In un contesto internazionale segnato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche nell’Artico, l’Italia ha definito la propria strategia per questa regione in rapida trasformazione.
Mentre diversi Paesi europei hanno rafforzato la propria presenza militare in Groenlandia, l’Italia ha scelto un approccio diverso, puntando su investimenti tecnologici e scientifici, senza inviare truppe sul territorio artico.
L’Italia evita l’invio di militari in Groenlandia
Nel corso del 2025, mentre Stati come Regno Unito, Francia, Germania, Norvegia, Svezia e Finlandia hanno dispiegato contingenti militari in Groenlandia partecipando all’esercitazione congiunta “Arctic Endurance” con le forze danesi, l’Italia ha preso le distanze da un coinvolgimento militare diretto. Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha chiarito che non è previsto alcun contributo militare italiano nell’Artico: «Non credo che un intervento militare degli Stati Uniti in Groenlandia sia all’orizzonte – ha dichiarato alla Camera – e l’Italia preferisce promuovere il dialogo e la cooperazione».
Questa posizione si inserisce in un quadro più ampio di tutela della stabilità e della pace nella regione, considerando la Groenlandia come un territorio autonomo sotto la corona danese. Tajani ha sottolineato inoltre come l’Italia favorisca soluzioni diplomatiche e multilaterali, in linea con la membership nella Nato e con una visione europea condivisa.
Il 15 gennaio 2026 il governo italiano ha presentato ufficialmente il documento strategico “La Politica Artica Italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione”, un testo frutto della collaborazione tra i ministeri degli Esteri, della Difesa e dell’Università e Ricerca, rappresentati rispettivamente da Antonio Tajani, Guido Crosetto e Anna Maria Bernini. L’evento di presentazione si è svolto a Villa Madama, alla presenza di esponenti istituzionali, rappresentanti del mondo imprenditoriale e membri del Tavolo Artico.

Il documento aggiorna e rafforza la visione italiana sul ruolo in Artico, con l’obiettivo di consolidare la posizione del nostro Paese in Artico. L’attenzione è rivolta a tre direttrici principali: la sicurezza, lo sviluppo economico e la ricerca scientifica. In particolare, l’Italia metterà a disposizione capacità satellitari avanzate per il monitoraggio ambientale e la sorveglianza marittima, dando un contributo tecnologico fondamentale per la sicurezza delle rotte artiche. Questi strumenti saranno impiegati in esercitazioni congiunte in collaborazione con la Nato e l’Unione Europea, ma sempre con un approccio non offensivo, volto a garantire la pace e la sostenibilità dell’area.
Il nuovo documento strategico ribadisce la necessità di mantenere l’Artico come una zona di pace e cooperazione, contrastando le dinamiche di escalation delle grandi potenze che stanno giocando una partita geopolitica sempre più complessa. L’Italia intende rafforzare le relazioni bilaterali con i Paesi artici europei – Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia – e sostenere l’impegno crescente dell’Unione Europea nella regione.
Tra gli obiettivi dichiarati figurano il consolidamento della sicurezza collettiva euro-atlantica, coerentemente con gli impegni Nato e Ue, e il potenziamento della ricerca scientifica italiana in Artico, che rappresenta un ambito di eccellenza e di grande interesse strategico. Inoltre, il governo punta a favorire le opportunità economiche emergenti, offrendo supporto concreto alle imprese italiane interessate a investire nell’area. Il dossier sottolinea che l’Artico è anche un “territorio europeo”, richiedendo quindi un ruolo più profilato e incisivo dell’Unione Europea, in modo da bilanciare efficacemente le pressioni delle grandi potenze come Russia, Cina e Stati Uniti.
