Il ritorno di Second Life

Linden Lab rilancia la piattaforma che aveva spopolato nei primi anni 2000. In un periodo come questo, la piattaforma virtuale potrebbe essere una soluzione alternativa alla comunicazione, facendo leva sulle sue caratteristiche che altre piattaforme non hanno.

Si era già ampliamente parlato di Second Life in “Second Life, ora che è (quasi) morto”. Parlandone un po’ al passato, un po’ con nostalgia, si considerava il suo tramonto in un momento in cui, ormai, sempre più utenti abbandonavano la piattaforma. E si valutavano il fascino e i pro per quelle persone, “cani sciolti che ricercavano l’evasione dalla vita di tutti i giorni”.

Second Life era nata il 23 giugno nel 2003 nelle mani di Linden Lab. Un mondo virtuale 3D che era divenuto la piazza più famosa dei primi del 2000 perché era una novità, una cosa mai vista prima, era il futuro. Qui si poteva vivere una seconda vita e ci si poteva dare una seconda possibilità, anzi, infinite possibilità. Chiunque avesse avuto il bisogno di evadere dalla vita reale, creandosi un avatar, poteva farlo e poteva provare ad essere qualcun altro; poteva stringere rapporti con persone nuove, nel tentativo per molti di sentirsi meno soli. Non a caso, Second Life è stato anche uno strumento di supporto psicologico, divenendo il primo caso di avatar therapy, quando, nel 2006, si aprì il Center for Positive Mental Health su iniziativa di un medico americano. Ma questa è una lunga storia.

Oggi, Linden Lab rilancia Second life con uno scopo diverso: mettere a disposizione la piattaforma per coloro che vogliano socializzare e comunicare in maniera differente, in un momento in cui il lockdown è globale e il distanziamento sociale è un ordine. L’intento è soprattutto quello di rivolgersi alle aziende e alle organizzazioni, focalizzandosi principalmente sull’aspetto lavorativo e di studio. Uno strumento, quindi, per far incontrare lavoratori, professionisti, alunni e docenti.

Per comunicare pur non potendosi vedere e toccare “realmente” ci sono tante possibilità, lo sappiamo bene. Inutile citare Skype, Zoom o il non più pericoloso Houseparty: Second Life è, ancora oggi, effettivamente l’unica piattaforma tridimensionale, completa e organica, che, attraverso un PC e una normale connessione Internet, permette gratuitamente di tuffarsi nell’infinito universo Linden Lab.

Ecco il sito con cui Second Life si rilancia. E con questo chiudiamo: “abbiamo creato il portale perché ci sono state molte richieste da parte di studi professionali e clienti, che volevano un luogo sicuro e confortevole dove incontrare i loro partner commerciali. Del resto, questi sono tempi spaventosi. All’inizio ci siamo sentiti troppo opportunisti ma poi abbiamo pensato che in realtà stavamo fornendo un’ottima soluzione per coloro che in questo momento hanno un’esigenza che altri non riescono a soddisfare, non come può fare Second Life”.

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Locandina numerata e autografata del Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l'Immensità Orchestra, in triennale di Milano. L'illustrazione originale della locandina è a cura di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese con studi alla Scuola Internazionale di Comics, dal 2015 nel duo creativo Irene&Irene e da tempo coinvolta nel progetto Andrea Laszlo De Simone per la realizzazione delle copertine dei dischi "Immensità" ed "Ecce Homo", i video d'animazione "11:43" e "Sparite Tutti", oltre ad aver ideato la creatività della cover digitale di "VIVO". Per “Il Film Del Concerto” ha realizzato a mano un'opera che riconduce al migliore immaginario cinematografico di Federico Fellini. L'opera sarà stampata in pochissime copie in edizione limitata, autografate dagli artisti.  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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