Society
di Simone Stefanini 11 Dicembre 2014

Gli incredibili vantaggi dell’essere bassi di statura

Non è vero che altezza mezza bellezza. Alla fine vincerete voi.

Noi hobbit, esiliati dalla Terra di Mezzo e ricacciati a forza sulla Terra Normale, abbiamo riscontrato più di un problema di adattamento alla nostra nuova vita. Purtroppo l’evoluzione ha portato gli esseri umani, moderne giraffe, ad espandersi verticalmente per arrivare prima a cosa poi? Al cibo sopra i lampadari? L’evoluzione spesso ne fa di cazzate, pensate all’ornitorinco, quanta indecisione…

Torniamo a noi: in Italia, se sei un maschio sotto il metro e settanta, nella vita avrai un sacco di grane. Lo so perché faccio parte di questa élite. Mio padre prima di me, mio nonno prima di mio padre. Una stirpe compressa ed aggressiva, vissuta ai margini della società, delle foto di gruppo, del ballo delle debuttanti, dei “amore mi prendi quel maglione sulla mensola lassù”, nascosta sotto tavolini da tè, negli anfratti del terreno, costretti in gabbie da caccia alla volpe ecc.

In realtà non è proprio così: anche se  alle nuove generazioni viene dato il lattepiù quando vengono alla luce (altrimenti non si spiega come fanno ad essere tutti alti minimo 1.85 già a 13 anni), noi bassi abbiamo un sacco di pregi che la gente normale PAGHEREBBE per avere. Se proprio me li chiedete, vado ad enunciarveli:

 

UNA CANZONE TUTTA NOSTRA
Non è “Nano-Nano”, sigla di Mork & Mindy, frutto peraltro di una traduzione errata (sarebbe “Nanu-Nanu” in originale) ma la bellissima “Un giudice” di Fabrizio De Andrè. Ditemi voi quante canzoni glorifichino così tanto l’essere alti, oppure l’avere una statura nella media (e poi come? “Ma la cosa più eccezionaleee è che eri alto normaleeee”?). Sto aspettando. Bene, adesso lo sapete: l’essere di media statura non vi dà alcun diritto ad essere cantati e voi m’insegnate che prima dell’invenzione della stampa e prima ancora della scrittura, le nobili gesta degli eroi venivano tramandate mediante il canto. 1 – 0 per noi.

 

BALLERINI PROVETTI, ECCELSI GINNASTI, LOTTATORI INDEFESSI
Il basso è coordinato ed ha un forte equilibrio, perché grazie alla forza di gravità sta più adeso alla madre Terra e ne carpisce le vibrazioni ed i tumulti. Tipo, Bruce Lee non ha fatto parte del nostro club solo per un centimetro (1.71) e m’immagino quanto ne abbia sofferto. Don Lurio invece, portatore di buonumore e didattico della danza seria nelle case degli italiani dagli anni ’60, sarà stato 1,60 scarso. Jury Chechi poi, da hobbit (col suo metro e 66) è arrivato ad essere il Signore Degli Anelli grazie alla medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta ’96. La bassa statura aiuta non poco a vincere in ogni contesto sportivo (faccio un nome solo: Maradona. Piglia e porta a casa.) e la naturale aggressività che l’essere maschio caucasico basso porta con sé, ti fa essere anche un picchiatore da film di Scorsese (tipo Joe Pesci in “Quei Bravi Ragazzi”). Benché non siamo troppo credibili come rockstar, in una colluttazione possiamo abbatterli a colpi di Kung-Fu. Vuoi mettere?

 

CAMPIONI NEL GUADAGNO DELLA PRIMA FILA AGLI EVENTI
Ammettiamolo: non è proprio una crema per noi l’andare ai concerti. Troviamo sempre lo spilungone arrogante che ci si piazza davanti e addio visuale. Sì, però a differenza sua, noi abbiamo nel sangue il doverci districare tra arbusti e selve, farsi la tana sotto il terreno, cercare gioielli, pietre preziose e botole segrete. Quindi facilmente potremo aggirarlo passandogli sotto le gambe o tra le ascelle e magari, nel tragitto, trovare anche un paio di anelli d’oro in terra o 20 euro, che al giorno d’oggi mica ci sputi.

