Society
di Simone Stefanini 29 Febbraio 2016

Perché esiste il 29 febbraio (e perché dicono porti male)

Tutta colpa di Giulio Cesare

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Alla fine ci siamo arrivati. Marzo sarebbe potuto iniziare regolarmente di lunedì e con lui l’ebbrezza della primavera, i pollini che fanno starnutire e i picnic all’aperto. Invece, per oggi, siamo ancora intrappolati nel piovoso febbraio e dobbiamo dare la colpa all’anno bisestile.

Ormai sappiamo tutti che ogni 4 anni arriva l’anno strano, quello con il 29 febbraio, ma non tutti sanno il motivo di quest’anomalia. Ve la facciamo semplice: la colpa è tutta di Giulio Cesare, che nel nel 46avanti Cristo si accorse che ogni anno avanzavano delle ore e che se non s’inventava qualcosa, presto le giornate sarebbero state scombinate. Decise arbitrariamente di pareggiare i conti inserendo nel calendario un giorno intero ogni 4 anni. Dapprima fu il 25 febbraio (bis sexto die, da cui bisestile), poi successivamente Papa Gregorio XIII cambiò di nuovo per paura che la Pasqua scivolasse in estate e nel 1582 il giorno in più diventò il 29 febbraio.

Ora che vi abbiamo dato i cenni storici, si può sapere per quale motivo l’anno bisestile è considerato sfortunato? 

 

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Sempre ai romani bisogna risalire per trovare l’origine della presunta iella portata dagli anni bisestili. Il motivo? Probabilmente l’ostilità dei Romani nei confronti delle irregolarità. Per loro, febbraio era il mese dei morti e temevano che scombinando il calendario accadesse qualche tragedia. Nel 1400, poi, Savonarola affermò che i bisesti erano nefasti per i greggi e i campi, chissà poi per quale motivo. Da lì, una serie di detti popolari tipo Anno bisesto anno funesto e triste quello appresso hanno fatto il resto.

Non è tutto. Ai giorni nostri, i nati il 29 febbraio sono sempre meno di quanti dovrebbero essere statisticamente parlando, perché spesso la famiglia li iscrive all’anagrafe il 28 febbraio o il primo marzo, quindi il giorno sembra desolato anche dal punto di vista della fertilità.

Se poi vogliamo parlare di fatti e non di superstizioni: 1908 terremoto di Messina, 1968 quello nel Belice, 1976 quello in Friuli, 2004 lo tsunami nell’oceano indiano e 2012 la fine del mondo secondo i Maya. Sono tutti anni bisestili.

FONTE | Ansa

 

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