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di Giulio Pons 15 dicembre 2017

Abbiamo provato a minare i bitcoin, ecco come è andata

Qualche mese fa nella redazione di Dailybest è comparsa una nuova collega, si chiama Annalisa. Lei scava i Bitcoin, fa cioè mining. Annalisa è in realtà un computer, assemblato apposta per essere collegato tramite Internet alle reti blockchain delle criptovalute e guadagnare l’oro digitale: bitcoin, ethereum, zcash, litecoin, etc. etc.

 

Annalisa

Quel computer lì è Annalisa. In un attacco di <em>nerditudine</em> gli abbiamo dato un nome, l’abbiamo umanizzato ed è ormai parte della redazione  Quel computer lì è Annalisa. In un attacco di nerditudine gli abbiamo dato un nome, l’abbiamo umanizzato ed è ormai parte della redazione

 

Cosa è il mining? La metafora dell’oro

Per chi non ne sa nulla: i bitcoin sono delle monete virtuali, sono in quantità limitata e bisogna trovarle. Il paradigma che descrive questo sistema è proprio quello dell’oro e dei cercatori d’oro. Come per l’oro, i bitcoin sono presenti in natura (cioè nella rete) in quantità limitata. Per trovarli invece di scavare col piccone o filtrare la sabbia dei fiumi, bisogna utilizzare i computer e dei software che fanno calcoli crittografici (per questo si parla di cryptovalute). Più oro viene trovato in natura, più l’oro restante diventa raro. Lo stesso avviene per i bitcoin. Più bitcoin vengono trovati e immessi nel mercato dei bitcoin, meno ne restano da trovare e il mining diventa più difficile (occorre più tempo e più potenza di calcolo).

Come i minatori dell’800 a cercare i sogni

Due cercatori d’oro di fine ‘800 con pale e picconi Wikimedia - Due cercatori d’oro di fine ‘800 con pale e picconi

Inoltre, come per l’oro, anche per i bitcoin, più gente cerca l’oro, meno probabilità si ha di trovarlo e ciò fa riunire i minatori di bitcoin in pool, cioè in consorzi di minatori. Proprio come i consorzi di cercatori d’oro quando uno dei computer del consorzio trova un bitcoin, questo viene suddiviso tra tutti i minatori associati in base alla potenza di calcolo del proprio computer e al tempo dedicato alla ricerca dei bitcoin.

A “bitcoin”, in questo discorso potete sostituire una qualsiasi delle cryptovalute in circolazione e ce ne sono ormai più di 900 che funzionano tutte allo stesso modo.

Se volete approfondire l’argomento e conoscere cosa sia la blockchain potete leggere “I Bitcoin spiegati a mia nonna”.

 

Come si fa a fare mining?

Per fare il mining bisogna installare un programma che effettua particolari calcoli crittografici (per questo si chiamano cryptovalute). Il problema è che il proprio PC, normalmente, non va bene per fare mining, non è cioè abbastanza potente e così finirete per non guadagnare nulla, va pertanto assemblata una macchina ad hoc.

Nel mining il piccone da cercatore è la scheda video. Si è infatti notato che le schede video costruite e vendute per i videogiochi sono in realtà perfette per i calcoli della blockchain. Quindi bisogna fare un computer con tante schede video e il programma di mining le userà per trovare i bitcoin.

Per assemblare il computer abbiamo comprato un po’ di pezzi da Amazon e altri da TaoComputer. Nel giro di due settimane abbiamo ricevuto tutto e abbiamo potuto costruire il nostro pc. Abbiamo speso in totale 2.400 euro per un pc con 3 schede video Asus GTX-1070.

Le schede video come pale e picconi

I tre picconi, le schede video di Annalisa  I tre picconi, le schede video di Annalisa

Abbiamo iscritto Annalisa ad alcuni consorzi di minatori e abbiamo scaricato alcuni programmi di mining, tra i pool vale la pena segnalare Nanopool, Zpool, Litecoin pool, Nicehash e MiningPoolHub. Alcuni di questi pool minano una sola moneta, tipo Nanopool per gli Ethereum, altri invece hanno algoritmi più sofisticati. Per esempio, MininingPoolHub permette di minare diverse monete e utilizzando il programma Awesome Miner si sceglie automaticamente il pool con cui lavorare in base alla redditività del momento, cioè mettendo insieme la tua potenza di calcolo e il tasso di crescita della moneta valutato in tempo reale.

Quando avete raccolto un po’ di moneta la potete convertire nella criptovaluta che preferite e inviarla al vostro wallet (il portafoglio digitale).

Tenete presente che ogni moneta ha il suo wallet (un normale file) e non va assolutamente perso, lì ci sono le chiavi che sono collegate alle tue transazioni nella blockchain di quella moneta e sono necessarie per usare i vostri criptosoldi.

I wallet devono essere conservati al sicuro e non sulla macchina che fa mining che è connessa ad Internet e quindi insicura.

Nicehash è un consorzio di minatori con sede in Slovenia che fa più o meno la stessa cosa di MiningPoolHub, ma il 6 dicembre è stato hackerato, sui loro server c’era il wallet che conteva i soldi del consorzio, l’hacker l’ha trovato e ha utilizzato le chiavi per spostare i soldi su altri portafogli. Le transazioni bitcoin sono anonime e sono stati così rubati quasi 5.000 bitcoin. Un disastro, attualmente il sito è chiuso. Anche noi avevamo lì circa 30 euro in bitcoin non ancora trasferiti al nostro wallet e, probabilmente, non ci verranno mai restituiti.

Quanto si guadagna col mining?

A questa domanda si può rispondere solamente con: dipende da quanto è potente il vostro computer. Ecco come è andata con la nostra Annalisa da 2400 Euro.

Come è andata

Queste sono le valute che abbiamo accumulato in due mesi facendo mining, le cifre sono calcolate con il valore di oggi delle rispettive monete:

Bitcoin:  BTC 0.02022531 – EUR 293
Ethereum: ETH 0.1871807579448 – EUR 104
ZCash: ZEC 0.25147343 – EUR 100
TOTALE: 497 Euro

Abbiamo fatto circa 250 Euro al mese.

Grazie al misuratore di consumi applicato alla presa elettrica, sappiamo che Annalisa ha utilizzato 657 Kw, pari a 65 Euro (il costo del Kw è 0,1 nella nostra bolletta), cioè 33 Euro al mese.

Il bilancio complessivo quindi, sembra positivo di 215 euro al mese. In un anno, quindi, recupereremo il costo del computer.

In realtà, per completare il costo reale della nostra attività di mining, dobbiamo inserire il lavoro di un tecnico informatico esperto che ha eseguito il setup della macchina in 2 giorni (1g = 8h di lavoro) e ha poi speso circa mezz’ora al giorno per monitorarne il funzionamento. Quindi complessivamente possiamo stimare 4-5 giornate complessive, che a regime diventeranno ottimisticamente 1 giornata al mese.

Se consideriamo un costo orario del tecnico di 10-15 euro l’ora, si vede che il mining fatto in casa con 3 schede video non è molto redditizio: si passa infatti a 100 Euro al mese di guadagno e il tempo per recuperare il costo della macchina raddoppia.

Il discorso è diverso se, come nel nostro caso, avete già un informatico pagato, a cui avanza nel normale orario lavorativo del tempo libero. Un’altra possibilità è assemblare una macchina con 6 schede video.

In ultimo, da ottimisti, va sottolineato che fare mining sottointende che stai scommettendo sulle criptovalute. Se fate mining, quindi, sperate che quei 100 Euro  di ZCash possano crescere da soli come hanno fatto i bitcoin in questi anni.

 

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