(Nella foto, uno di noi combatte con un drago. Non c’entra nulla nel contesto, ma se ce la fa a domare una bestia del genere, sarà anche in grado di districarsi tra la folla, no?)

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VIVONO PIU’ A LUNGO
Tiè. “Gli uomini bassi, al di sotto del metro e 58 cm, vivono di più di quelli che superano il metro e 64 cm. E’ quanto è stato dimostrato da uno studio congiunto tra Kuakini Honolulu Heart Program e Kuakini Honolulu-Asia Aging Study effettuato su un campione di 8.006 americani di origine giapponese. I ricercatori hanno provato che le persone di bassa statura sviluppano una forma di protezione del gene della longevità.” Figuriamoci di quelli alti! Cioè noi arriviamo a 100 anni a fare megafeste e dj set, mentre a voi vi portano i fiori il 2 di novembre. Ciao belli.

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TUTTI GLI ABITI SONO PEZZI UNICI
Sì perché, come ben sapete se fate parte del club, se un paio di pantaloni sta bene in vita, vuol dire che ha bisogno dell’orlo. Se una giacca è giusta di spalle, vuol dire che gli vanno rifatte le maniche. Se una camicia sta di collo, vuol dire che ne avrai due metri nascosta dentro i pantaloni. Dunque il nostro abbigliamento è formato da capi unici , invidiati da ogni portatore d’altezza media, il quale si deve accontentare di capi comprati e subito messi, senza nemmeno il brivido blu del dover andare dal sarto per l’aggiustatina.

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REGALANO AUTOSTIMA E TACCHI ALTI LIBERI
Se fai parte della nostra progènie, ti sarà capitato di uscire con una ragazza più alta di te, con tutto ciò che questa tortura comporta. E noi lo sappiamo benissimo che tutto il male vien per nuocere. Lo sa anche Tom Cruise, che di questa cosa ci si è ammalato a tal punto da desiderare di svegliarsi e trovare Nicole Kidman o Katie Holmes senza piedi. Ma lui è un pazzo, lasciatelo perdere, la situazione può essere vista in ben altro modo: se la ragazza è 10 cm più alta di te, a quel punto cosa vuoi che te ne freghi se si mette i tacchi o meno, anzi, tacco 15 e andiamo a fare la sfilata, che ci passi pure da quello coi soldi oppure un portatore sano della legge della L. La ragazza si sentirà una regina e tu sarai l’imperatore. Chi altro può vincere la partita solo con l’entrata in campo?

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CONQUISTANO IL MONDO
Alla fine ci siamo arrivati. I bassi sono nati per conquistare il mondo e sottomettere gli alti e i normali alla propria tirannia, cresciuta esponenzialmente dopo anni, secoli di rosica, di invidia, di finta umiltà, di velenoso sarcasmo, di cuore impietrito e d’intelligenza acuita. Perché alle medie e alle superiori c’è stata la guerra. Quella che ti raccontavano i nonni, coi tedeschi e le bombe, in confronto è la fila al concerto di Benny Benassi. No, la guerra vera, quella subita giorno per giorno, fatta di rifiuti e prese in giro, di donne senz’anima (o uomini, eh) e di bulli da Inquisizione. Quante volte vi sarete chiesti “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?”  Ma la risposta era dentro di voi ed era giusta, doveva solo venire a galla: quelle esperienze tvi sono servite per temprare e forgiare il vostro carattere, ora pronto alla conquista del globo terracqueo e alla sottomissione di tutti i suoi inutili abitanti. Fòga che ha animato le gesta di Silvio Berlusconi, di Napoleone, di Madonna, di Dustin Hoffman, di Lenny Kravitz, di Prince, di Adolf Hitler, di Phil Collins, di Al Pacino, di Woody Allen, di Ben Stiller, di Riccardo Cocciante, di Jason Schwartzman, di Michael J. Fox, di Beethoven, di Robert Downey jr., di Alfred Hitchcock, di Renato Brunetta, di Paul Simon e di Ringo Starr, tra gli altri. Tutti diventati famosi nel proprio lavoro, al solo scopo di rivalersi contro l’umanità e finalmente dominare il mondo.

(non a caso nei cartoni animati, il basso è sempre quello scaltro, mentre l’alto è lo sciocco)

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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