Musica
di Simone Stefanini 18 Maggio 2017

Come spiegare il grunge a chi non c’era

Una storia sul significato dello spirito giovane degli anni Novanta, raccontato a chi non era ancora nato

Questo pezzo è inteso per i nati dopo il 1995, che hanno sentito parlare di grunge dai vecchi-di-quarant’anni che indossano ancora le cicatrici degli anni Novanta: la stempiatura per aver portato i capelli lunghi con la divisa nel mezzo per troppo tempo, il primo tatuaggetto che ormai sembra un livido, un orecchio da cui sentono meno, il mal di schiena ereditato dai tanti concerti sudati, l’avversione per la camicia abbottonata e la passione per  le magliette dei gruppi e le felpe col cappuccio. Quelli che hanno provato a suonare in una band che faceva pezzi originali che sembravano sempre quelli dei Nirvana e che hanno fatto sesso la prima volta grazie al nuovo trend che rendeva scopabile il brutto ma tanto sensibile.Se chiedete a loro, non c’è mai stata musica più bella di quella del grunge, e in quel contenitore ci mettono di tutto, anche i Red Hot Chili Peppers, i NO FX e i Faith No More. Tanti di loro si sono fermati ad apprezzare solo i gruppi più famosi dell’epoca, qualche singolone dei Pearl Jam e dei Nirvana, i lenti degli Smashing Pumpkins che manco erano di Seattle, poi una volta hanno ascoltato i Mudhoney ma era roba un po’ troppo caotica e hanno deciso che l’esperimento era da ritenersi concluso. Perché il grunge, specialmente in Italia, non è stato un movimento strettamente musicale.

A ridosso degli anni ’90 i ragazzi non ci capiscono più un cazzo di niente. Sono depositari di un disagio talmente diffuso da non aver avuto riscontro oggettivo nel loro giovane immaginario. I loro genitori nel decennio precedente sono riusciti a comprare casa ed elettrodomestici e auto e le gite fuori porta e le vacanze d’estate e il voto alla DC senza andare in chiesa e il voto dinamico e moderno al PSI e il voto tutto cuore al PCI (alcuni al MSI, per lo stesso motivo) e per i bambini degli Ottanta, la vita è disposta su un tapis roulant che va in una sola direzione, verso la serenità.

Quando è arrivata la mazzata, ed è arrivata bella pesante, i genitori dei futuri grunge sono abbastanza preparati, perché hanno avuto a loro volta genitori che hanno visto la guerra, quella vera che storpia, distrugge, uccide. Allora si rimboccano le maniche e si ripetono andrà tutto bene fino a crederci.

I ragazzi no, perché l’unica guerra che hanno visto da piccoli è quella tra Daitarn 3 e i Meganoidi, tra He Man e Skeletor e quando nei primi ’90 arrivano le notizie dai Balcani sul conflitto del Golfo, fin troppo vicino, quando le ideologie crollano e i soldi iniziano a finire prima del previsto, quando il passaggio dalle medie alle superiori significa prendere un bel po’ di schiaffi e stare zitti, quando i molti che abitano in provincia hanno il primo sentore che non se ne andranno mai via da lì, allora implodono dentro il fischio degli amplificatori e delle urla al microfono.

I giovani disagiati del tempo si dividono in due fazioni speculari e avversarie: chi inizia a suonare o a ascoltare musica con le chitarre e chi va in discoteca. Dei secondi oggi ce ne sono meno, perché quel disagio lo annientavano con le droghe chimiche e a lungo andare quelle hanno presentato il conto. I primi invece il malessere lo respirano così a fondo da diventare, oggi, con moglie e figli, dei vecchi tromboni che ripetono sempre il mantra come la musica che ascoltavamo noi non ce n’è, senza accorgersi che i loro figli vivono un nuovo tipo  di disagio che si esprime con una diversa attitudine.

Che poi, indossare il cappellino di lana, i jeans larghi e strappati, una maglietta a caso e la camicia aperta presa al mercatino delle pulci, con pulci annesse, è anche una posa, un codice di riconoscimento tra sfigati fighi. Perché Kurt Cobain, Chris Cornell e Eddie Vedder sono belli, sembrano dei, le ragazze si innamorano di loro e i ragazzi vogliono essere come loro. Chi nasce bruttino di natura, allora esaspera quella qualità. Non è un errore di stampa, essere brutto diventa qualità, se ci sai giocare un po’ puoi tirartela da genio incompreso, da quello più figo perché fa le cose assurde o perché trova il fumo a poco o perché riesce a saltare dal tetto di una casa senza farsi troppo male.

