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Zoe: l’amore tra uomo e robot non è mai stato così romantico

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un forte ritorno dei film di fantascienza che parlano di androidi (uno su tutti, il sequel di Blade Runner), che hanno fatto breccia anche nel mondo videoludico, basti pensare a Detroit: Become Human. L’androide che prende coscienza di sé non è certo una novità, tra libri, fumetti e film, l’argomento è stato sviscerato in ogni salsa e alla fine c’è scappata più di una storia d’amore (vedi Her, il film di Spike Jonze in cui Joaquin Phoenix si innamora di un sistema operativo).

Se fate un salto su Prime Video, il servizio di streaming per gli abbonati di Amazon, troverete un film del 2018 di Drake Doremus (quello di Newness e Equals) con due protagonisti d’eccezione: Ewan McGregor nei panni di Cole, un ingegnere progettista di androidi e Léa Seydoux in quelli di Zoe, la sua creatura più evoluta.

 

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Il film potrebbe sembrare un episodio di Black Mirror allungato e pompato con alte dosi di romanticismo. Non è mica un difetto, attenzione. Le tematiche sviluppate al suo interno sono trite e ritrite, vero, ma forse Zoe riesce a indagare nel profondo la vera essenza dell’amore, che non guarda in faccia a niente e nessuno, che può verificarsi con persone dell’altro o dello stesso sesso e, in questa pellicola, con un robot che è in tutto e per tutto figlio e creatura dell’innamorato.

Il film genera riflessioni aperte su quanto sia corretto che gli androidi debbano conoscere la loro vera natura. Zoe, a differenza di tutti gli altri progetti di Cole, si crede umana e di conseguenza s’innamora, non pensando un solo attimo che possa essere diversa dagli esseri viventi. Cole sulle prime cede, un incidente però gli cambia la percezione delle cose e lo costringe a riflettere su quanto sia giusto innamorarsi di un robot.

 

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Il finale potrebbe strapparvi qualche lacrima di commozione e farvi innamorare di nuovo di chi vi sta accanto, oppure no. Quello dipende dalla percentuale di roccia presente nel vostro cuore. Ve lo consigliamo perché è girato bene, lui è bellissimo, lei è bellissima e sono pure bravi nei rispettivi ruoli. In più c’è anche Christina Aguilera in forma che fa la robot meretrice in un bordello sintetico. Capite da soli che va visto, senza se e senza ma.

 

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Simone Stefanini

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