Continua a infiammarsi il dibattito all’interno della maggioranza di centrodestra riguardo l’operazione Strade sicure, un programma avviato nel 2008 sotto il governo Berlusconi che prevede l’impiego dei militari per il controllo e la sicurezza nelle aree urbane e sensibili.
Negli ultimi giorni, a fare rumore è stata soprattutto la posizione della Lega, guidata da Matteo Salvini, che ha rilanciato con forza la necessità di rafforzare la presenza dell’Esercito nelle città, proponendo un aumento significativo del contingente militare.
La proposta della Lega per più militari nelle città: scontro in Maggioranza
Domani 15 gennaio la commissione Difesa alla Camera avvierà l’esame di una risoluzione presentata dalla Lega, che impegna il governo ad aumentare il numero dei militari impiegati nell’operazione Strade sicure. L’obiettivo è incrementare di almeno mille unità il contingente attualmente composto da circa 6.800 uomini e donne in divisa, potenziando così i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie e in tutti quei luoghi considerati sensibili per la sicurezza pubblica.
Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in commissione Difesa e primo firmatario della risoluzione, ha sottolineato: «Auspichiamo che questa iniziativa venga sostenuta da tutte le forze politiche, anche da chi finora si è mostrato contrario o, peggio, vorrebbe cancellare l’operazione. Serve più presenza delle forze armate per garantire sicurezza in tutte le aree più vulnerabili del territorio nazionale».
Il rilancio della Lega ha acceso ulteriormente le tensioni nel centrodestra, con Fratelli d’Italia e il ministro della Difesa Guido Crosetto che mantengono una linea più cauta. Il partito guidato da Giorgia Meloni ha ribadito la volontà di garantire un ruolo attivo ai militari nel quadro dell’operazione, ma con una gestione che privilegi un equilibrio tra le forze di sicurezza e un impiego mirato delle risorse.

Nonostante ciò, la Lega accusa apertamente Forza Italia di assumere posizioni tiepide o incerte. In particolare, alcuni esponenti azzurri hanno mostrato riserve sull’espansione del contingente militare. Il vicepresidente del Consiglio e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha però cercato di stemperare lo scontro, affermando che fino a quando non sarà assicurato un maggior numero di agenti di polizia, carabinieri e finanzieri, l’esercito rimane uno strumento essenziale per il controllo del territorio.
In un intervento a margine di un convegno sul turismo al Senato, Matteo Salvini ha riaffermato con decisione la sua posizione: «Non è il momento di togliere i militari dalle strade e dalle stazioni, anzi serve ancora più presidio. Non importa se si tratta di militari, poliziotti, carabinieri o polizia locale: l’importante è avere una presenza costante e rassicurante. Tagliare i militari in questo momento sarebbe un errore gravissimo».
Salvini ha inoltre risposto alle domande sulle frizioni interne con Fratelli d’Italia, spiegando che i canali di confronto con Crosetto sono aperti, ma che il suo partito è pronto a portare avanti la battaglia parlamentare per rafforzare Strade sicure. La risoluzione della Lega, infatti, rappresenta un primo passo per avviare ufficialmente il dibattito in Parlamento, con l’intento di ottenere un sostegno più ampio possibile e di imprimere un’accelerazione politica all’ampliamento del contingente.
