Mentre tutta Italia è letteralmente folgorata dai successi straordinari di Andrea Kimi Antonelli su Mercedes, che sta scolpendo primati su asfalto che lato piloti italiani non si vedevano dai tempi in cui la televisione a colori era ancora lontana decadi, c’è un amaro punto da incorniciare: si tratta della Ferrari.
Per quanto il team di Maranello non sembri essere assolutamente lontano dalle posizioni di vertice, non è ancora abbastanza vicino da poter insidiare le stelle d’argento targate Antonelli-Russell. E a Miami, se possibile, le cose sono andate pure peggio.
Non solo la Mercedes si è dimostrata per l’ennesima volta superiore, ma anche la sorpresa McLaren si è dimostrata migliore del cavallino rampante. Il che è stato evidenziato dalle prestazioni in pista di entrambi i piloti, a partire da Lewis Hamilton.
Ferrari, tracollo a Miami: cosa è successo, secondo Hamilton
Il fine settimana della Ferrari a Miami è stato tutt’altro che positivo. Specialmente per Lewis Hamilton. Proprio come in Giappone, il sette volte campione del mondo non è riuscito a esprimersi nel modo in cui avrebbe voluto. Negli USA l’ex McLaren e Mercedes ha ottenuto soltanto un settimo posto, il che preoccupa specialmente alla luce del pacchetto aggiornamenti portato dalla rossa, apparso tutt’altro che soddisfacente in pista. Sui lunghi rettilinei del circuito è apparso decisamente evidente il problema principale, che per la SF-26 rimane il motore.

Secondo Hamilton, il grande difetto della monoposto del team italiano a Miami era e rimane il propulsore. Ricordiamo che, a causa di un contatto in partenza con Franco Colapinto, la gara di Hamilton è stata fin dal primo momento in salita, visto che il fondo e l’alettone anteriore sono rimasti danneggiati. Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il campionissimo inglese ha ammesso che l’aggiornamento del motore non sembra essere riuscito ad attenuare le pregresse difficoltà della Ferrari in materia di potenza. Questo perché “per noi è molto dura lottare contro la potenza delle power unit Red Bull e Mercedes. Abbiamo un’ottima macchina, forse anche la migliore, per cui dobbiamo risolvere questo problema”.
Stando alle parole di Hamilton, se la Ferrari riuscisse a migliorare il motore, potrebbe concretamente lottare con una certa frequenza per vincere le gare. Tuttavia, ha ache ammesso che sarà necessario aspettare ancora un po’ di tempo per arrivare a colmare il divario che separa la scuderia modenese dalle principali concorrenti. Vedremo se sarà davvero così. Di sicuro la Ferrari intende voltare pagina immediatamente dopo la delusione di Miami.
