Society
di Claudia Mazziotta 25 Febbraio 2020

Più smart working per tutti

Emergenza Coronavirus e decreto del 23 febbraio 2020.
In generale lo smart working non è affatto una cattiva idea. Bisogna, però, sapersi organizzare.

Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si legge: “Con il Dpcm del 23 febbraio 2020, il Governo è intervenuto per rendere più immediato il ricorso allo smart working, o “lavoro agile”, nelle aree considerate a rischio per l’emergenza Coronavirus. In tali aeree, per favorire il normale svolgimento dell’attività lavorativa, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri consente l’attivazione dello smart working anche in assenza dell’accordo individuale.”

L’allarme Coronavirus ha spinto molte aziende a lasciare a casa i propri dipendenti per lavorare da remoto, applicando il cosiddetto smart working. Lo smart working si rivela, quindi, uno strumento prezioso per permettere ai dipendenti di continuare a svolgere le proprie mansioni senza correre rischi in una situazione di emergenza considerando che, ad oggi, l’Italia conta 250 contagi (fonte: il sole24ore).

Il decreto del 23 febbraio, tuttavia, riguarda solo le zone indicate come focolaio del virus e isolate e, secondo alcuni, bisognerebbe estendere il decreto a tutto il Nord Italia e non solo, laddove sia possibile (fonte: Corriere della Sera).

Ma che cosa è lo smart working? Quali sono i pro e quali i contro? Il cosiddetto “lavoro agile” è “un modello organizzativo che interviene nel rapporto tra individuo e azienda. Propone autonomia nelle modalità di lavoro a fronte del raggiungimento dei risultati e presuppone il ripensamento “intelligente” delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative anche all’interno degli spazi aziendali […] ” (fonte Digital4).

Stando alle ultime statistiche In Italia gli smart worker sono 570mila e lo smart working rappresenta una realtà del 58% delle grandi imprese. Il 76% degli smart worker è soddisfatto del proprio lavoro contro il 55% degli altri dipendenti.

Lavorare da casa è senz’altro una comodità innanzitutto perchè si elimina il tempo “perso” che si impiega per andare e tornare dal posto di lavoro, spesso molto lontano dalla propria abitazione. Permette, quindi, di astenersi dalla sveglia mattutina ad orari improbabili per chi vive lontano dal posto di lavoro, evitando di affrontare gli spostamenti estenuanti.

Da considerare anche il vantaggio per le mamme e i papà che, lavorando da casa, riescono a tenere un occhio sullo schermo del pc e un occhio su quello che combinano i propri pargoli, risparmiando su asili, baby sitter e quant’altro.

Lavorare da casa permette in ultimo di scampare a tutti quegli aspetti sgradevoli che si possono incontrare in ogni attività professionale, dalla più formale alla più informale del mondo: la collega stronza che ti guarda male o che non ti guarda proprio, il rumore, le distrazioni, la stanza sovraffollata, la sedia scomoda, poca luce, troppa luce. È vero che ci sono giorni in cui può non starci bene nulla, ma, vuoi mettere: lavorare da casa in solitudine, con i propri tempi e i propri spazi… Certamente per molti risulta essere più produttivo.

 

Per altri, invece, lo smart working rappresenta delle criticità. Parliamo soprattutto di coloro che non riescono a gestire il proprio tempo e che non riescono ad evitare distrazioni mentre lavorano.

Per loro alcuni consigli: spegnere il telefono (non è che se sei solo a casa puoi metterti a fare gossip con il tuo amico del cuore o rispondere a tua madre solo perché il direttore non ti vede); fissare un orario di lavoro; organizzare il tuo spazio di lavoro in casa (il divano non va bene); informare amici e parenti che da tale ora a tale ora lavorerai perciò non potrai essere disturbato; smettere di pensare al lavoro alla fine dell’orario che hai stabilito come fine della tua giornata lavorativa (è fondamentale, sempre e comunque, scindere il lavoro dalla vita privata e per chi lavora da casa potrebbe risultare più complesso, ma bisogna imporselo).

In conclusione, lo smart working è un espediente intelligente che tutte le aziende dovrebbero essere in grado di adottare perché rende i lavoratori più felici, soddisfatti e produttivi: lo smart working consente ai lavoratori di risparmiare il tempo del viaggio tra casa e ufficio, evita lo stress del viaggio, del traffico e dei colleghi con cui non si va troppo d’accordo; chi lavora da casa può organizzare il suo spazio di lavoro come più gli aggrada e può gestire più facilmente il suo tempo sia professionale sia famigliare/personale. Ma bisogna essere capaci, organizzati e disciplinati.

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