Nelle compilation su cassetta che si scambiano, c’è tutta l’espressione dell’inesprimibile. Quando oltre ai classici spuntano gli Screaming Trees e i Dinosaur Jr., quando la ragazza si toglie il reggiseno su Teenage Riot dei Sonic Youth, quando t’mpalli davanti a MTV a guardare il video di Black Hole Sun dei Soundgarden da fatto, allora ti senti parte di un grande tutto che non sarebbe andato da nessuna parte, ma che esiste, reale, tangibile, profumato com’è di spirito giovanile, di puzza di scarpe sfatte e sudore, di labbra marroni di vino rosso e tosse di sigaretta, di corpi caldi, imperfetti e nuovi da assaggiare, mentre tutto il conosciuto sta per cambiare per sempre.

Storytelling: avevo 19 anni quando è morto Kurt Cobain. Hanno dato la notizia in tv e non me n’è fregato granché sul momento. Solo quando ho messo Something in the Way ho capito che non si trattava di una posa, che era successo davvero. Ma già reputavo i Nirvana commerciali e ascoltavo altro, quindi non ho fatto parte di chi faceva le fiaccolate come quando è morto Lennon o Martin Luther King. Ho compreso solo dopo che quel cadavere biondo per molti era il cadavere della propria giovinezza, ed essendo una cerimonia a cui ognuno partecipa prima o poi, con le sue dinamiche e i suoi modi, allora non c’era proprio niente per cui fare il cinico, il supponente o il superiore.

Borges diceva: “… riflettei che ogni cosa, a ognuno, accade precisamente, precisamente ora. Secoli e secoli, e solo nel presente accadono i fatti; innumerevoli uomini nell’ aria, sulla terra e sul mare, e tutto ciò che realmente accade, accade a me…”. Ecco cos’era il grunge: un presente giovane che non esiste più, in cui molti si sentivano vivi. Come potete biasimarli se ogni volta che muore qualche musicista di quel periodo, la vivono come un lutto personale?

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

70,00 €

KIT DELL'AMORE "MI AMI Festival 2020"

KIT DELL'AMORE “MI AMI Festival 2020” Contiene: due t-shirt due shopper quattro kit semi: due kit passiflora, peperoncino, melanzana e due kit mimosa, pisello, salvia quattro lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
5,00 €

MANIFESTO MI AMI 2019

Manifesto del MI AMI Festival 2019, Illustrazione di Andrea De Luca.    
5,00 €

SHOPPER "MI AMI Festival 2020"

Shopper ufficiale “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids. Bag bianca cotone con illustrazione multicolor. La shopper che avresti voluto acquistare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
28,00 €

KIT "MI AMI Festival 2020"

KIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper un kit semi misti a scelta una lattina bevanda del desiderio Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

KIT DEL SINGLE "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL SINGLE “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia due lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
5,00 €

BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

Lattina ufficiale “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l'uso che preferite. La bevanda che avresti voluto bere.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
48,00 €

Speaker bluetooth

Cosa rende un film davvero speciale, si sa, è l'atmosfera che si crea guardandolo. E allora cosa c'è di più speciale se non cogliere una citazione, una canzone, un suono che ci riporta ad attimi della nostra vita. Quello che ti occorre, per ampliare il tuo udito e immergerti nella visione, sono sicuramente delle ottime casse. E se il tuo gusto è, a tratti, retrò questo modello bluetooth in legno ti renderanno subito protagonista di una pellicola 70 CARATTERISTICHE Gamma di trasmissione senza fili: 10M Rapporto di rumore audio: Circa 80db Capacità della batteria: 1500mAh Built-in tensione: 3.7V Normale volume di riproduzione: 6-10hr Specifiche dell'altoparlante: ¢ 52 MILLIMETRI Potenza altoparlante: 4Ω/5W Risposta in frequenza: 90HZ-20KHZ Formato del prodotto: 155x92x76mm Peso: 600g Tensione di carica: 5V/500MA contiene micro cavo di ricarica USB Prodotto con spedizione extra-UE. Tempi di consegna: 30 gg lavorativi.  
5,00 €

MANIFESTO "MI AMI Festival 2020"

MANIFESTO ufficiale “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >