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Home Musica

“Don’t Look Back In Anger” degli Oasis è la canzone più bella degli anni ’90

by Simone Stefanini
21 Febbraio 2018
in Musica
“Don’t Look Back In Anger” degli Oasis è la canzone più bella degli anni ’90

Il video di Don’t Look Back in Anger 

 

Immaginatevi la scena, perché sarà di certo successa spesso anche a voi: fate cose qualsiasi e intanto ascoltate una playlist qualsiasi. Le canzoni si susseguono una dietro l’altra senza neanche darvi la possibilità di prestare troppa attenzione.

Questo succede finché non arriva quella bella davvero, storica, iconica, quella che conoscete a memoria eppure non vi ha ancora fatto due coglioni come ad esempio Smell Like Teen Spirit dei Nirvana, tanto per dire la più eclatante. Si tratta di Don’t Look Back in Anger degli Oasis vero? Dai, non mentite, è quella.

Cosa determina la bellezza di una canzone e perché dobbiamo sempre farle concorrere in una ipotetica corsa di cavalli mica lo sappiamo, magari ci portiamo dietro il fatto che la prima rassegna musicale della nostra vita è spesso il Festival di Sanremo. In ogni caso siamo entusiasti quando si parla della musica che ci ha accompagnato nei momenti bui dell’orrenda adolescenza, e oggi quelli che ci pensano fin troppo spesso sono i trentenni e i quarantenni, che si lagnano delle nuove generazioni e che secondo loro, tutto quello che succedeva “quando erano giovani” era migliore. Insomma, per dirvi che questo pezzo non è per niente oggettivo e partendo da questo presupposto tenteremo di renderlo il più oggettivo possibile.

Chi scrive non ha mai amato gli Oasis alla follia, preferendogli Blur e Pulp, ma nel dover oggettivare la vaccata della “canzone più bella degli anni ’90” dobbiamo per forza scegliere dei metri di giudizio e uno di questi è la popolarità: The Universal o Common People sono meno famose, è inutile girarci intorno.

Don’t Look Back in Anger è scritta e cantata da Noel Gallagher, il fratello più anziano nonché assennato della band di Manchester ed è di base un sunto di tutto il rock inglese degli anni ’60-’70, tra Bowie, i Beatles (dai, è uguale a Let It Be) e gli arrangiamenti sinfonici di Phil Spector, quindi Noel non ha inventato niente ma ha sintetizzato in maniera talmente perfetta da diventare icona.

Inizia con quel piano lì, che fa l’amore con la chitarra elettrica di contrappunto e quando li senti ti prepari a entrare nella macchina del tempo. Fill di batteria e voce di Noel, pulita, intonata senza autotune che parte già alta, senza perdere il corpo, piena di tutta quella strafottenza che solo la provincia inglese ti può dare. Il giro armonico sarà stato usato per almeno altre 100 canzoni, eppure in questa funziona meglio.

 

Una versione intima suonata da Noel Gallagher

 

Noel si rivolge a un’ipotetica ragazza X e il testo è pieno di frasi che possono significare un sacco di cose anche in contraddizione tra di loro. Non è quello il punto, quando la ascoltiamo ci sono parole chiave tipo Sally che può aspettare o l’estate che fiorisce, che di per sé ci porta in una dimensione a due, piena di possibilità da cogliere come mele o lasciarsele sfuggire a piacimento. L’importante è non mettere la propria vita in mano a una band di rock’n’roll, che come Noel sa bene, potrebbe buttare via tutto, ma alla fine la frase è ironica e addirittura sottolineata da un’impennata di chitarra. C’è anche un assolo di chitarra che invece di invecchiare, ogni volta che lo senti voli in cielo.

Non guardare indietro con rabbia, dice Noel ed è un po’ quello che facciamo tutti i giorni, mentre glorifichiamo il passato come fosse una cosa perfetta solo perché nel frattempo ci siamo dimenticati di com’era.

La musica, signori, la musica. Nel febbraio del 2014, quindi diversi anni dopo la sua pubblicazione, Don’t Look Back in Anger è stata decretata come canzone col ritornello più esplosivo dalla rivista NME e a ben vedere, nessuno riesce a non cantarla, complice una sbronza, quando apre tutto. Non è neanche facile perché la tonalità è bella alta ma vale la pena perdere la voce per gridare i fatti di Sally e i nostri, la nostra estate.

 

Una toccante versione cantata in solo da Liam Gallagher

 

C’è poco altro da dire perché ognuno avrà la propria canzone del cuore e dei ricordi, eppure questa è un po’ comune, collettiva, esorcizza le paure e ci fa abbracciare tutte le sante volte che viene suonata anche solo in mp3 da un dj.

Nelle classifiche italiane non ha fatto il botto, ma era pure l’anno di Born Slippy degli Underworld, Killing Me Softly dei Fugees e California Love di Dre e 2Pac, quindi era in ottima compagnia e a seconda del grado alcolico e di come si è messa la serata, tutte potrebbero essere la canzone più bella dei 90s. Forse però la fascinazione degli italiani per l’Inghilterra, paese nel quale amano fare i camerieri è il quid che rende questo pezzo il più bello in assoluto e  chi dice “ma il grunge”, lo rimandiamo qui.

Ascoltatela, ora. Buona giornata.

https://www.youtube.com/watch?v=FjkMsJhdgw4

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Simone Stefanini

Simone Stefanini

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