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Natura
di Claudia Mazziotta 24 Marzo 2020

“Cat Tracker” è lo studio che ci rivela dove vanno i gatti quando si allontanano da casa

Possiamo stare tranquilli: i gatti domestici raramente si allontanano oltre i cento metri dal cortile di casa. Lo dimostrano gli studi di alcuni ricercatori dalla Carolina del Nord, in uno dei più grandi progetti di ricerca sui gatti mai realizzato.

Non è la prima volta che i ricercatori tentano di capire dove vanno i gatti quando decidono di prendere e uscire di casa. In passato gli studiosi hanno deciso di seguirli a piedi o di mettere dei radiotrasmettitori attorno al collo di queste adorabili bestiole pazze, senza però raggiungere gli obbiettivi desiderati. Con Cat Tracker, invece, ce l’hanno fatta e finalmente siamo riusciti a capire dove vanno i gatti quando decidono deliberatamente di uscire di casa. D’ora in poi possiamo stare tranquilli, perché la verità e che i gatti non vanno da nessuna parte.

Si tratta di uno dei più grandi progetti di ricerca sui gatti mai realizzato, portato avanti da un team di ricercatori della Carolina del Nord, su quasi un migliaio di gatti domestici in quattro paesi, cui sono stati posti dei radiotrasmettitori GPS attorno al collo per una settimana.

I risultati sono arrivati dopo sei anni, pubblicati sulla rivista Animal Conservation, e hanno rivelato che for most cats, there is no place like home. I gatti, in realtà, non vanno da nessuna parte se non intorno alla propria casa. Roland Kays, principale autore di Cat Tracker, la maggior parte dei gatti presi in esame ha trascorso tutto il tempo a meno di 100 metri dal cortile della loro casa.

Il gatto più giramondo di tutti è stato Penny, in Nuova Zelanda, che ha vagabondato per oltre 3 miglia quadrate (che, se non erro, dovrebbero essere circa 7 km quadrati, un vero record per le nostre amate palle di pelo feline). Altro gatto pazzo, l’inglese Max, che ha fatto un viaggio di andata e ritorno dalla sua casa ben due volte, percorrendo una distanza di oltre un miglio per poi voltarsi e tornare indietro, senza apparenti motivi.

Nonostante questi intrepidi esploratori, la maggior parte dei gatti domestici si spostano per poco tempo e circoscrivono la loro passeggiate in territori noti e vicino casa. La spiegazione sembra ovvia: gli animali domestici vengono nutriti a casa e non hanno bisogno di esplorare a lungo e in largo per trovare il loro prossimo pasto. Inoltre, la maggior parte degli animali domestici viene sterilizzato o sterilizzata, quindi non c’è bisogno di “farsi belli/e e andare all’acchiappo” per cercare un/a compagno/a. Quanto ai gatti selvatici, questi si allontanano per cercare cibo o compagni per la riproduzione, ma anche loro tendono a perlustrare luoghi noti e vicini a quella che considerano la loro casa.

Lo studio Cat Tracker ha aumentato la nostra conoscenza della vita esterna dei gatti domestici, ma i ricercatori affermano che c’è molto altro da imparare. Sapere dove vanno i gatti è un progresso importante, ma per capire davvero il loro impatto sull’ambiente e le minacce cui vanno incontro allontanandosi da casa, dobbiamo sapere cosa stanno effettivamente facendo. Ecco perché i ricercatori stanno lavorando su una nuova tecnologia che combinerà GPS ad alta risoluzione ad altre componenti, “per mappare in modo più preciso i comportamenti dei gatti e, in particolare, con che frequenza e dove cacciano“, afferma Kays.

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