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di Giulio Pons 3 settembre 2018

Parte l’8 settembre la più grande operazione di pulizia degli oceani di Boyan Slats

Dopo anni di preparativi, parte la più grande operazione di pulizia dei mari mai immaginata, per eliminare le immense isole di plastica, le cosiddette garbage patch che si accumulano e fluttuano negli oceani.

La storia di questo progetto è bellissima: nel 2012 un ragazzino di 16 anni di nome Boyan Slats va in vacanza in Grecia, gli piace il mare, gli piace fare immersioni, ma è sconcertato dal fatto che vede più plastica che pesci. Da quel momento inizia a ragionare su come risolvere il problema e sposta la sua attenzione dalle isole greche alla grande isola di plastica del pacifico. Lì la plastica è più concentrata e sembra più fattibile raccoglierela, ma è comunque evidente a tutti che è troppo costoso pensare semplicemente di andare lì con delle navi a tirar su l’immondizia, non si può neanche filtrare il mare, non si può passarlo al setaccio per togliere i frammenti grandi e piccoli. Non si sa neanche bene quanto siano grandi queste isole di plastica e diviene quindi anche difficile valutare quanto tempo ci voglia a ripulirle.

Boyan e il suo primo progetto, a 18 anni, quando fa il video per il TED OceanCleanup - Boyan e il suo primo progetto, a 18 anni, quando fa il video per il TED

Ma Boyan ha un’idea e dopo essersi diplomato alle superiori fa un TED, cioè una presentazione di 10 minuti del suo sogno: costruire delle barriere speciali che fluttuano nel mare e accumulano i rifiuti, sfruttando la forza del vento e delle onde. Se non puoi andare a prendere la plastica, lascia che la plastica venga a te.

In questo modo si potrebbero raccogliere i rifiuti lasciandosi trasportare, in modo passivo, senza consumare carburante, un’attività che quindi sarà anche profittevole perché la plastica è una materia prima che si ricicla.

Il video però non ha un grande riscontro, ma il nostro eroe non abbandona l’idea e continua a studiare il progetto. Sei mesi dopo finalmente qualcuno rilancia il video ad una grossa platea e, come si dice in gergo, “il video parte”.

Iniziano ad arrivare migliaia di contatti, l’idea è ufficialmente diffusa e ne parlano tantissime testate. Boyan ora ha una platea e può fare crowdfunding, vi riesce con successo e in alcuni anni raccoglie soldi, arruola scienziati e crea conoscenza. Fonda la Ocean Cleanup e mette veramente in cantiere la sua mega-operazione. Dopo studi di fattibilità, misure, prototipi, test e tanto lavoro, adesso è arrivato il momento: l’8 settembre Boyan varerà il primo sistema di barriere galleggianti che andranno a formare una costa artificiale che salvaguarda la fauna e che raccoglie la plastica nell’Oceano Pacifico, tra la California e le Hawaii.

A questo primo modulo andranno ad aggiungersi altri moduli per ripulire la macchia in 5 anni.

Ecco il video che spiega il funzionamento delle barriere che verranno varate dalla Ocean Cleanup a partire dal 8 settembre 2018:

Boyan è un imprenditore sognatore, un eroe positivo che vuole salvare il mondo e non può che piacerci.

 

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