Society
di Simone Stefanini 11 Aprile 2016

Le 10 persone più fastidiose che puoi incontrare durante un viaggio in treno

Bambini diabolici, famiglie litigiose, zozzoni vari e accolli di ogni genere. Quando il viaggio diventa un incubo

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Sono reduce da un lungo viaggio in treno talmente allucinante che come gran finale ci mancava solo di prendere gli schiaffi dei compagni di zingarata in Amici Miei di Monicelli. Che fosse nato col piede sbagliato l’ho capito quando l’auricolare del computer ha smesso di funzionare dopo 10 minuti di puntata di Orange is the New Black (non guardatemi così, l’ho scoperta tardi). Da lì in poi, l’abisso.

Lo sapete meglio di me: quando non ci si può astrarre dal mondo grazie a quel limbo di beatitudine che è la maratona di serie tv sul treno, allora siamo esposti alla socializzazione con gli estranei, cioè la tortura cardine dei Millennials, della Generazione X e di tutti gli altri viaggiatori misantropi in giro per la penisola.

Ora, grazie anche ai comodi vagoni tipo carro bestiame messi a disposizione da Trenitalia, nei percorsi maledetti potrete avere a che fare con personaggi sempre più disagiati e malocchi sempre nuovi, per il discorso di non farsi mancare nulla nella vita.

Nonostante gli accadimenti horror in un lungo viaggio in treno potrebbero essere più di mille, ne ho scelti 10 che conosco per esperienza personale.

 

10) Quello che allunga le gambe nel tuo spazio.

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Ti siedi, cercando una posizione che non ti faccia uscire l’ernia dopo 3 ore, provi a stendere le gambe e noti con un certo rammarico che davanti hai una persona con corpo normale e le gambe di Shaquille O’Neal. Il tuo viaggio sarà irrimediabilmente rovinato dai suoi piedi n° 56, te li troverai ovunque e ti toccherà anche chiedere scusa dopo la settima volta che venite a contatto nel tuo spazio, mentre lui fa la faccia tra lo scocciato e il menefreghista. Per calmarti pensi a quanto sarebbe risolutrice una motosega al momento opportuno.

 

9) La coppia che limona durissimo per 3 ore

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Ti si piazzano davanti, hanno 20 anni forse meno e una voglia matta di copulare, ma non possono. Lui le mette una mano sulla coscia, lei sul culo, iniziano a limonare durissimo, scordandosi che ci sei anche te. Anzi, non calcolandoti proprio. Tu vedi tutto, senti i rumori e la salivazione. Non sai se a un certo punto proporre una 3some giusto per fare qualcosa o se continuare a fingerti morto. Alla fine litigano.

 

8) La vecchia che parla con una collega di malattia e morte

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“Ti ricordi Giancarlo? Gli hanno asportato le orecchie e il pancreas, perché erano piene di bile” fa la prima. Ah beh, sempre meglio della moglie, la povera Rosetta che è morta d’infarto fulminante su questo stesso treno” replica la seconda, mentre te tenti discretamente di toccarti lo scroto per evitare il contagio. Lo fanno per un tempo interminabile, tirando fuori tutte le persone che siamo mai vissute (e poi morte male) sulla Terra. La variante telefonica è ancora peggio perché l’anziana parlerà a volume 1000, pensando erroneamente di non disturbare.

 

7) L’intera famiglia che litiga nel tuo scompartimento

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Hai prenotato il tuo posto da mesi, ignaro del fatto che gli altri 5 dello scompartimento sono stati tutti presi da una famiglia in crisi, tipo film di Muccino. Non ce la fanno proprio a trattenersi, iniziano a litigare e si alterano, vanno alle mani, sputtanano segreti millenari, mentre tu sei sempre lì che tenti di scansare i ceffoni fingendoti morto. Non funziona mai.

 

6) I tipi che ascoltano le canzoni di merda dal cellulare/tablet/pc

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Dalle 3 alle 20 persone, che fanno partire un pezzo raccapricciante dal dispositivo elettronico che lo riproduce con la minore fedeltà possibile, e già tutti a ballare, a cantare a divertirsi. Tranne te, tranne te, tranne te.

 

5) Quello che sbircia il tuo fumetto/film

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Te ne stai lì, tutto bello assorto nella lettura del tuo libro, oppure intento a guardare la tua serie tv preferita quando noti che quello accanto a te butta l’occhio una, due, tre volte, fino a lasciarcelo del tutto, l’occhio e a fare come se fosse a casa sua. Allora fai la barriera con le mani come alle medie, ma non serve a niente. Alla fine ti tocca dargli anche uno dei tuoi auricolari.

 

4) Il tipo che mangia il panino alla fogna

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Lo scompartimento è chiuso ermeticamente e magia delle magie, c’è sempre quello che tira fuori dallo zaino un panino radioattivo, tipo mortadella rancida, gorgonzola di Mordor e frittatona di cipolle e guano. L’odore ti bloccherà la digestione e s’impadronirà dei tuoi vestiti, che sarai costretto a bruciare una volta giunto a casa.

 

3) Quello che ti attacca la pippa per 5 ore consecutive

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Mai rispondere ai discorsi sul tempo e sul degrado dei treni. Sono quegli incipit che sembrano buttati lì a caso e che invece nascondono la più pericolosa delle insidie: l’accollo. L’interlocutore ti massacrerà l’anima per tutta la durata del viaggio con aneddoti e argomenti anche personali dei quali non te ne frega niente, Non mollerà mai, nemmeno quando fingerai di fare una telefonata o di ascoltare musica. Non ti suicidi sono per il fatto che all’Inferno potresti trovarci lui che t’attacca il pippone per sempre.

 

2) Lo zozzo che si toglie le scarpe marce

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Entra il punkabbestia di turno, mette i piedi sul sedile davanti e si toglie quei carrarmati da skate del peso di 7 kg a scarpa, che porta in tutte le stagioni e su tutti i tipi di terreno. Come temi, i suoi piedi hanno l’odore della guerra. Se ti avvicinassi, sentiresti anche delle vocine urlare sotto i bombardamenti, ma non sei così coraggioso. Hai pure paura a dirgli qualcosa perché magari è fattissimo e ti mette le mani addosso. Chiudi gli occhi e ti raccomando a Dio, come non ti capitava dal giorno dopo la Cresima.

 

1) Il bambino piccolo post Montessori

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Il metodo Montessori ha fatto più danni della grandine. Non c’è modo di poter zittire gl’infanti con severi ma giusti manrovesci, che vadano ad incutere il terrore degli adulti nei fanciulli, i quali, lasciati bradi, si dimenano, cantano, piangono, urlano e in buona sostanza rompono i coglioni a un vagone intero. Gli altri passeggeri sovente iniziano a rumoreggiare, a dare ragione a Erode, a progettare rapimenti e defenestrazioni, ma poi alla fine si comportano da progressisti e la cosa fortunatamente non finisce in cronaca nera.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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