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Titanic: alla ricerca del tempo perduto [recensione]

Quando uscì Titanic avevo undici anni e andavo alle medie. Ai tempi abitavo in provincia e andai a vederlo nell’unico cinema del paese. Mi ero data appuntamento con un’amica, ma lei fece tardi e fummo costrette a sederci in prima fila. Quando apparse Leonardo di Caprio, tutte le ragazzine iniziarono a urlare. Io no, pur avendo il diario completamente imbrattato di figurine con il suo bel faccino, non ero disposta a perdere la mia dignità. Per tutte e tre le ore si ripeterono scene di isterismo, non solo legate a Jack, ma anche ai momenti topici della sua storia d’amore con Rose: la scena romantica sulla prua della nave, la scena in cui lei decide di abbandonare la scialuppa per rimanere con lui, la scena in cui l’odioso Cal Hockley scivola su un nonsoché durante l’inseguimento alla coppia. Nonostante non fossi riuscita ad ascoltare nemmeno la metà di tutti i dialoghi, quando uscii dalla sala l’impressione era quella di aver visto il film più bello della storia. Lo andai a vedere altre due volte, giusto per assicurarmi di avere capito tutto.

Sono passati 15 anni, vivo in una nuova città, ho qualche esperienza in più, e decido di tornare al cinema a vedere quel film-evento che tanto aveva reso dipendente la mia generazione. Man mano che il film procede, mi accorgo di sapere a memoria alcune frasi e di commuovermi ancora sugli snodi drammatici principali. È un’esperienza sempre attuale: emozionarsi per una scena nonostante tu l’abbia vista decine di volte. Mi accade con Mulholland Drive quando il mostro nero sbuca dal muro e con Ritorno al Futuro quando Doc si arrampica sull’orologio di Hill Valley.

Guardare Titanic è un grande salto nel passato. Nessuno urla più alla vista di Di Caprio, ma a tutti torna in mente di averlo fatto. I dialoghi del film ora suonano retorici, stantii e buonisti, tanto che Twilight sembra un film impegnato. Paradossalmente, nonostante l’uso ipermoderno del 3D (a mio parere comunque inutile e piatto), Titanic è un film che riesce a generare grandi emozioni, perché si aggrappa ai nostri ricordi e fa leva sulle nostre nostalgie passate.

Vedetelo se avete voglia di rivivere ciò che siete stati negli anni ’90.

Chiara Minetti

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