TV e Cinema
di Simone Stefanini 5 Febbraio 2020

BoJack Horseman racconta la depressione meglio di qualsiasi film

BoJack Horseman racconta storie di narcisismo, fallimento, droga, alcolismo, depressione, di amori finiti e abusi, come fosse una sit-com animata

Da adulti, capita di smettere di guardare i cartoni animati. Molti di noi non sentono più il trasporto, la sospensione dell’incredulità che li faceva volare da bambini con Peter Pan o piangere per la mamma di Bambi, e allora niente più chance all’animazione, da mettere in cantina insieme ai giocattoli. Poi ci si imbatte in un cavallo parlante che mette a nudo tutte le nostre difficoltà sociali, la nostra depressione e il nostro continuo fallimento, e lì capiamo come in un flash che il posto dei cartoni animati non era in cantina, ma su Netflix.

BoJack Horseman è una serie tv animata creata da Raphael Bob-Waksberg e disegnata da Lisa Hanawalt. La trama è molto semplice: in una Hollywoo(d/b) corrosa da aspirazioni e vizi, umani e animali antropomorfi convivono e non ci fanno neanche caso alle differenze di specie, i problemi sono altri.

 

 

Un raro caso in cui ogni stagione è migliore della precedente, per intensità e intreccio narrativo, ma anche per enfasi del dramma, che si fa sempre più oscuro, come il male di cui quasi tutti i protagonisti della serie soffrono: la depressione. Non quella patinata di facciata, quella reale, che ti fa sbagliare ogni passo e ti fa aver bisogno delle persone accanto, perché ti dicano che sei una persona buona, quando da solo non ci credi più.

BoJack è un cavallo di mezza età, che come recita la sigla, era molto famoso in uno show degli anni ’90, poi la gloria gli ha voltato le spalle e lui ci ha messo del suo per rovinarsi, tra alcol, droga, soldi e confusione in testa. Figlio di madre anaffettiva e padre assente, vive tutto male, sempre e comunque. È implicato nella morte di una giovane attrice che lavorava con lui, riesce ad andare in rehab, ma alla fine sembra che il vizio abbia altri piani per lui.

 

La sua ex fidanzata e agente, Princess Carolyn, una gatta persiana rosa non è da meno. Per lei, l’unica ragione di vita è il lavoro e quando le cose private si mettono male, sogna un futuro in cui una trisnipote parli in classe di quanto fosse figa sua prozia, e di quanto sia andato tutto bene. Ha i suoi bei problemi anche quando ha una figlia e un bello spasimante. Proprio non riesce a godersela (quasi) fino alla fine.

 

A casa di BoJack abita abusivamente Todd, un giovane umano asessuale e disoccupato di 24 anni, che tenta la via dell’indipendenza buttandosi dentro progetti stupidi e inconcludenti, spesso aiutato da Mr. Peanutbutter, un Labrador affascinante, anch’egli ex stella di una sit-com e sempre sempre sempre positivo, al limite della sciocchezza. La sua ex ragazza è il suo esatto contrario. Si chiama Diane, è umana e fa la ghostwriter. Sempre insoddisfatta e polemica, si getta anima e corpo nelle cause perse, quelle in cui i valori e l’etica contano ancora, finché non trova l’amore della sua vita e s’incasina a scrivere un’autobiografia.

 

Ogni personaggio ha una profondità rara, anche quelli non protagonisti e ogni storia è importante. Ci sono episodi in cui BoJack si vede a malapena, incentrati sulla vita degli altri personaggi, eppure non vorresti finissero mai, aggiungono sostanza a quel mondo e dall’episodio successivo in poi li guardi in maniera diversa, come fossero amici che ti hanno confessato un segreto che sai solo tu.

Ogni stagione ha il suo fil rouge, ma non è il caso di dire proprio niente in proposito, per non rovinarvi la sorpresa e il batticuore. Se non l’avete mai visto, iniziate oggi stesso. Se il primo episodio non vi convince, continuate. Potrebbe non essere amore a prima vista, ma alla lunga è uno dei migliori prodotti originali di Netflix e ogni battuta, ogni scena, ogni assurdità, disastro, lutto, amore finito o speranza parla di noi, della nostra condizione di esseri fallibili e del magone che arriva quando non riusciamo a raggiungere ciò che ci siamo prefissi.

Pensate l’ironia: ci voleva un cavallo parlante per farci guardare dentro senza maschere, alibi o scuse. A volte facciamo schifo, a volte tocchiamo il fondo senza neanche morire. Pazienza.

Non resta che guardare la sesta e ultima stagione su Netflix (attenzione: fa piangere e in alcune parti è un vero e proprio incubo), e tornare da lui ogni volta che abbiamo bisogno di sentirci umani, con tutte le nostre debolezze e fragilità, per assolverci e consolarci ancora una volta.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

10,00 €

Maglietta Amarti mi affatica

100% cotone Maglietta bianca Serigrafia con scritta "Amarti m'affatica".
15,00 €

La Bella Nostalgia - Archeologia pop degli anni '80 e '90 in Italia

Scarica gratuitamente l'ebook de La Bella Nostalgia in tutti i formati QUI   "La Bella Nostalgia - Archeologia pop degli anni '80 e '90 in Italia" di Simone Stefanini parla di mode, film, telefilm, musica, porno, orrori e gioie di due decenni contrapposti di cui oggi abbiamo rivalutato ogni lascito. Una riflessione tragicomica sulla retromania in Italia, una macchina del tempo a metà tra la DeLorean di Ritorno al Futuro e la Bianchina di Fantozzi. 200 pagine - edizione limitata di 50 copie firmata e numerata dall'autore. Edizioni Brava Gente - Betterdays    
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
5,00 €

Borsa "MI AMI Festival 2017"

La borsa ufficiale del “MI AMI Festival 2017” disegnata da Viola Niccolai serigrafata a mano da Legno. Bag bianca cotone con illustrazione rosa.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di CT

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >