Society
di Simone Stefanini 26 Febbraio 2015

Impara a limonare con una guida fotografica del 1942

Siete davvero dei gran baciatori oppure siete solo buoni a vantarvi al bar? Scopriamolo.

1942. Guerra Mondiale. L’Europa è allo stremo delle forze, le città sono distrutte, la paura serpeggia. Ma gli uomini sono tali perché riescono trovare la bellezza anche nelle cose più truci. Date un’occhiata alle immagini qui sotto: sono tratte da un articolo del LIFE Magazine di quell’anno e spiegano al maschio, deputato a prendere l’iniziativa, come baciare una femmina.

Viste oggi fanno un po’ sorridere, ma alla fine possono risultare utili, se comparate alle limonate sfrenate di cui sarete certo protagonisti.

Guardiamo di trarne fuori qualcosa di interessante per la vostra vita mondana, analizzando una ad una le foto che gentilmente il passato ci fornisce per capire meglio se siete davvero quei baciatori eccellenti che vi vantate di essere al bar:

[immagini via]

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Se siete abituati a sdraiare le tipe sui divanetti del club che siete soliti frequentare e a cingere la loro testa con la presa soporifera, tipica del wrestling anni ’80, volta a far addormentare la malcapitata e a proporle la lingua in bocca senza che lei possa fare resistenza: numero uno è reato perseguibile penalmente, numero due occhio all’ascella, che dopo due ore di rimorchio duro, ballando come ossessi, finisce che odora di caseificio e basta già quell’esperienza per far svenire la malcapitata.

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Gli Enzo Miccio del ’42, che curavano la rubrica “Ma come limoni?”, sostenevano che questa mossa fosse OK. In realtà, la tipa è evidentemente priva di conoscenza, vuoi perché le avete somministrato tre litri di Long Island, vuoi per il discorso ascelle di prima. Se poi oltre al limone alcolico le proponete anche la mossa dell’appoggio, siete davvero dalle parti del processo per molestie sessuali. Fate ammodo, perdìo, la vita non è 50 sfumature di grigio ed in ogni caso, lui era ricco e poteva permettersi un avvocato.

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Dunque, a meno che non siate entrambi sofferenti di sciatica o che non abbiate una forte pubalgia, il limone con i corpi a distanza regolamentare di tre metri, manco foste in barriera durante un calcio di punizione, non va bene per niente. Se per puro caso qualche pazzo che sta ballando i Die Antwoord vi viene addosso, ci rimettete incisivi, setto nasale e apparato oro-faringeo. In rari casi, se questa pratica sconveniente avviene sopra un pavimento su cui è stata data la cera o più presumibilmente, viste le vostre facce, nei cessi umidicci e vomitati dei localacci, il rischio che uno di voi due faccia lo scivolone del pattinatore alle Olimpiadi è reale, e da lì al pronto soccorso è un attimo.

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Oh, finalmente! Ci voleva tanto? Un bel limone alla Humphrey Bogart in “Casablanca”, braccio maschile a cingere il punto vita di lei, per capire in un attimo la capienza e la consistenza di tette-e-culo, senza farsi sgamare troppo (dal momento che lei c’è stata solamente perché le avete detto di averle composto una poesia, che in realtà era un testo minore del giovane Baglioni, ma lei non lo sa perché ascolta Moreno), altra mano maschile appoggiata sul collo della ragazza, volta ad avvicinarla con garbo alla vostra bocca e, laddove foste di fronte ad una tipa dalla timidezza disarmante, a muoverle la testa per portare a compimento la missione limonata. Guardate quanto le bocche si sfiorino a fatica, a differenza vostra, che siete abituati durante il limone a fare l’ortopantomografia (cercate su Google) con la lingua, a leccare voluttuosamente palato, altrui lingua, labbra, capelli, eventuale sigaretta o cannuccia di long drink, collo, golfino, sudore, mascara dagli occhi, lobi delle orecchie, piercing, narici, il dolce estuario delle minne e ad apporre le mani nei luoghi dell’intimità, tipo intersezione delle chiappe, fiocchettino della mutandina alla ricerca dell’arca perduta, a fare rally dentro il reggiseno per trovare i pulsanti del joystick analogico. Insomma, a fare nei locali, davanti a tutti, ciò per cui dovreste essere arrestati in macchina oppure ciò che potreste svolgere nel privato dei vostri appartamenti, senza mostrare per forza alla comunità che non siete vergini. Ormai quasi nessuno lo è. Deal with it.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Alessandro Ripane

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Moneyless

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Monica Bellucci Serigrafia di Checko's art

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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