Savogno, il borgo fantasma nascosto tra cascate e boschi
Non è semplice arrivare a Savogno, un paese fantasma in provincia di Sondrio, neanche oggi. E forse anche per questo motivo questo borgo diroccato rimane un piccolo e amato segreto tra gli amanti della montagna in Lombardia e non.
Semi-disabitato ormai dalla fine degli anni ’60, secondo Wikipedia dal censimento del 2011 vi risultava un solo residente. Oggi chi è cresciuto in questo minuscolo paesino aggrappato alle montagne accarezza i suoi ricordi sui social media, in un gruppo Facebook di memorie, foto in bianco e nero, e soprattutto facce da italiani d’altri tempi.
E a Savogno, oggi, non c’è quasi più nessuno.
A girare oggi per il borgo oltre a casette di pietra diroccate e crollate da chissà quanto però sembra ci sia anche qualche casa abitata, magari seconde case che vengono utilizzate solo per villeggiatura. Del resto, il luogo è meraviglioso. Ma dove siamo?
Siamo a un paio d’ore di viaggio da Milano, sono circa 120 km, tutti di strade statali: e quello è solo l’inizio, perché una volta arrivati “sotto” Savogno, alle bellissime Cascate dell’Acqua Fraggia, comincia l’avventura. Per salire fino alla Savogno che vedete nelle immagini c’è da fare una bella passeggiata, partite preparati e soprattutto con scarpe adatte, perché non è una camminata da fare in ciabatte.
Qualche dettaglio in più? Chi ama la montagna nel corso degli anni ha descritto in maniera molto dettagliata come arrivare a Savogno, con diversi itinerari. Se decidete di andare a visitare questo magico borgo fantasma in Lombardia, potete però anche lasciare a casa il cibo visto che c’è un rifugio lungo la strada per Savogno, dove potrete rifocillarvi di prelibatezze locali.
Sul loro sito dicono di avere cambiato gestione, e su Trip Advisor le ultime recensioni risalgono al 2015. Per cui se decidete di partire, prima fate una telefonata per scoprire se è aperto.
Una volta arrivati lì però cosa troverete? Un borgo fantasma minuto e delizioso, una bolla rimasta fuori dal tempo dove girare tra vicoli e stradine di ciottoli: le foto che vedete hanno qualche anno, ma non c’è motivo di credere che oggi ci sia qualcosa di diverso, almeno a quanto ci fa vedere Google Maps.
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