TV e Cinema
di Mattia Nesto 18 Gennaio 2019

Vent’anni de La Melevisione

Questa sera su Rai YoYo andrà in onda la maratona notturna dedicata a quella che è stata probabilmente l’ultima programma della “tv dei ragazzi

Questa sera dalle ore 21 su Rai YoYo andrà in onda la maratona notturna de La Melevisione per celebrare i vent’anni dalla prima puntata. Per chi era una bambina o un bambino alla fine degli anni Novanta La Melevisione è stato un appuntamento fisso nei pomeriggi post-scolastici, con i personaggi di Tonio Cartonio o Lupo Lucio veri e propri idoli indiscussi.

La Melevisione è andata in onda per ben 1670 puntate, chiudendo i battenti, va detto piuttosto mestamente, nel 2015, quindi neppure troppi anni fa. Eppure sono le prime edizioni quelle mitiche e quelle che maggiormente sono rimaste come incastonate nella memoria collettiva. Certo l’effetto nostalgia la fa da padrone, con quegli fondali così finti e trash, con quelle avventure da niente popolate da gnometti, bizzarre bevande multicolori e alberi di cartapesta ma forse c’è qualcosa in più. Già perché La Melevisione a conti fatti rappresenta l’ultimo tassello, anzi proprio quello terminale, di tutte quelle trasmissioni assimilabili alla “tv dei ragazzi” (usiamo un termine ormai arcaico per chi è nato dopo il 2001 ce ne rendiamo conto), di cui già ci siamo occupati in passato come in questo articolo su Solletico. E, come se non bastasse, si è trattato di una produzione di tutto rispetto per la Rai.

Già perché stiamo parlando di un programma realizzato dal glorioso centro di produzioni RAI di Torino con attori in carne e ossa come Danilo Bertazzi (il prode Tonio Cartonio, ovvero il locandiere-elfo protagonista delle prime edizioni), scaturito da un’intuizione di “Mela Cecchi e Bruno Tognolini scritta con Janna Carioli, Venceslao Cembalo, Lorenza Cingoli, Martina Forti, Pierluigi Pantini, Lucia Franchitti, Luisa Mattia e con Aldo Valente e Paolo Serazzi per quanto riguarda le musiche” come recita la pagina di Wikipedia collegata.  Chiaro quindi di come siamo di fronte ad un ingente sforzo produttivo, per di più attuato proprio negli stessi anni in cui le altre trasmissioni simili, come, sempre sulla RAI, Go Kart o, invece su Mediaset, Bim Bum Bam o chiudevano i battenti o diventavano dei vuoti contenitori “senza presenza di presentatori umani” diciamo di cartoni in serie.

Oltre quindi a degli attori che mettevano in scena vere e proprie commedie per bambini c’erano anche i cartoni e che cartoni. Infatti raramente sulla televisione generalista si è una vista una selezione così ricercata legata all’animazione che, con gli occhi di oggi, si potrebbe davvero definire indipendente. Innanzi tutto erano cartoni di matrice europea, spesso spagnola, quindi niente anime o cartoni americani e spesso caratterizzati da atmosfere cupe e misteriosi, quasi gotiche. Ad esempio il sublime Wolves, Witches and Giants aveva degli episodi davvero truculenti per il pubblico di allora come quello, indimenticabile, con protagonista un folle barbiere per bambini che, udite udite, amava collezionare bulbi oculari umani!

Ma per gusti, diciamo così, più classici, come non citare Bob Aggiustatutto o Papà Castoro, cartoni che hanno forgiato intere generazioni alla passione per il bricolage e per l’ascoltare storie attorno al fuoco (con le ovvie battute a riguardo su Bob “il perfetto commesso del Brico Center” o di Papà Castoro “un proto tossico sempre in vena di viaggioni allucinogeni”.

Detto questo rimane il fatto che quei pomeriggi passati in compagnia della Principessa Odessa o del Principe Giglio erano davvero dolcissimi, un momento di tregua dalle incombenze dei compiti scolastici o dei classici corsi di nuoto o di chitarra. Ci si ricorda ancora di quel pomeriggio di inizio settembre del 2001 quando, praticamente in diretta, La Melevisione viene interrotta per dare la notizia dell’attentato alle Torri Gemelle. L’epoca dell’innocenza era finita forse per molti in quel pomeriggio ma noi tutti, a vent’anni di distanza, continuiamo ad amare e a volere bene a Tonio Cartonio e a credere in futuro più “fantapignoso”!

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