L’ italiano medio su Facebook fa schifo

I commenti in seguito allo stupro della 15enne a Roma danno il voltastomaco e purtroppo disegnano l’identikit dell’italiano medio su Facebook.

Society
di Simone Stefanini facebook 2 luglio 2015 09:51
L’ italiano medio su Facebook fa schifo

L’ultimo, doloroso fatto di cronaca ci ha dato la riprova che l’italiano medio ha pensieri criminali. In breve: ragazzina di 15 anni presumibilmente stuprata da un aspirante marò calabrese. Questi sono alcuni dei commenti sotto la notizia:

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[screenshot via Raccolta statistica di commenti ridondanti]

Dopo i festeggiamenti nazionali per la scarcerazione di Fabrizio Corona, salutato dal paese reale come martire, dopo Greta e Vanessa, le ragazze rapite in Siria e al loro ritorno trattate in patria senza mezzi termini come puttane che se l’erano andata a cercare, dopo i continui slogan inneggianti alla RUSPA su cose e persone, dopo il medioevo sul palco del Family Day e nei commenti degli utenti di Facebook, dopo il giubilo che accompagna le stragi dei migranti in mare, che almeno non vengono a fare danni in Italia.

L’omofobia, il razzismo, il sessismo, il bullismo, l’istigazione alla violenza e all’omicidio sono pensieri criminali, e a doverlo sottolineare ci si sente scemi, è un po’ come dire l’acqua è bagnata. Dal 2008, a grandi linee l’Anno Domini della migrazione in massa degli italiani dal bar a Facebook, sembra che non ci sia modo di arrestare l’esondazione di commenti criminali ai post di chi, evidentemente, non aspetta altro. Il linciaggio digitale è all’ordine del giorno e bastano due persone random che alzano l’asticella della merda a portarsene dietro, come nella pesca a strascico, centinaia di altri, tutti sullo stesso tono. Prendiamo l’ultimo caso, nella presunzione di violenza sessuale in cui vengano coinvolti una ragazzina e un militare adulto, schierarsi dalla parte di quest’ultimo è un gesto che già di per sé dà il voltastomaco, ma il mondo è così perché è vario, dunque sicuramente qualche migliaio di persone che pensano “ok, lo stupro cosa vuoi che sia” in Italia ci saranno. Basta una che scriva quello che ha in testa (in sostanza :”le ragazzine di oggi girano di notte vestite come puttane, se poi le stuprano non si lamentino“) ed ecco un esplicito legittimarsi del pensiero criminale, lo sdoganamento della fogna. Stavolta ancora di più, perché le stesse persone, nel caso il reato non fosse stato commesso da un 30enne italiano belloccio ma da un extracomunitario, avrebbero tirato fuori la pena di morte, la ruspa, la castrazione chimica, la lapidazione e tutto il resto. Non potendosi appellare alla razza, hanno dato la colpa a lei.

Se poi arriva qualcuno a far notare che chi ha questo tipo di pensieri dovrebbe prendersi cura della propria psiche, allora gli viene risposto sempre alo stesso modo: buonista. Non buono, badate bene, buonista, quindi presunta persona perbene, uno che vuol apparire buono ma che in realtà non lo è. Questi individui pensano che tutti siano come loro e oppure che facciano finta, siano impostori. Sono tanti, sono il paese reale, quello che vota, che decide, quello a cui fanno riferimento le decisioni dei politici. Quello che prima del 2008 non aveva mai partecipato ad un proto social, ad un forum, che non aveva mai avuto neanche un messenger, quindi che non sa assolutamente come ci si comporta in una rete sociale così vasta, a contatto con così tante persone diverse.

Oggi indicano come salvare la Grecia, domani come lapidare un nero. O come evitare di farsi stuprare. Sanno tutto, non approfondiscono niente, non hanno gli strumenti per distinguere una notizia falsa da una vera, odiano chi glielo fa notare e ci mettono pure la faccia. I brividi.

 

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