Pensate ad un bus senza conducente che si muove in autonomia per la città, che calcola automaticamente le fermate, fa salire le persone e magari, a fine corsa, ritorna in deposito e si mette in carica da solo. Se lo si utilizzasse a Roma, servirebbe un software aggiuntivo che sappia urlare fuori dal finestrino (in romanesco, ovviamente) contro la vecchietta che non si muove al semaforo, contro il ragazzino che gli taglia la strada con il motorino, contro quelli che attraversano senza guardare rischiando di essere investiti o quelli che stanno parcheggiando in tripla fila; praticamente contro tutti.
In Olanda invece lo faranno sul serio: a partire da novembre in due piccoli paesi inizieranno a circolare i WEpod, delle navette senza autisti che andranno a sostituire alcune linee del normale trasporto pubblico.
Non è il primo caso, visto che in Europa già si usano veicoli simili: in Finlandia, ad esempio, sono attive le CityMobil2 – un progetto finanziato dall’Unione Europea con tecnologia francese – ma, al momento, viaggiano solo su una strada completamente dedicata a loro. Sono bravi tutti a far così, probabilmente a Gardaland ci sono già, direte voi. Infatti le WEpod sono le prime navette in assoluto ad inserirsi nel normale traffico cittadino, non è una cosa da poco. Viaggeranno ad una velocità di 25 km orari e potranno ospitare fino a sei persone. Ognuno potrà prenotare il proprio passaggio direttamente con un app.
Quello dei veicoli autonomi è certamente un settore ancora in fase di sperimentazione e con ampi margini di miglioramento: basti pensare che, ad oggi, né Google né Uber sono riusciti a mettere in strada le tanto sbandierate macchine che si guidano da sole. Ma ci sono ottime possibilità di crescita: una ricerca condotta in Florida ha dimostrato che, ad oggi, l’industria dei veicoli di questo tipo batte nettamente, per qualità di tecnologie, quella automobilistica.
Dopo la Finlandia e l’Olanda anche altri stati europei parteciperanno a questo tipo di progetti: la Germania immetterà i primi veicoli quest’estate mentre la Svizzera e la Grecia si stanno attrezzando per essere operative già dai prossimi mesi. Per Roma penso ci vorrà un po’ di più.
[via Qz.com]
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