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Tutto quello che so della vita l’ho imparato da Ghostbusters

“Who ya gonna call?”

 

Lo sappiamo, tra poco arriverà anche nei nostri cinema il reboot di Ghostbusters: l’uscita nelle sale italiane è prevista per il 28 luglio, mentre negli Stati Uniti il film è già uscito da un po’ e se n’è parlato parecchio.

La nuova versione degli Acchiappafantasmi infatti ha spaccato in due critica e pubblico, tra chi ritiene tutto sommato ok una nuova versione del capolavoro di Ivan Reitman, e chi invece lo ritiene intoccabile come e forse un po’ più dei Dieci Comandamenti. Noi ci accodiamo volentieri ai secondi.

Sì. Così oggi voglio dedicare un manifesto per una rigida, severissima ortodossia su tutto quel che riguarda Ghostbusters, il film che più di ogni altro ho visto da bambino, consumando una VHS di cui ricordo persino la pubblicità prima dell’inizio del film, una Viennetta Algida digerita probabilmente nell’estate 1987.

Non parleremo delle recensioni positive o negative che il nuovo Ghostbusters del 2016 ha ricevuto oltreoceano, no, non ci interessano affatto. Au contraire oggi metterò in fila per voi i tanti motivi per cui tutto quello che so della vita, l’ho imparato da GhostbustersQuello vero, quello del 1984. 

 

La stampa è morta

Ha le mani d’oro, io lo vedo. E scommetto che le piace anche leggere!” e algido Egon Spengler ribatte a Janine, indimenticabile segretaria degli Acchiappafantasmi che “La stampa è morta“. Vaticinio oscuro, profezia difficile da interpretare all’epoca, ma che abbiamo visto affermarsi nei decenni successivi. Also sprach Egon.

 

Mai incrociare i flussi!

Norma di buonsenso per chi porta un acceleratore nucleare come zaino, ma prendiamola per quel che è: è una parabola. Mai incrociare i flussi è il precetto che dobbiamo seguire giorno per giorno, attenendoci al verbo. Tradurre questo insegnamento nel quotidiano significa fare da soli quando possibile. Ma per le imprese eccezionali fare squadra.

 

Improvvisare funziona

“Pigliala!” Era lì tutto il tuo piano? “Pigliala!” Molto scientifico!”. Quando serve un piano, ma non c’è tempo o modo di prepararne uno, l’improvvisazione può salvarci, e farci portare a casa il risultato.

 

Fatti pagare e fatti pagare bene

Ventiquattr’ore al giorno, festivi non esclusi; il lavoro non ci spaventa, il conto non vi spaventa!” e resto nel sollazzo, mi rivedo tutta l’etica protestante e lo spirito calvinista, immersi nel capitalismo degli ectoplasmi. Quanta saggezza da imparare in così poche righe! Applicabili alla situazione professionale bene o male di tutti noi: il conto non vi spaventa. Né la fattura, carissimi clienti.

 

La scienza funziona

Emblemi del mutamento di paradigma per come lo intende il filosofo Thomas Kuhn, i Ghostbusters vengono inizialmente accolti con scetticismo dalla scienza tradizionale, ancora tutt’altro che pronta ad accettare una rivoluzione scientifica. Ma la verità è tutta lì, in quel “Non rompiamo. Si inchini alla scienza” e chi frena il cambiamento, da quel cambiamento sarà travolto.

 

Il bicchiere è sempre mezzo pieno

Ehi, questa pertica funziona! Wow! Questa casa è fantastica!” e così i nostri si sono trovati una sede. La parabola della pertica ci dice anche in questo caso molto, su come dobbiamo affrontare le gioie e i dolori della vita quotidiana. Cercando sempre il buono in quello che arriva davanti, in questo caso, sotto forma di pertica in un edificio che andrebbe evacuato.

 

Godersi le piccole cose

Non sempre tutto va per il verso giusto. A volte capita anche che si debba pagare la cena con la cassa, del fondo cassa. In quel caso tutta la saggezza di millenni, conservata nel VHS originale di Ghostbusters, ci viene incontro: “Mastica piano… fallo durare”. 

 

Quando ti chiedono “Sei tu un Dio?”, rispondere sì

La fede in Ghostbusters ci dona Salvezza terrena: perché non ci illude in un mondo ultraterreno da accettare come un dogma. Macché! Ghostbusters è la Salvezza qui e ora, ci insegna che un po’ di autostima serve sempre, e serve adesso: per cui ricordiamoci sempre, “quando qualcuno ti chiede se sei un dio, tu gli devi dire sì!“.

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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