Society
di Simone Stefanini 12 dicembre 2017

Enrico Brignano, basta coi discorsi da bar

Nella sua intervista al Corriere della Sera difende Fausto Brizzi e attacca Asia Argento. Un intervento che ha destato più di una polemica

 Rai

Enrico Brignano è uno dei protagonisti del film di Natale di Fausto Brizzi, Poveri ma ricchissimi. Come sapete, Brizzi è stato accusato da un po’ di aspiranti attrici di molestie durante le audizioni, anche se l’accusa gli è stata rivolta da un programma di varietà, Le Iene, e non da una vera e propria inchiesta giornalistica. Parte dello star system italiano si è schierato con il regista e la vicenda, almeno per i media, sembra finita lì. Nessuna testata giornalistica prestigiosa si è voluta far carico dell’inchiesta, come invece è successo negli Stati Uniti per il caso Weinstein, ma per precauzione il nome di Brizzi è sparito dalla locandina e dal trailer, quasi come se il cinepanettone natalizio si fosse creato da solo.

Brignano dicevamo: uno che a Le Iene ha fatto il presentatore e il comico, con i suoi interventi da piazza, che parlano del traffico, del tempo, dei soldi che mancano, dei politici un po’ tutti uguali e compagnia, perfetto per il popolo populista che s’incazza con tutti per non arrabbiarsi davvero con nessuno. In una recente intervista al Corriere della Sera, ha voluto dire la sua sul regista Brizzi, dandogli tutto il possibile appoggio e rincarando la dose sull’ex Miss Italia Clarissa Marchese, una delle accusatrici di Brizzi: E se uno dice “spogliati nuda”, ti ha fatto una violenza? No, ti ha fatto una proposta. Digli di no e vai via. Bisogna stare attenti a catalogare tutto come molestia, se no anche io vengo sempre molestato. Mi chiedono di fare delle foto e non voglio. Ma le faccio, perché se no chissà cosa dicono” , “Però dico anche a Miss Italia: lui ti ha chiesto di spogliarti? E quindi? E tu ti sei spogliata? No. E quindi? Chiunque vorrebbe vedere Miss Italia nuda“, “Allora anche io ho molestato delle ragazze: in discoteca, avevo 14 anni. Ci provavo e loro non volevano, eddai, dammi un bacetto, eddai”.

Chiarito il suo pensiero, si rivolge ad Asia Argento, una delle prime ad averci messo la faccia per scardinare il sistema Weinstein: “Asia Argento ha detto che, 20 anni fa, lui ha fatto quello che ha fatto. Ma poi sappiamo che per cinque anni gli era stata amica e che, attraverso di lui, ha fatto 4 film“.

Esposti i fatti, la riflessione è la seguente: esiste la vita oltre i discorsi da bar? Dando per scontato che anche il più politicamente corretto degli esseri umani, anche il Gandhi di Rozzano o il Martin Luther King di Scampia almeno una volta avrà mancato di rispetto a una persona, dovrebbe essere arrivato il momento per costruire una società più equa a livello etico e sociale per tutti e in questo senso si inserisce la battaglia contro le molestie sessuali sul lavoro. Molestie che possono andare da un semplice flirt non richiesto al ben più grave stupro. Nessuno ha intenzione di mettere sullo stesso piano le due cose, ma da qui ad affermare che il dover sottostare ad attenzioni sessuali non volute per avere o mantenere un lavoro sia uguale al ragazzino che ci prova con la ragazzina in discoteca, ce ne passa eccome.

Enrico Brignano è un re della semplificazione e si rivolge ad un pubblico che spesso non ha molta voglia di approfondire, quindi risponde proprio come parlerebbe al bar con gli amici e fa sprofondare un crepaccio lungo la strada già tortuosa di suo, che porta verso la parità dei diritti. Ogni media ha una sua risonanza e di certo il Corriere della Sera ha una portata molto potente, grazie a cui influenza il pensiero di molti lettori. Da lettori come siamo, gradiremmo che testate di tale potenza prendessero una posizione e dessero la stessa rilevanza anche a opinioni ed inchieste serie in materia, perché di populismo, di pensiero semplice e di pancia ne possiamo trovare quanto vogliamo sui social ed è a causa sua se siamo arrivati a questionare la scienza, i vaccini e pure la sfericità della Terra. Può bastare, occorre andare oltre la pancia per mettersi in discussione.

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