Society
di Simone Stefanini 6 Agosto 2014

5 motivi per cui i bambini degli anni ’70 dovrebbero essere già tutti morti

Una cosa è certa: negli anni ’70 non ci si stressava granchè per la sicurezza. Se andate indietro coi ricordi, vi torneranno in mente alcuni giochi, vizi o semplici modi di vivere che oggi potrebbero apparire impensabili, con tutto il nostro bagaglio di informazione, cultura e paranoia. Certo è che se ora ai bambini manca poco che gli mettiamo lo scafandro per paura di tutto, ecco, negli anni ’70 eravamo un bel po’ più polleggiati. Pure troppo.

FONTE | read.feedly.com

1) LE CINTURE DI SICUREZZA?

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Negli anni ’70, non pervenute. Si viaggiava seduti come sul divano, con bambini o animali in braccio. Io mi ricordo che stavo in piedi tra i sedili dietro, ballando e cantando. Questo non significa che oggi siano optional, ci sono più auto in giro, vanno più veloci e la gente è in media più stressata. Comunque viaggiare coi piedi fuori dal finestrino o sul tettino apribile era da ganzi, diciamocelo.

 

 

2) IL CASCO SOLO SE AVEVI PROBLEMI MEDICI ALLA TESTA

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Figuriamoci se andavamo in motorino col casco. Faceva sfigato, spettinava i lunghi capelli. Le “Sardomobili” avevano cieli di latta, mentre col “Ciao” si poteva cambiare il mondo. E come lo cambi il mondo, col casco integrale? Soprattutto: non era obbligatorio, fino alla legge dell’11 gennaio 1986. Quella era un po’ una cazzata, perchè sul motorino fai prima a cadere e battere la testa che a fare la rivoluzione, dai.

 

 

3) CERBOTTANA, CRYSTAL BALL, PONGO E GLI ALTRI

 

 

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Sulla pubblicità c’era scritto: “atossico”. Poi ti giravi un attimo per rispondere al telefono e tuo figlio l’aveva ingoiato. Giocavamo con panetti di plastilina colorata, con liquidi che solidificavano in mezzo secondo, con lo stucco per le cerbottane. Tutta roba che mettevamo in bocca o che poteva finire negli occhi. C’erano le pistole lancia elastici. Sul serio, dovremmo essere tutti morti.

 

 

4) LE GIOSTRE DI METALLO ROVENTE E RUGGINOSO

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Mettevi il bimbo sulla giostra non premurandoti di testarne la temperatura e in men che non si dica, tuo figlio era grigliato. Giostre che stavano al sole per tutta l’estate, create con un metallo che non appena piove fa ruggine, con una vernice talmente scrausa che dopo due scivolate viene via. Ci sembrava di vivere avventure epiche, di essere supereroi o cavalieri. Il pericolo reale però non veniva dal drago, bensì dal castello.

 

 

5) FUMARE FA BENE!

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Si fumava nei cinema, nei ristoranti, negli ospedali. Ovunque. Il fumo faceva bene. Invadeva le pubblicità e quando non la si poteva più fare, tornava sotto diversa forma (tipo Marl**** Country o Ca*** Trophy), sponsorizzava trasmissioni in prima serata, riempiva di messaggi subliminali i film. Nessuna restrizione, le mamme fumavano davanti ai bimbi che a 5 anni avevano già assorbito più fumo passivo della cappa della cucina. Oggi sembra incredibile, e invece.  Diciamocelo, i ricordi saranno anche belli e tutto, ma per un bel po’ di cose c’è di lusso.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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