Ho visto Twin Peaks al cinema insieme a David Lynch

Il regista è tornato a Lucca per presentare il suo nuovo Twin Peaks, in un evento organizzato dal Lucca Film Festival insieme a Sky

 grab da youtube

 

Una giornata particolare, parafrasando Ettore Scola. David Lynch dopo tre anni torna a Lucca per un evento last minute legato al Lucca Film Festival, in collaborazioen con Sky. Un gran colpo di fortuna fortemente voluto dal direttore Nicola Borrelli, che sembra aver instaurato con il regista americano un rapporto fiduciario, dopo l’incontro di tre giorni nel 2014 tra mostre dedicate, concerti, masterclass e conferenze sulla meditazione trascendentale.

Organizzato al volo in pochi giorni, è un evento di quelli giganti per una città piccola come Lucca, scelta da David Lynch dopo le standing ovation di Cannes e Los Angeles, per presentare il suo nuovo Twin Peaks. Funziona così: il regista sale sul palco, risponde a qualche domanda, saluta il pubblico e si siede in mezzo alla sala per guardare le prime due puntate di TP in lingua originale coi sottotitoli in italiano.

 

 

David Lynch arriva nel pomeriggio nella sala del Cinema Astra per provarne l’impianto audio. Si sofferma sulla scena dell’omicidio dei due ragazzi di fronte alla glass box del primo episodio, un crescendo di rumore e musica sinistra, inquietante e potentissima. La stessa scena dopo la quale lascerà la sala durante la serata. Evidentemente tiene molto a quella scena e al groviglio di suoni penetranti con cui l’ha montata.

Ci sono ragazzi che sono in fila davanti la biglietteria dalle 7 del mattino, per essere sicuri di entrare. Ci parlo un po’, vengono da città lontane centinaia di chilometri e non si vogliono perdere la possibilità di vedere David Lynch per nessun motivo al mondo. Nell’attesa, sotto il sole, intonano anche qualche pezzo dalle sue colonne sonore e sembra di assistere al ritorno di una rockstar, più che di un regista cinematografico. L’età media del pubblico, molto bassa, avvalora la tesi.

 

 

Momento di storytelling: per un gran colpo di culo riesco a capire il posto esatto in cui si sederà David Lynch in sala, dunque, insieme alla delegazione di davidlynch.it, mi siedo esattamente davanti a lui, per poter raccontare ai futuri nipoti l’esperienza mistica di aver visto Twin Peaks col fiato sul collo del suo creatore.

 

 

Lynch entra in sala sommerso dall’applauso dei presenti e usa la sua proverbiale ironia per eludere una domanda su come ha trovato Lucca dopo tre anni. “Come una città in cui sono passati tre anni di tempo”, dice, facendo scoppiare l’applausometro.

Un veloce accenno alla meditazione trascendentale, che tutti dovrebbero fare per vivere in un mondo più sereno (lui ne è seguace da tempo e ha anche una fondazione a suo nome che raccoglie fondi per la pratica), poi subito a parlare di Twin Peaks. Perché è stato diviso in parti, nell’epoca del binge watching e delle serie buttate fuori di botto, per poterci fare la maratona?

“La scelta è di Showtime, ma la fruizione è molto personale. Chi vuole può vederlo un pezzo alla volta, ma so che ci sono molti che aspettano di vederlo tutto insieme quando sarà finito. Io l’ho girato pensando a un film diviso in 18 parti, di cui vedremo le prime due stasera. Ormai le serie tv sono pensate come film cinematografici più che come telefilm.” risponde.

Poi si sofferma sulla fruizione perfetta per il suo Twin Peaks: “L’esperienza che state per vivere in un cinema col grande schermo e i suoni molto amplificati è importante. Quando guarderete i prossimi episodi, il mio consiglio è quello di stare più vicini a qualunque schermo utilizziate. Sceglietene uno grande, non un computer o un tablet, men che meno uno smartphone. Mettetevi le cuffie per godere di tutti i suoni, che sono la metà dell’esperienza. Se seguite questo consiglio potrete davvero entrare in un mondo nuovo.”

 

 

L’ultima domanda è sul Mago di Oz, un film che ciclicamente ritorna nell’immaginario delle sue produzioni artistiche, dai poster nello studio ai film.

“Non so dire cosa mi attrae così tanto di quella storia, credo che la chiave sia la ricerca della strada per tornare a casa”.

Un momento di poesia e poi la proiezione, che ha generato altri applausi durante la sigla e alla scritta Directed by David Lynch. Una serata che molti ricorderanno per un po’ di tempo: gratis, a guardare Twin Peaks al cinema con David Lynch.

 

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

5,00 €

Borsa "MI AMI Festival 2017"

La borsa ufficiale del “MI AMI Festival 2017” disegnata da Viola Niccolai serigrafata a mano da Legno. Bag bianca cotone con illustrazione rosa.
17,00 €

KIT OUTFIT “MI AMI Festival 2020”

KIT OUTFIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
70,00 €

KIT DELL'AMORE "MI AMI Festival 2020"

KIT DELL'AMORE “MI AMI Festival 2020” Contiene: due t-shirt due shopper quattro kit semi: due kit passiflora, peperoncino, melanzana e due kit mimosa, pisello, salvia quattro lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.  
7,00 €

T-SHIRT "MI AMI Festival 2020"

T-shirt ufficiale  “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids, sul retro lineup artisti. 100% cotone con illustrazione multicolor, disponibile nella variante colore bianca o viola. La t-shirt che avresti voluto indossare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
5,00 €

SHOPPER "MI AMI Festival 2020"

Shopper ufficiale “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids. Bag bianca cotone con illustrazione multicolor. La shopper che avresti voluto acquistare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
50,00 €

SERIGRAFIA "SE MI AMI VALE TUTTO" - ed. limitata firmata - MI AMI 2014

Serigrafia ufficiale della 10° edizione del MI AMI 2014 dimensioni: 50x50 cm stampata a 2 colori (nero + argento) edizione limitata di 50 esemplari ognuna numerata e firmata dall'artista disegnata da Alessandro Baronciani serigrafata a mano da Corpoc venduta non incorniciata (spedita arrotolata in un tubo) disponibili anche la versione UOMO+UOMO e DONNA+DONNA Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >