

 

 

Il tuffo – Ci troviamo a bordo piscina, con cinque probabili pensionati e al centro Sabrina: da sinistra incontriamo prima una donna di mezz’età, bloccata sì in una dolorosa posa plastica, ma comunque incuriosita dalla prestanza giovanile della neanche 18enne Sabrina. Le altre due signore invece osservano Sabrina come mitologiche Parche pronte a recidere il filo del suo destino: forse covano un cupo, sordo rancore nei confronti dei due altri pensionati, loro potenziali mariti. Il primo dei due è bloccato in un gioioso rictus, dovuto forse alla vicinanza dei glutei di Sabrina al suo volto. L’altro, rachitico, pare misteriosamente agghindato come un tirolese in lederhosen, ma forse è la bassa qualità del video a suggerirci ciò.

 

Il cameriere che serve il cocktail – La composizione di questa inquadratura meriterebbe ben più del mio commento, di certo un premio, anche oggi, anche a trent’anni di distanza per il regista o l’eventuale direttore della fotografia. Si dice che il video di Boys (Summertime love) fu girato molto, molto in fretta, e non c’è da dubitarne: ma guardate, osservate l’equilibrio, i tre palloni gonfiabili colorati, il cameriere vestito in piscina, Sabrina che emerge, la platea di gente scoglionata sullo sfondo. Tapini incuranti della Storia che prende vita a pochi metri da loro, testimoni preziosissimi proprio in quanto inconsapevoli. Parliamoci chiaro: dire che “La storia siamo noi” è una sciocchezza, la Storia sono loro, la scazzatissima platea, e “attenzione, nessuno si senta escluso“.

 

Il misterioso cocktail – Discreto e minimale quanto il circo bazooko di Paura e Delirio a Las Vegas, appesantito da qualunque cosa – cannucce, spicchi d’arancia, frutti interi e ombrellini tremebondi e precari come legnetti di Jenga – e tutta quella serie di accessori di cui giustamente l’umanità si è sbarazzata negli ultimi trent’anni, il cocktail servito dal cameriere anfibio a Sabrina resta un grande mistero da sciogliere. Che cocktail berrà Sabrina a bordo piscina? Come potremmo emularla nelle nostre piscine, trent’anni dopo? La colorazione fa pensare a qualcosa che contenga il temibile Blu Curaçao. Potrebbe trattarsi, ma il condizionale è d’obbligo, di un Blue Hawaiaan “cocktail esotico (…) il cui colore blu-azzurro chiaro è conferito dalla miscela di rum bianco e Blu Curaçao“.

 

struggiménto – s. m. [der. di struggere]. – 1. L’atto dello struggere o dello struggersi; l’essere, il venire strutto, cioè sciolto: l’improvviso scirocco ha provocato lo s. delle nevi. 2. In senso fig., stato d’animo misto di ansia, pena e sofferenza, che consuma e non dà tregua: provare un acuto s. di cuore, un senso di accorato s.; piangeva adagio, con lievi singulti; e … quelle lacrime aumentavano il suo s. (Quarantotti Gambini), così dice la Treccani. In senso figurato anche noi ci uniamo, ogni volta affranti come la prima, a questo struggimento che ci ricorda una volta di più come gli eroi – e le eroine, naturalmente – siano tutti giovani e belli. O se molto fortunati, siano direttamente Sabrina Salerno.

 

I tre guardoni – Che cosa vogliono questi tre uomini, forse tre ragazzi, appoggiati sopra le cabine biancoverdi dell’Hotel Florida di Jesolo, location del prestigioso video entrato nella nostra memoria? Cercano forse di spiare le grazie di Sabrina? Sono un terzetto di voyeur da buco della serratura ispirati da una commediola scollacciata con Alvaro Vitali? Ma perché spiare Sabrina e le sue grazie poi? Non avrebbe senso, essendo quelle grazie visibili a chiunque anche da altre galassie e fin dai primi secondi del video. E allora i tre cosa sono? Un intermezzo comico, una rapida farsa di buffoni veneziana – d’altronde siamo a Jesolo, pochi km dalla Serenissima – che comunque non pare preoccupare Sabrina. Prontissima ormai a lanciarsi tra due ombrelloni rotanti.

 

Gli ombrelloni rotanti – Evidente chiasmo visivo con gli ombrellini del cocktail di poche inquadrature fa, trovata scenica d’effetto, piccolo colpo di scena che dona dinamismo. Sabrina indossa un costume bianco, virginale, è molto coinvolta dal testo e canta al centro di due ombrelloni da spiaggia rotanti bianchi e verdi, probabili colori sociali dell’Hotel Florida del 1987. Se i due ombrelloni avessero ruotato a velocità maggiore avremmo avuto un’interessante variazione sul tema dell’esperimento del disco di Newton, la trottola cromatica che aveva l’obiettivo di “dimostrare che la luce bianca è formata dalla fusione dei colori (lunghezze d’onda) che costituiscono lo spettro della luce, colori che si possono ottenere per mezzo di un prisma“. I colori roteando ci danno quindi l’illusione del bianco, la stessa candida tinta del bikini di Sabrina: che come noto contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico (il bianco, non il bikini).

 

 

Hotel Florida VS Overlook Hotel – Certo, si sa che l’occhio vuole la sua parte – e finora si è decisamente ingozzato – ma anche la location vuole la sua. Allora beiamoci di questo controcampo, in cui vediamo per la prima volta nella sua interezza la palazzina dell’Hotel Florida di Jesolo. Autentica nemesi dell’Overlook Hotel di Shining: sì, perché proprio come al Florida regnano la Vita, l’Amore, e la Gioia, negli stramaledetti corridoi immaginati da Stephen King e portati sullo schermo da Stanley Kubrick trionfa la Morte. Tra Jesolo e il Colorado, con le sue Montagne Rocciose e i suoi cimiteri, noi scegliamo quindi Jesolo. E scegliamo Sabrina, ormai luminosa come una divinità, trasfigurata in un’apparizione mistica, che mette in fuga gli sconvolti astanti sulla sinistra dell’immagine.

 

Blinded by the light –  Colore simbolo di saggezza e sacro nel buddismo, questo viraggio giallo rimane misterioso, forse un messaggio per iniziati che evoca la luce accecante di un’esplosione atomica nel Mare Adriatico.

 

Quant’è bella giovinezza – Sabrina Salerno ricordava così il giorno in cui girò il video a Radio Deejay, qualche anno fa: “L’abbiamo girato in 10 minuti, avevo 17 anni. Cecchetto la sera mi ha detto “Non si vedeva niente*… era perfetto, non si vedeva niente!”. Il giorno dopo pianti e lacrime… per me il video era un po’ forte. Potevo sembrare aggressiva e spavalda, in realtà avevo tutte le mie paure“. Un video che se tarato sullo standard di oggi appare castigato come un abito d’epoca vittoriana. [*se vi serve una nota per capire, avete prima bisogno di un bravo oculista]

 

Epilogo – Ovvero, di cosa parliamo quando parliamo di “bellezza che ci può trafiggere come un dolore“.

 

Aggiornamento – 16/3/2017
Abbiamo dato per buona l’età di Sabrina Salerno al momento delle riprese – a suo dire, 17 anni – in base a questa intervista andata in onda su Radio Deejay, dove è lei stessa a insistere più volte sul punto. Però facendo due conti: se è nata il 15 marzo 1968 e il singolo è uscito nel 1987, di anni ne aveva 19, non 17. La pagina Wikipedia dedicata alla canzone dà come uscita del singolo il 29 maggio 1987 – ed è giusto, e anche DiscoGs conferma, e così il sito dell’artista – ma come data di registrazione 1986, quindi quando Sabrina aveva 18 anni, o meglio li avrebbe compiuti il 15 marzo.

Dando per buona la data di nascita di Sabrina del 15 marzo 1968, c’è una ristretta forbice in cui ha avuto 17 anni: tra il 15 marzo 1985 e la mezzanotte del 14 marzo 1986. Forse Sabrina si è confusa con Sexy Girl, altro singolo ma del 1986? Il mistero s’infittisce: chi sa, parli.

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