Art
di Simone Stefanini 9 Marzo 2016

Addio all’inventore del Billy, 10 cose che non sapevi su Ikea

Se ne va un geniale inventore. Sfruttiamo l’occasione per indagare uno dei brand più celebri e amati al mondo

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Quante volte avrete visto le istruzioni qui sopra? Sono ovviamente i famigerati disegnini per costruire la libreria Billy, il bestseller di Ikea. Semplice da assemblare e, se montata nel modo giusto, anche duratura, perfetta per chi vuole arredare casa propria senza spendere un capitale.

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Il signore che l’ha inventata è morto il 25 febbraio, ma la notizia ha circolato oggi. Si chiamava Gillis Lundgren, aveva 86 anni ed era stato il quarto assunto nella storia di Ikea. Sua l’idea di vendere i mobili della multinazionale svedese smontati, così da essere trasportati comodamente.

Ha disegnato la famosa Billy nel 1979, ma non solo. Nella sua storia di designer, ha dato vita a oltre 200 mobili Ikea. Insomma, è grazie a lui se siamo riusciti a comprare i mobili di casa e nel contempo è a causa sua se le nostre imprecazioni durante il montaggio dei mobili hanno raggiunto il Paradiso, luogo in cui non siamo più i benvenuti. Se questa notizia non placa la vostra voglia di saperne di più, qui sotto vi parliamo di 10 cose che non sapevate su Ikea.

 

1) IKEA è un acronimo.

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Vi siete mai chiesti che vuol dire Ikea? In realtà è un acronimo del nome del suo fondatore, Ingvar Kamrad, della fattoria in cui è cresciuto, Elmtaryd e della sua città natale in Svezia, Agunnaryd.

 

2) Il suo fondatore, Ingvar Kamrad, ha ammesso di avere legami coi Nazisti.

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Che dire, erano anni difficili quelli dal 1942 al 1945 in Europa e Ingvar si buttò dalla parte sbagliata della storia. Nel 1988 ha ammesso di essere stato amico dell’attivista fascista svedese Per Engdahl e anche membro del Nuovo Movimento Svedese. Ha però anche aggiunto che i suoi legami con l’estrema destra sono stati una stupidità e il più grande errore della sua vita.

 

3) Ogni anno si stampano più cataloghi Ikea che Bibbie.

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Non sarà contento il Signore Iddio, ma il libro sula sua vita e sui suoi insegnamenti vanta meno copie dei cataloghi Ikea, che si trovano davvero in ogni luogo e in ogni lago, a differenza della Bibbia per la quale ci vuole proprio il fan. Solo nel 2015 sono stati stampati 213 milioni di cataloghi Ikea, in lieve flessione rispetto al 2014 in cui ne sono stati pubblicati 217 milioni.

 

4) Ogni anno, Ikea abbassa i prezzi in media del 2%.

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Secondo questa stima, se andremo a fare spese da Ikea tra un secolo, ci pagheranno loro. Quasi quasi prenotiamo la Delorean di Ritorno al futuro.

 

5) Ogni 10 secondi, nel mondo viene venduta una libreria Billy. 

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È in assoluto il prodotto più venduto in casa Ikea. Dobbiamo ringraziare ancora una volta Gillis Lundgren, il cui lavoro è letteralmente entrato nelle case dei clienti di tutto il mondo.

 

6) È stata la prima compagnia mondiale a mettere una coppia gay in una pubblicità.

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Era il 1994 e la compagnia svedese mostrò per la prima volta una coppia gay in una pubblicità. Due uomini seduti al tavolo che parlano della loro relazione e dei loro mobili. Una cosa che nell’Italia del 2016 sembra ancora un tabù. Facciamoci qualche domanda.

 

7) Il negozio Ikea più grande in assoluto è a Stoccolma.

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L’area del negozio a Stoccolma (Kugens Curva) in Svezia è pari a più di 55mila metri quadrati. È anche segnato nella guida turistica della città.  Immaginatevi quanto ci vuole a girarlo tutto. Occhio a non perdere i vostri compagni di viaggio o rischierete di non trovarli mai più.

 

8) In Svezia è proibito chiamare il proprio figlio Ikea.

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E meno male. Pensate se in Italia i nostri figli si chiamassero Fiat. Che oggi come oggi è pure un nome italo-americano.

 

9) Da settembre 2015 Ikea vende solo lampadine a LED

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Un modo per aiutare a ridurre i consumi energetici e di salvaguardare l’ambiente, in attesa che le lampadine a LED diventino lo standard. La compagnia svedese sta anche cercando di ridurre il proprio consumo di energia nei suoi locali, includendo più energie rinnovabili possibile. Entro il 2020 punta a poter produrre autonomamente il totale dell’energia della quale ha bisogno.

 

10) Ikea utilizza l’1% della produzione mondiale di legno 

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Benché i mobili Ikea non siano fatti di legno pregiato, per la loro produzione si serve dell’1% della produzione complessiva di legno nel mondo. È la terza compagnia nel mondo per consumo di legno, dietro Home Depot e Lowe’s.

 

BONUS: In Cina è possibile dormire sui letti in esposizione.

An elderly Chinese (bottom) women rests on a sofa as people shop at an Ikea frurniture store in Beijing on August 15, 2011. Asia, including China and India, will be vulnerable if the US and Europe slip into another recession, Singapore Prime Minister Lee Hsien Loong said in his annual policy speech, Lee warned it was possible the world would sink into another recession because of the debt crisis in Europe and the United States' economic woes that led to a landmark downgrade by Standard & Poor's of the country's top-notch credit ratings. AFP PHOTO / Mark RALSTON (Photo credit should read MARK RALSTON/AFP/Getty Images) via

Quante volte avremmo voluto farlo? Ci sembra un ottimo esempio di civiltà, da importare assolutamente.

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DAL NOSTRO SHOP

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Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Il bellissimo unicorno tutto righe di Andrea Minini  è una serigrafia ad 1 colore, di dimensioni 50x70 cm
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Virginia Mori Nasce a Cattolica nel 1981. Vive e lavora a Pesaro. Si perfeziona in Illustrazione e Animazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, esperienza formativa che contribuisce a costruire e consolidare il suo immaginario artistico e che le permette di muovere i primi passi nella realizzazione di corti di animazione tradizionale e nell’illustrazione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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