Society
di Stefano Disastro 22 Ottobre 2013

I 10 colleghi da evitare per la pausa pranzo

pausa_pranzo

Non so voi, ma qui a Dailybest la pausa pranzo è sacra.
Ok, si mangia (martedì pizza) ma soprattutto si stacca un attimo dal lavoro durissimo che si sta facendo e si fa – appunto, si chiama così- una pausa (oltre alla pausa caffè, la pausa sigaretta, la pausa telefonata, la pausa ebay, etc etc).
Bene, per noi è un pò diverso perchè mangiamo sempre tutti insieme e siamo come una piccola famigliola felice (#postodellavita) ma spesso, ricordando le pause pranzo passate quando non lavoravamo ancora a Dailybest ma in giro per redazioni, agenzie, fabbriche, ditte diverse, quella della pausa pranzo è un momento MOLTO delicato, soprattutto nella scelta dei colleghi con cui la si condivide. Quello che è (dovrebbe essere) un piacevole momento prima di riprendere a lavorare, può trasformarsi per colpa di colleghi sbagliati in un incubo, o comunque in qualcosa di molto molto faticoso.

Mettendo insieme vari ricordi/esperienze abbiamo stilato questa lista di 10 colleghi da evitare tassativamente se volete salvaguardare la serenità della vostra pausa pranzo.

1) Lo scroccone
Quello a cui immancabilmente, ogni giorno, mancano 1 o 2 €. Ve lo dice all’ultimo momento, quando siete in cassa, e “scusa ma domani te li ridò , te lo prometto”. Se tenete il conto alla fine dell’anno vi dovrà non meno di 100€. Ma tranquilli, “domani te li do”.
Come riconoscerlo? Mangia pane e grissini oltre ogni limite ragionevole.

2) Il neo-vegetariano
I vegetariani di lunga data sono generalmente tolleranti. Il peggio sono invece quelli che hanno aderito al movimento da poco e sono ancora nella fase proselitismo. Tipo: “Le tue patatine fritte sono cotte in olio vegetale? Non lo sai??? Beh se vuoi morire a 40 anni è un problema tuo…”
Come riconoscerlo? è dalle 9:00 di questa mattina che ripete “Non so se te l’ho detto, ma io sono vegetariana, io…”

3) L’ apprendista cuoco
Ovviamente ieri sera ha visto “MasterChef” e non manca di farti notare che “questa besciamella fa schifo. Lo sapevi che quando si aggiunge il formaggio alla besciamella si ottiene la salsa Mornay? ” No, a parte che non lo sapevi nemmeno ti importava. L’unica cosa che ti importa è che ti lasci finire il pesce tranquillo.
Come riconoscerlo? Siete nel solito baretto squallido a prezzo fisso eppure ha appena chiesto al povero cameriere se la matriciana è fatta con il guanciale di cinta senese e se il formaggio è pecorino del tal produttore (vi rifiutate di ricordavi quale).

4) L’alcolista cronico
Ha iniziato con gli aperitivi con il caffè delle 10. Se ne è fatto un altro mezzo mentre eravate in coda al ristorante. Durante il pranzo non toccherà il suo piatto perchè -vi rifiutate di chiedere spiegazioni a riguardo –  “mangiare è barare”.
Come riconoscerlo? Appena seduti ti ha subito spiegato che sarebbe stato più conveniente prendere una bottiglia di vino piuttosto che due bicchieri, anche se tu non bevi.

5) Quello che fa battute idiote tra un piatto e l’altro
Il massimo della convivialità, secondo lui, è dire cose stupide e volgari tipo “Hai preso la mousse al cioccolato?? Attenzione che è un afrodisiaco! Cazzo l’ufficio sarà tutto sull’attenti questo pomeriggio!! HAHAHA … “. L’ultima volta che gli hai detto che era pesante, ha risposto : “Ok, va bene, puoi scoreggiare ancora se vuoi…”
Come riconoscerlo? A inizio pranzo prende sempre 2 mandarini e una banana dal piatto della frutta, così all’occorrenza li ha.

6) Quello che ha bisogno di parlare
Un divorzio, un’ingiustizia in ufficio, una verifica fiscale, un cliente che gli ha detto che era il commerciante peggiore che avesse mai visto in vita sua… Tutte queste miserie, state certi che vi arriveranno a farvi compagnia al tavolo, d’altronde ve le DEVE dire, di solito succede tra il risotto e l’insalata.
Come riconoscerlo? Ha la faccia tirata e un giornale in mano, spesso con qualcosa di evidenziato, come chi ha già covato il suo piano. Tipo “L’aumento dell’IVA? … Non poteva andare meglio … d’altronde con il mio divorzio… Lo sai che dovrò vendere la casa per questa storia ? … No , non per la storia dell’IVA, sto parlando del divorzio!”

7) Quello che finisce sempre il vostro dolce
Ha una concezione comunitaria del vostro piatto. Per tutto il pranzo ha già detto “ti dispiace?” almeno 83 volte e cerca di calmare la vostra irritazione con parole del tipo: “Non preoccuparti , non sono malato!”
Come riconoscerlo? Prende sistematicamente un piatto diverso dal vostro. “Prendi gli spaghetti ai frutti di mare? Ok allora io prendo gli gnocchi ai funghi”

8) Il maniaco dell’igiene
Ogni mezzogiorno il simpatico profumo dei sui fazzolettini umidificati alla violetta fa a cazzotti col profumo dei fagioli che avete ordinato. Il maniaco dell’igiene organizza coscienziosamente e minuziosamente l’ordine del suo tavolo, del vassoio e del coperto, roteando gli occhi esasperato dalla scarsa igiene prevalente attorno a lui.
Come riconoscerlo? Dai fazzolettini profumati, onnipresenti.

9) L’animatore del ristorante
Non avete avuto una mattinata facile e non vedete l’ora di rilassarvi in pausa pranzo. Sbagliato! Il vostro vicino di posto al tavolo ha deciso di raccontarvi un aneddoto divertentissimo che gli è successo questa mattina parcheggiando l’auto. Peccato che ha deciso di raccontarvi la sua storia urlando abbastanza forte da guadagnarsi come pubblico anche tutti i tavoli vicini.
Come riconoscerlo? Sta già ridendo prima di cominciare a raccontare.

10) Quello che deve prendere le medicine
Tutti noi, in qualche momento della nostra vita, abbiamo dovuto buttare giù delle pillole a fine o inizio pasto. Allora perché ritiene essenziale giustificare quello che sta facendo nel dettaglio? “Ho dovuto prendere queste compresse a causa dei miei problemi di transito … poi ho queste capsule per il gas, sai per l’aerofagia, non è gradevole… questa invece è un’altra cosa, è un integratore di vitamine…”
Come riconoscerlo? Ha un sacchettino bianco in una mano, le istruzioni aperte nell’altra e le pillole e compresse impilate sul tavolo. Solitamente tossisce ad alta voce e o zoppica .

Che ne dite?
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