Le 5 serie tv più belle che puoi vedere oggi fuori da Netflix

Big Little Lies è solo il bonus di questa classifica ad uso e consumo dei maniaci delle serie tv

 

Nell’ultimo periodo, Netflix sembra diventata sinonimo di serie tv. La piattaforma di streaming e di contenuti originali ha tirato fuori perle come Stranger Things, Thirteen Reasons Why, The Crown, Love, The OA o Black Mirror, altre carine come Santa Clarita’s Diet o The Get Down e altre ancora meno riuscite come Una serie di sfortunati eventi.

Non di solo Netflix però vive il pubblico italiano, sempre più affamato di serie scritte e dirette bene, a volte meglio dei film al cinema, che infatti escono come funghi. Difficile stare al passo con tutte le novità, specialmente quando non sono distribuite dalla piattaforma più popolare in Italia ma sono sparpagliate un po’ in giro tra NOW Tv, Infinity o Prime Video.

La peggiore delle ipotesi sta capitando proprio in questo momento in cui, mentre attendiamo il ritorno di Twin Peaks (dal 21 maggio su Sky Atlantic) o di Game of Thrones (dal 17 luglio, sempre su Sky), perché ci sono un bel po’ di serie valide che non hanno ancora trovato un canale di distribuzione nel nostro paese e che siamo costretti a vedere su pc, ricorrendo spesso a file illegali e ai sottotitoli scaricati nei siti dedicati.

Qui sotto, una classifica di serie tv che non trovate su Netflix e che vale la pena di guardare assolutamente.

 

5) The Leftovers (HBO – Stagione finale)

Ne abbiamo già parlato su queste pagine, ma la terza e ultima stagione della serie HBO scritta da Damon Lindelof (quello di Lost) e basata sul romanzo di Tom Perrotta con Justin Theroux, Carrie Coon e Liv Tyler, rischia di essere la fine del mondo, nel senso più letterale possibile. The end is near è infatti il claim che accompagna questo assurdo thriller dalle tinte religiose, intriso di surrealismo e con altissima percentuale di what the fuck. Se non l’avete mai visto, è il momento di iniziare con la prima stagione , in cui il 2% della popolazione mondiale svanisce nel nulla. La terza stagione per ora in Italia non la danno, quindi tocca attrezzarsi come si può.

 

4) Fargo (FX – Terza stagione)

https://www.youtube.com/watch?v=bm-5HwIR7hM

La serie di Noah Hawley su FX, tratta dal film dei fratelli Coen è arrivata alla sua terza stagione e sta mantenendo intatto il cocktail micidiale di humor nero e cronaca nera, nel bel mezzo dell’innevato Minnesota. È una serie antologica, quindi ogni stagione è diversa dalla precedente per cast e storia, anche se i casi sono tutti concatenati tra loro. Quest’anno l’interprete principale è Ewan McGregor con addirittura due ruoli, mentre la femme fatale spetta a Mary Elizabeth Winstead e il ruolo dello sceriffo di montagna è di Carrie Coon (già vista nel precedente Leftovers). Le prime puntate riescono a far divertire e insieme a mettere qualche brivido. Ci aspettiamo molto dal prosieguo della serie, che per adesso occorre vedere come i pirati.

 

3) American Gods (Starz – Prima stagione)

La più recente in ordine di tempo è una produzione originale Starz basata sul bestseller di Neil Gaiman: American Gods. Per adesso abbiamo visto solo il primo episodio, sviluppato dalla premiata ditta Bryan Fuller e Michael Green con Ricky Whittle come protagonista assoluto, al quale capitano una sfiga dietro l’altra, ma anche incontri surreali con persone che sembrano dèi. Un crescendo di mistero e dettagli splatter , per un fantasy che più oscuro non si può. Per ora è troppo presto per capire se alla fine sarà o no un successo, ma il pilot ha colpito nel segno. Lo si può vedere sottotitolato su Amazon Prime Video.

 

2) Feud – Bette and Joan (FX – Miniserie)

https://www.youtube.com/watch?v=fktRmhqP2gc

La terza serie antologica di FX dopo  American Horror Story e American Crime Story (The People v. O.J. Simpson), è dedicata alle faide tra personaggi celebri, le rivalità più accese di cui la cultura pop abbia memoria. Feud – Bette and Joan, creata da Ryan Murphy, mette a confronto Bette Davis (Susan Sarandon) e Joan Crawford (Jessica Lange), le due dive hollywoodiane degli anni d’oro che si ritrovano a dover girare insieme il film horror Che fine ha fatto baby Jane. La storia di due celebrità a fine carriera, vinte da vizi e odio reciproco, in un dramma recitato magistralmente e sceneggiato in maniera avvincente. Costumi e ambientazioni semplicemente perfetti. 8 episodi per una serie conclusa da poco. Neanche questa però ad oggi può essere vista in una piattaforma italiana, purtroppo.

 

1) The Handmaid’s Tale (Hulu – Prima stagione)

Al primo posto una serie che è l’equivalente visivo di un pugno allo stomaco. Ideata da Bruce Miller per Hulu e basata sul romanzo Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, narra la storia di Offred, una grande Elisabeth Moss, che vive nella società di Gilead, cioè gli ex Stati Uniti d’America, governata da un regime misogino e estremista, in cui le donne non hanno alcun diritto e le ragazze fertili, rimaste ormai poche, sono fatte schiave dei comandanti, per dar loro dei figli. Ogni scena fa male al cuore e ci ricorda quanto la libertà che abbiamo non sia così scontata come crediamo. Al momento niente Italia neanche per questa.

 

 

BONUS: Little Big Lies (HBO – Miniserie)

Come bonus, una miniserie conclusa da poco e visibile su Sky – NOW Tv. 7 episodi ideati da David E. Kelley e diretti da Jean-Marc Vallée basati sul romanzo Piccole grandi bugie di Liane Moriarty. Un grande cast di interpreti femminili, Reese Witherspoon, Nicole Kidman, Shailene Woodley, Laura Dern e Zoe Kravitz che relegano gli uomini, una volta tanto, a ruoli di comprimari in questo thriller ad alto tasso di brividi, che parla di borghesia, di violenza domestica, di bambini e di una morte, che viene svelata solo alla fine. Montaggio incredibile, colonna sonora perfetta, recitazione pazzesca, una miniserie che ha tutto, da vedere assolutamente.

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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