TV e Cinema
di Simone Stefanini 9 Febbraio 2017

Il trio Brignano, Cirilli e Insinna a Sanremo è stato lo spettacolo più imbarazzante di sempre?

Un intervento di 12 minuti che sembrava eterno, un riassunto di tutto ciò che non si deve fare per divertire il pubblico

Durante la seconda, soporifera serata di Sanremo 2017 ci sono stati due momenti che hanno regalato sinceri brividi di terrore e rossori d’imbarazzo in quantità: l’intervista a Keanu Reeves e il trio comico romano formato da Enrico Brignano, Gabriele Cirilli e Flavio Insinna.

Due momenti di impaccio che hanno messo a disagio buona parte del pubblico a casa e in sala. Il primo ormai è un classico: l’attore famoso straniero, meglio se sul viale del tramonto, sale sul palco di una manifestazione canora che non conosce e che, secondo i suoi standard, sembra di sicuro un prediciottesimo macedone, poi viene infilzato di domande ad cazzum per giustificarne la presenza: l’Italia, la pasta, ah ma tu suonavi, perché non ci fai 4 note in croce?

L’attore di Matrix se l’è cavata con un flow simil avvinazzato e un abbigliamento da carcere duro, fortunatamente ha guadagnato le quinte senza dover limonare Maria (co0me invece ha fatto Robbie Williams), quindi per lui Sanremo è stato oro colato.

 

 newsly

Tutt’altra questione quella del trio comico di romani seguaci della scuola di Gigi Proietti, cioè Gabriele Cirilli, un fedelissimo del Tale e Quale di Carlo Conti, il Flavio Insinna re dei pacchi e delle pubblicità che ti viene voglia di tirare una ciabatta contro la tv e Enrico Brignano, alfiere di quella comicità che i giovani degli anni ’60 già reputavano vecchia.

Giunti sul palco, iniziano a parlare molto velocemente senza costrutto di cose di poco conto, mentre Cirilli, il punk dei tre, urla più volte Forza Roma Forza Carlo. Da casa, sembra stiano facendo un esperimento su come far perdere lo share a una trasmissione che sta volando.

 ilsecoloXIX

Abbiamo bene impressa la comicità naif e surreale di Gigi Proietti, le sue canzoni in finto francese, la storia del Cavaliere Bianco e del Cavaliere Nero, la telefonata in cui non riesce mai a parlare e tutto il resto del suo repertorio. A metà degli anni ’70 è stato protagonista di uno degli one man show più famosi e riusciti di sempre, A me gli occhi please. Era dissacrante, sperimentale, rompeva gli schemi e lo faceva molto bene.

Che la montagna abbia partorito il topolino sembra cosa ovvia, dal momento che i tre dovrebbero come minimo onorarne la carriera e invece non fanno ridere mai, neanche un mezzo sorriso. Le battute legate insieme con lo sputo, nessun applauso dalla platea e poi l’anticlimax: l’avanspettacolo. I tre si mettono a cantare Tre somari e tre briganti, Sentimental, Un bacio a mezzanotte, Donna, Aggiungi un posto a tavola e Raggio di sole, tutte canzoni proprie di un intrattenimento morto e sepolto, che a riesumarlo potrebbe addentarti al collo, goloso di carne umana.

Occorre ricordare a Carlo che i nonni dei suoi tempi sono quasi tutti morti, non puoi fare uno show con i ragazzini dei talent per far rimanere alla tv i teenager se poi gli proponi una cosa così. I tre oltretutto non hanno neanche fatto troppe prove, perché vanno fuori tempo, sbagliano parole e inforcano tutti i possibili paletti dell’attenzione umana. Un intervento di 12 minuti che sembra eterno.

 

Quando negli anni ’80 Benigni, Grillo e il Trio Solenghi, Marchesini, Lopez venivano ingaggiati come comici sanremesi, davano scandalo, squarciavano il velo morale e a pensarci ora, erano davvero i Bill Hicks e George Carlin dell’epoca, declinati alla tradizione italiana. Oggi una figura del genere potrebbe essere Giorgio Montanini, ma ce lo vedete sul palco del Festival a parlare di quanto sia più facile scopare da ubriaco o di quanto lo Stato non ci ammazzi più perché siamo già morti?

Per rincorrere il politicamente corretto, ieri abbiamo dato al mondo un esempio di ciò che ti fa cambiare canale e che ti imbarazza anche la mattina dopo, quando ti svegli sperando di vivere in un paese che guarda avanti.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

10,00 €

Maglietta Amarti mi affatica

100% cotone Maglietta bianca Serigrafia con scritta "Amarti m'affatica".
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Marino Neri

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
15,00 €

Maglietta Better Days calligrafica

100% cotone Modello unisex Serigrafia con scritta "Better Days" creata da calligrafo Bizantino Perché c'è sempre bisogno di giorni migliori
15,00 €

MAGLIETTA MI AMI 2019 GRIGIO CHIARO

Maglietta t-shirt American Apparel N2001W new silver (Grigio Chiaro), con illustrazione completa del MI AMI FESTIVAL 2019 di Andrea De Luca davanti e lineup artisti dietro.  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di VitoManoloRoma

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
10,00 €

KIT GARDENING “MI AMI Festival 2020”

KIT GARDENING “MI AMI Festival 2020” Contiene: una shopper un kit passiflora, peperoncino, melanzana un kit mimosa, pisello, salvia Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
15,00 €

MAGLIETTA MI AMI 2019 VERDE

Maglietta t-shirt American Apparel N2001W verde, con illustrazione completa del MI AMI FESTIVAL 2019 di Andrea De Luca davanti e lineup artisti dietro. Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
35,00 €

KIT DEL SINGLE "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL SINGLE “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia due lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >