TV e Cinema

L’estate addosso, il trailer del nuovo film di Gabriele Muccino ci ha fatto un po’ paura

Sono passati quasi vent’anni dall’ultima volta che Gabriele Muccino si è occupato di teenager: era il 1999 e il film in questione era Come te nessuno mai, epopea di un gruppo di liceali romani tra autogestione, occupazione, cannette, corse per Roma e prime volte. Protagonista il fratello Silvio – prima del clamoroso scontro in famiglia, allora 17enne.

 

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Nei film successivi, Muccino senior è passato a protagonisti più maturi, spesso con oltre il doppio degli anni dei personaggi di Come te nessuno mai, quindi alle prese con matrimoni, tradimenti, figli e corse per Roma. Quelle sempre.

Dopo diversi film girati negli Stati Uniti, Muccino ha deciso che il 2016 sarebbe stato l’anno giusto per tornare a parlare delle vite di ragazzi sui vent’anni con L’estate addosso, film in uscita a settembre per 01, che prende il titolo dall’omonima canzone di Jovanotti. È uscito il trailer e guardandolo ci è caduta la mascella diverse volte.

 

Lui è entusiasta

 

La storia: un neo-diplomato sta per lasciare l’Italia per gli States, quando scopre che una sua compagna di classe lo seguirà. Non è contentissimo, anche perché lei è una bacchettona come poche, una che nel 2016 si sconvolge per il fatto che esistano gli omosessuali. “Sono dei pervertiti!”, urla indossando una polo che tanto sarebbe piaciuta a Sharon Zampetti e riferendosi ai suoi padroni di casa. Ovviamente la vita negli States e l’estate della maturità la scioglie e così nell’arco del trailer si passa dal bacchetonismo all’amore libero, con tanto di inquadratura che va a citare il triangolo di The Dreamers di Bertolucci con corpi che giacciono voluttuosi sotto lenzuola svolazzanti. In mezzo, battute che sembrano nate da un disgraziato incontro tra le canzoni dell’oratorio feriale e il Dizionario aggiornato dei luoghi comuni. Cioè: fanno il bagno di mezzanotte!

 

Come noi nessuno mai

 

Insomma, vent’anni dopo non è cambiato nulla: dal trailer, si ha l’impressione che si tratti di un film che avrebbero potuto girare vent’anni fa, come trenta, come cinquanta. E va bene che il tema dell’estate formativa è un classico che non morirà mai, ma di solito quando si parla di giovani si parla di presente, si cerca di raccontare cosa sta succedendo nel mondo, di offrire uno sguardo su una generazione.

Tutte cose da cui L’estate addosso sembra voglia scappare a gambe levate e non è una bella cosa.

 

Promiscuità
Marco Villa

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