Society
di Marco Villa 10 Dicembre 2014

I muratori e i medici sono la stessa cosa: 5 prove per dimostrarlo

Questa mattina i muratori mi hanno sistemato casa. E io ho avuto un’illuminazione.

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Questa mattina stavo per mettermi le scarpe e andare in redazione quando, senza alcun preavviso, sono arrivati dei muratori/imbianchini per risolvere un brutto problema di infiltrazioni e muffe che avevo in casa. Un’apparizione, una calata dal cielo come veri deus ex machina pronti a risolvere tutto quello che non va. Mentre allestivano l’ambiente con teli stile “CSI:Las Vegas” e si preparavano all’operazione, ho avuto il flash: i muratori sono come i medici. Non ci credete? Ecco 5 prove inoppugnabili.

 

01. “Posso aiutarvi in qualche modo?”

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Tu sei gentile, loro sono gentili. Ma sono due mondi non comunicanti. Andresti mai dal medico che sta curando tua mamma per chiedere se puoi aiutare a cambiare una flebo? Ecco, la tua competenza in malattie cardiovascolari e in opere di muratura è la stessa: nulla. Quindi fai un favore a te stesso e fallo a loro: evita di chiedere, così loro non dovranno fare quel sorriso di circostanza dicendo che no, stai pure tranquillo e lascia lavorare i grandi.

 

02. Il Codice

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Quando parlano tra loro, i muratori parlano in codice. Si tratta di una antichissima e oscura lingua di orgine celtica, tramandata nei secoli e poi confluita nel dialetto bergamasco. Mentre lavorano in casa tua potresti sentire dei suoni gutturali che ti sembreranno incomprensibili: non è così, si tratta di una lingua precisissima e piena di termini tecnici. Tu parli di brand awareness, strategia crossmediale, private equity o breakeven. Loro parlano di *£&?!&. Non è un errore di digitazione, il codice è una lingua orale, impossibile da mettere per iscritto. Così come è impossibile riuscire a leggere quello che scrive un chirurgo cardiovascolare.

 

03. La scelta

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A un certo punto, per dimostrare di essere democratici, ti metteranno di fronte a una scelta: “preferisce che applichiamo un aggrappante per poi passare un antiruggine e rifinire con del tè al bergamotto oppure andiamo di napalm e malta per coibentare tutto?”. Mentre tu ti sei perso a valutare mentalmente quanto è bella la parola aggrappante, loro saranno già quasi alla fine della spiegazione delle due alternative, perché questa è un’altra differenza con il tuo lavoro: sei abituato a riunioni in cui puoi ascoltare tre parole su trenta e già ne hai due in eccesso. Qui no, qui tutto è ridotto all’osso: questi minimalisti dell’eloquio ti mettono spalle al muro senza scampo. E a quel punto tu, essere prolisso, non potrai far altro che dire: “siete voi gli esperti, mi fido!”. Esattamente come direste a un chirurgo cardiovascolare.

 

04. La bestemmia

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Non avrai altro dio all’infuori della cazzuola. Gli stolti e gli ingenui pregano figure superiori, i pragmatici e gli studiosi sanno che non c’è nulla che possa fare qualcosa, se non le proprie mani. Inutile sperare che una macchia di umidità sparisca da sola: non è dio a cancellarla, ma l’esperta mano del sacerdote del dio malta (no, questa non è una bestemmia). Realismo e concretezza, perché quando sei all’opera non puoi permetterti di distrarti con favolette vecchie di migliaia di anni. Esattamente come un chirurugo cardiovascolare in sala operatoria.

 

05. La divisa

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È la prova finale. Quella che dimostra senza alcuna possibilità di smentita che questa non è una teoria campata per aria, ma una vera verità. I muratori e soprattutto gli imbianchini hanno scelto per necessità una divisa bianca, per prepararsi alla vernice che inevitabilmente li avrebbe macchiati. I medici, però, avrebbero potuto scegliere qualsiasi altro colore: da un austerissimo nero a rosa glitterato e cangiante. Invece hanno scelto il bianco. Il motivo è evidente: rispetto. Rispetto e riconoscimento reciproco. Perché i muratori e i medici sono la stessa cosa.

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