Society
di Claudia Mazziotta 29 Aprile 2020

#IoColtivo: disobbedienza civile per la legalizzazione della cannabis

#IoColtivo è la più grande campagna di disobbedienza civile in Italia, che parte dalla storica sentenza di dicembre, secondo cui è concessa la coltivazione domestica di cannabis per uso personale. A livello legislativo, però, non è ancora cambiato nulla: la coltivazione di cannabis è ancora un reato sanzionato dall’articolo 73 e #IoColtivo chiede che le cose cambino una volta per tutte.

Il 20 aprile, giornata mondiale dedicata alla cannabis, è stata lanciata la più grande campagna di disobbedienza civile in Italia. L’invito è quello di cominciare tutti a coltivare cannabis, mettendo alla stessa ora un seme in un vaso e pubblicando sui social le foto del processo di germinazione della pianta sotto l’hashtag #IoColtivo. In questo modo, migliaia di italiani cominceranno a coltivare a casa propria, autodenunciandosi attraverso i social network, e chiedendo al Parlamento di depenalizzare finalmente la coltivazione di cannabis ad uso personale.

 

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Perché una campagna di disobbedienza civile? Perché la coltivazione di cannabis nel nostro ordinamento è un reato sanzionato dall’articolo 73 del DPR 309/90. Nonostante la storica sentenza del 19 dicembre 2019 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che dichiarava che “non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica destinate all’uso personale”, e nonostante gli aggiornamenti di qualche giorno fa, la situazione rimane ancora molto ambigua.

Se scorsa settimana, infatti, sono state pubblicate le motivazioni di quella storica sentenza di dicembre, e si è stabilito una volta per tutte che la produzione domestica per uso personale non è punibile penalmente, non basta la Corte di Cassazione, perché a livello legislativo non è cambiato ancora nulla: “la Cassazione ha solo dato una indicazione di principio e c’è solo un modo in cui si può arrivare alla coltivazione legale: la politica deve smetterla di sottrarsi alle proprie responsabilità e fare una legge che lo stabilisca”, si legge sul sito di Dolce vita, una delle realtà che supporta l’iniziativa #IoColtivo.

 

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Un post condiviso da ammino17 (@ammino17) in data:

Se credi anche tu che l’articolo 73 del Testo Unico sulle droghe debba essere cambiato, perché la coltivazione di cannabis nel proprio domicilio e in modica quantità non può essere considerato un reato penale, unisciti alla campagna di disobbedienza civile #IoColtivo. Una campagna che al momento ha raggiunto più di 500 partecipanti, tra cui anche personaggi come Riccardo Magi di Più Europa e Matteo Mantero del M5S, oltre a Marco Cappato e rapper come Ensi e Babaman.

A tutti i partecipanti viene garantita l’assistenza legale gratuita da un gruppo di avvocati esperti in materia: “stiamo vagliando le richieste di decine di avvocati che si offrono volontari per far parte del team legale e poi stiamo ricevendo migliaia di richieste di informazione”, sottolinea Antonella Soldo, che coordina la campagna.

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Raggiungere la libertà di coltivazione domestica di cannabis per uso personale è, certamente, un grande traguardo e il primo reale passo verso la legalizzazione, che, se dovesse avvenire, potrebbe portare più di 5 miliardi di euro nelle casse dello Stato, togliendo un buon 40/50% di incassi all’interno del mercato illegale delle mafie. (A proposito di mercato illegale, ne avevamo parlato qui: Legalizzando le droghe leggere avremmo più soldi per aiutare i cittadini in difficoltà?)

Per partecipare a questa campagna di disobbedienza civile sulla strada della legalizzazione, vai sul sito www.iocoltivo.eu e segui le indicazioni.

#IoColtivo è un’iniziativa promossa da Meglio Legale, Dolce Vita magazine, i Radicali italiani e l’Associazione Luca Coscioni e sta raccogliendo l’adesione di varie realtà, tra grow shop e associazioni pro cannabis ad uso medico-terapeutico, tra cui: The Weeders, Nonsoloskunk, Cannabis for future, A buon diritto onlus, Cannabis cura Sicilia, Soft Secrets, Volt, Cannabis Social Club, Gli amici di nonna canapa, Sativa antipro, Be Leaf.

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