TV e Cinema
di Stefano Yamato 4 Settembre 2011

Jeeg Robot e Himika: ecco la foto esclusiva che ufficializza la Pace

Jeeg robot, uomo d’acciaio (鋼鉄ジーグ Kōtetsu Jeeg) è una sorta di Che Guevara della fantascienza giapponese. Uno degli eroi che più ha influito sulle generazioni degli anni ottanta. Le sue gesta sono state trasmesse per la prima volta in Italia nel 1979.

Tutto ebbe inizio quando il professor Shiba, noto scienziato giapponese, durante una ricerca archeologica, portò alla luca una antica campana di bronzo, che secondo i suoi studi si rivelò appartenente al popolo Yamatai, scomparso millenni prima, durante il regno della regina Himika, una fascinosa biondona con un look a metà tra una cantante gothic metal e Lady Gaga. La perfida e sanguinaria regina era rinomata per la sua totale assenza di pietà, la brama di potere e la tendenza ad uccidere chiunque la contraddicesse. Il suo popolo la temeva e le obbediva in ogni suo delirio. E’ così che la segui anche in un’idea folle: ibernarsi nella roccia. Si, perchè il popolo Yamatai non si era estinto, ma si era congelato in massa all’interno della pietra, in attesa di ritornare in vita e riconquistare il mondo proprio grazie al potere della campana di bronzo. Il professor Shiba, che era uno scienziato tuttologo, aveva intuito che, da lì a poco, sarebbero arrivati guai grossi con quella campana tra le mani. Decise così di nasconderla in un luogo piuttosto curioso. Approfittando di un grave incidente di laboratorio in cui viene tristemente coinvolto suo figlio Hiroshi, il professor Shiba decide di miniaturizzare la campana ed inserirla nel petto del giovane, donandogli poteri straordinari.

Hiroshi cresce ignaro dei suoi poteri, facendo il bullo in motocicletta e vincendo gran premi più di Schumacher. Tutto procedeva egregiamente, fin quando l’impero Yamatai decide di risvegliarsi e riprendersi ciò che gli appartiene. Per prima cosa uccidendo il professore, quindi lanciandosi quindi alla ricerca forsennata della campana dibronzo. Poco prima di morire, il professore Shiba svela a suo figlio il destino a cui andrà incontro, consegnandogli uno strano ciondolo ed un paio di misteriosi guanti da motociclista.

La mente del professore viene quindi trasferita in un computer, non propriamente portatile, che spiegherà a Hiroshi il modo per trasformarsi in un robot, Jeeg, il robot d’acciaio. La procedura è semplice: Hiroshi deve lanciarsi in aria, solitamente saltando giù da un dirupo con la sua motocicletta, quindi unire i pugni e rannicchiarsi. A quel punto, il ragazzo si trasforma in una capoccia di ferro, primo di uno dei tanti componenti che gli saranno lanciati dalla sua amica Miwa, avvenente teenager, pilota del Big Shooter, il grande lanciatore dei pezzi che si uniranno alla capoccia di Jeeg per formare il grande robot d’acciaio che difende l’umanità dagli assalti dell’impero Yamatai e dai suoi terribili mostri  Haniwa. Una lotta infinita tra Hiroshi ed i mostri della regina, comandati dai suoi tre ministri della guerra: Ikima, Mimashi e Amaso. La guerra non ha limiti. Il sangue scorre a fiumi. Jeeg usa ogni arma che il suo corpo magnetico gli consente. Armi tipiche: il roboante raggio protonico e i gommosi raggi delta. Inoltre, il suo corpo componibile gli consente di utilizzare componenti speciali come missili perforanti, bazooka, modulo cavallo Antares, gli scudi rotanti, gli astrocomponenti e i supercomponenti.

Pur combattendo contro le forze del male, Jeeg era mal visto dalla popolazione, che voleva a tutti i costi che il laboratorio venisse chiuso perchè radioattivo, un tema molto attuale.  Comunque, l’impero Yamatai perde puntualmente ogni battaglia, ma si rialza sempre più agguerrito e deciso a conquistare il mondo, con mostri sempre più cattivi.

Una storia emozionante, segnata da odio, distruzione, violenza, sangue. Eppure, dopo tanto tempo, finalmente sembra che le due parti siano arrivate ad una mediazione. Forse stanchi di lottare a oltranza, Hiroshi e Himika hanno deciso di tendersi la mano, sotto gli occhi di Mazinga e Goldrake, intervenuti per l’occasione, nonostante i rispettivi impegni militari.

Dailybest era presente e in esclusiva vi regala la foto che sancisce la pace tra l’umanità ed il popolo Yamatai. Hiroshi e Himika finalmente amici. In fondo l’aspettavamo da quando eravamo bambini.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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