Il Governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, sta definendo un nuovo pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza pubblica in risposta a eventi tragici come l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio avvenuto a Bologna.
L’iniziativa, fortemente sollecitata dalla Lega, si articola in due distinti provvedimenti con l’obiettivo di intensificare le norme su immigrazione, cittadinanza, espulsioni e la tutela delle forze dell’ordine.
Le nuove tutele per le forze dell’ordine e stretta sulle espulsioni
Tra le misure più attese figura l’introduzione di un ampliamento della tutela processuale per gli agenti di polizia. Il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha chiarito che il Governo intende superare la semplice assistenza economica e introdurre uno “scudo giuridico” che eviti l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che fanno uso legittimo delle armi nell’adempimento delle proprie funzioni. Questo provvedimento, che affina il concetto di legittima difesa, rappresenta un’evoluzione rispetto alle proposte precedenti di scudo penale, mirando a una maggiore chiarezza e tutela giudiziaria.
Inoltre, la stessa protezione processuale sarà estesa anche ai cittadini privati, evitando indagini automatiche qualora sussistano cause di giustificazione come la legittima difesa, un aspetto innovativo che intende bilanciare sicurezza e tutela dei diritti civili.
Parallelamente, il governo sta lavorando a una stretta sulle politiche migratorie, in particolare per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati, che sono stati identificati come una componente rilevante nel fenomeno delle cosiddette baby gang. Nel decreto in arrivo sono previste misure per ridurre il periodo di assistenza statale da 21 a 19 anni, introducendo al contempo sanzioni accessorie per i genitori dei minori coinvolti in attività criminali.
Un altro punto centrale riguarda la riduzione dei ricongiungimenti familiari per i migranti: per la Maggioranza ci sarebbe un uso eccessivo degli strumenti di welfare. A tal proposito, il Governo intende alzare la soglia di reddito richiesta per accedere a tali benefici, allineando così l’Italia agli standard europei. È prevista inoltre l’implementazione di procedure di “ricongiungimenti familiari al contrario”, che mirano a rintracciare e coinvolgere le famiglie d’origine dei minori responsabili di reati, per incentivare la responsabilizzazione e il controllo sociale.

Ulteriori novità riguardano l’inasprimento delle pene per reati come il furto aggravato e il borseggio, con la reintroduzione della procedibilità d’ufficio per questi ultimi, superando l’attuale sistema basato sulla querela di parte. L’intenzione è anche quella di potenziare i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), aumentando così la capacità di rimpatriare soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale.
Il Governo conferma la sicurezza come tema centrale anche nel 2026, con un aumento a 6.800 dei militari impiegati nell’operazione “Strade Sicure” per il presidio di stazioni e aree urbane a rischio. Nicola Molteni ha sottolineato come la presenza militare non solo non sarà ridotta, ma anzi potrà essere incrementata su richiesta di amministrazioni locali di diverse estrazioni politiche.
Queste iniziative rientrano in un piano complessivo che punta a innalzare gli standard di sicurezza nelle città italiane, attraverso una combinazione di interventi legislativi, rafforzamento delle forze dell’ordine e revisione delle politiche migratorie e sociali. Il governo Meloni conferma così la sicurezza come uno dei temi cardine dell’agenda politica anche per l’anno in corso.

