Viaggi
di Moreno Scorpioni 25 Novembre 2015

10 cose da sapere assolutamente prima di andare in vacanza in Giappone

Informazioni necessarie per evitare dieci errori che commettereste di sicuro

Giappone mezze stagioni errori  L’autunno in Giappone

 

Le mezze stagioni esistono ancora per un solo motivo: sono il momento migliore per andare in Giappone. Di conseguenza, io ci sono andato in piena estate, quando il tasso di umidità arriva al 92% e la maggior parte dei templi sono chiusi. Purtroppo non è stato l’unico sbaglio, così ho deciso di raccogliere le 10 cose da sapere per evitare altrettanti errori da non fare prima di andare in vacanza in Giappone perché se non fate almeno 10 sbagli, non siete stati in Giappone, e se ne fate più di 100, beh, allora tanto vale andare in Grecia.

1. Una geisha non è una prostituta d’alto bordo
Il primo, e forse il più banale: non partite per il Giappone convinti che una geisha sia una prostituta di classe. E ve lo dice la parola stessa, 芸者, che messa così magari mi rendo conto sia poco fruibile, ma il primo carattere significa arte mentre il secondo persona. E dunque un’artista, un’intrattenitrice che diverte il pubblico con musica, danza e poesia. E poi sì, certo: si concede. Ma a un uomo solo, che diventa il suo danna (marito/protettore).

 

geisha metro Steve McCurry - Anche una geisha prende la metro

 

2. L’inglese non è una lingua universale
Mai, e dico mai, partire per il Giappone convinti che tutti sappiano l’inglese. Specialmente se il vostro itinerario non si limiterà a Tokyo. Fuori dalla grande metropoli sono pochi i giapponesi che parlano l’inglese (in Ciociaria invece, sì eh!). O meglio: lo parlano anche, ma lo pronunciano esattamente come lo sentono. Il giapponese è una lingua sillabica per cui i giapponesi non diranno mai sport ma, al suo posto, diranno spotsu; non diranno orange juice ma orenji jusu e così via. Il rischio? Che non capirete niente. Mai.

3. La tecnologia è ovunque. Anche (se non soprattutto) in bagno.
Attenzione: quello del’ipertecnologia non è un luogo comune. Troverete una plancia di comando ovunque, anche in bagno. Sì, proprio in bagno. Dimenticatevi la tavoletta del water così come la conoscete e preparatevi a fare i conti con un pannello di controllo (scritto naturalmente in giapponese) che regola tutto: dalla temperatura della tavoletta (addio trauma della tavoletta fredda) all’intensità dello schizzo d’acqua inopportuno che una fotocellula farà partire a sua discrezione quando avrà deciso che avete finito di fare quel che dovete, passando per una simpatica musichetta di sottofondo per coprire i vostri rumori, sconvenienti da far sentire in giro (che comunque se parte la musica va da sé che non state propriamente cantando).

 

 

4. Il sushi non si mangia tutto l’anno
Partite convinti di andare nella patria del pesce crudo, speranzosi di strafogarvi di sushi come se non ci fosse un domani? Partite male. Il sushi, alimento freddo, si mangia principalmente d’estate. Scoprirete così che la cucina giapponese è fatta di tanto altro, ma tanto a voi tutto è concesso, perché siete dei bizzarri occidentali. E qui veniamo al quinto punto.

5. Il bizzarro occidentale
Il Giappone è il paese della forma, del rispetto e della cortesia ma voi siete e resterete sempre dei gaijin (外人 letteralmente persona esterna, al Giappone naturalmente) a cui è concessa più o meno qualsiasi bizzarria. Come quella di mangiare il cocomero senza metterci neanche un minimo di sale sopra. Un po’ come un tedesco che ordina pizza e cappuccino insieme al ristorante.

6. No robottoni, sì Hello Kitty
Più di Mazinga, più di Gundam e dei Power Rangers, Hello Kitty è la divinità massima. La troverete ovunque, in qualsiasi negozio, su qualsiasi gadgaet (sì, anche su quei tipi di gadget) e anche fuori dai templi, travestita da Buddha.

 

Hello Kitty Buddha Kuri Curiosities - Hello Kitty nelle grazie del Buddha

 

7. I regali si scartano a casa
E restando in tema di cortesia e rispetto: non rimaneteci male se portate un regalo dall’Italia a un giapponese e lui non lo scarta davanti a voi. Il giapponese, più acuto e intelligente di voi, sa che potrebbe esserci la possibilità che il regalo che gli avete preso faccia schifo. Per cui, imbarazzato, sfoggerà uno dei suoi migliori sorrisi e metterà il regalo in borsa, di modo tale da poterlo scartare nel privato della sua cameretta. Ricordate: lo sta facendo per voi.

8. I cartoni animati avevano ragione
Se avete la certezza granitica che il karaoke sia roba da sfigati, è solo perché da noi ne è arrivata una brutta copia. Il Giappone è la patria del karaoke ed entrare in uno di questi palazzoni a otto piani con cabine private, insonorizzate e servizio open bar al loro interno potrebbe essere una delle esperienze più divertenti della vostra vita. Anche se probabilmente finirete a cantare e ballare ubriachi sui divani come dei turisti inglesi in vacanza in Italia. E sì, tranquilli, c’è anche la Rettore (e cantarla a squarciagola è stato il mio errore numero 11, ma questa è un’altra storia).

 

 

9. Fumatori siete i benvenuti. Ma non all’aria aperta
Per voi che durante il lungo volo che vi porterà nel Paese del Sol Levante non pensate ad altro che alla prima sigaretta che fumerete scesi all’aeroporto di Narita, un brusco risveglio vi attende: in Giappone non si fuma per strada. O meglio, si fuma solo nelle smoking area, dei simpatici cubicoli di un metro per un metro in cui, se vi dice bene, fumerete la vostra sigaretta e anche quella del compare di fronte a voi, posto a una distanza di sicurezza di 4 cm circa.

10. Non ti diranno mai di no, ma non significa sì
Last, but not the least: i giapponesi sono un popolo gentile. E voi, se foste una persona gentile, direste mai di no? No (purtroppo io non sono molto gentile, è evidente). Per quanto folle possa essere la vostra proposta, un giapponese non vi dirà mai di no apertamente ma userà tutta una serie di perifrasi per favi capire che forse, probabilmente, l’idea che avete avuto non è poi così brillante come sembrava e potrebbero esserci delle idee leggermente migliori. Che sempre di un no si tratta, siamo d’accordo, ma ehi: con quanta eleganza l’han detto!

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