Autoproclamarsi repubblica sovrana: vademecum per l’uso

Society
di Marta Blumi Tripodi 11 giugno 2013 12:00
Autoproclamarsi repubblica sovrana: vademecum per l’uso

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Qual è il miglior modo per non pagare le tasse, scegliersi le proprie regole e, last but not least, soddisfare la propria sete di megalomania? Semplice: autoproclamarsi una repubblica indipendente governata da se stessi. E il modo più semplice per farlo è utilizzare un’isola (di cui per legge potete fare quello che volete, se è vostra e se è abbastanza lontana dalle coste). Sfortunatamente non ne possedete una? Non c’è problema, basta costruirsela.

In Italia tutto ciò era già successo nel 1968 con la Repubblica Esperantista delle Rose, una piattaforma artificiale situata al largo dell’Adriatico dove un gruppo di hippie avevano fondato un nuovo stato: sfortunatamente è stata evacuata e demolita l’anno dopo dal governo italiano, che non l’aveva presa proprio benissimo. Oggi, però, quell’idea torna in auge grazie a Seasteading, una società no-profit di San Francisco che sta mettendo in cantiere delle città-isola galleggianti che ciascuno di noi può acquistare per veleggiare verso l’orizzonte verso l’autarchia. Al progetto lavorano ingegneri, filosofi, politologi e tanti altri ancora. Insomma, se non soffrite l’autorità (e se non soffrite il mal di mare) non esitate a contattarli.

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