Art
di Lorenzo Mannella 17 Novembre 2015

La designer del nuovo calendario dei Carabinieri è un genio di Tumblr

La designer Silvia di Paolo ci racconta come ha trasformato dipinti famosi inserendo carabinieri ovunque

I carabinieri dentro i dipinti  Alcune tavole del calendario dei Carabinieri 2016

 

Il calendario dei Carabinieri 2016 è una svolta totale. Dopo ottant’anni di pubblicazioni molto tradizionali, la nuova edizione è un’esplosione di arte digitale. Il concetto è questo: prendi dei capolavori di grandi pittori e inserisci immagini di carabinieri. Sembrano quasi dei meme raffinatissimi, ma dietro c’è un lavoro creativo colossale. L’artista che li ha realizzati è Silvia di Paolo e l’abbiamo intervistata per scoprire come ci è riuscita.

Silvia ha 38 anni e il profilo particolare di chi ha vissuto la transizione dall’era analogica a quella digitale. “Ho fatto il liceo artistico, poi una scuola di design a Londra e sono tornata a Roma per un corso di computer grafica. Ho fatto la gavetta e vari stage in tipografie e cartiere. Come si usava un tempo.

 

Silvia di Paolo  Silvia di Paolo, la graphic designer che ha trasformato i dipinti

 

Il mio amore per l’arte nasce da mio padre, grande fotografo degli anni ’50 e ’60. Casualmente ha iniziato a collaborare con i Carabinieri. È stato così, in modo indiretto, che ho conosciuto il loro mondo. Un ambiente serio ma con molte aperture.” E da lì ha trovato uno spiraglio per proporre la sua idea di un calendario diverso dal solito.

Tullio del Sette (il comandante generale dell’Arma, ndr) è uomo molto aperto di vedute. Aveva espresso il desiderio che nel nuovo calendario si parlasse di arte. Io ho presentato la mia idea, che è stata subito sposata. Non tutti lo avrebbero fatto. Hanno voluto il supporto di un critico d’arte e Philippe Daverio è letteralmente impazzito per le mie tavole.

 

Marzo con Lautrec Silvia di Paolo - Marzo con Lautrec

 

Silvia si è messa al lavoro a febbraio, sviluppando il progetto: “L’arte per noi tutti sono i maestri esposti nei grandi musei, quelli che si studiano a scuola. Molti dipinti non li abbiamo potuti utilizzare per via dei diritti d’autore.” Per esempio, la copertina originale del calendario era un’immagine di Escher rielaborata, ma è stata scartata. È successo lo stesso con altre fondazioni straniere che gestiscono i diritti degli artisti. “Picasso, Chagall, Mirò, Tamara de Lempicka: li avevo fatti fantastici.”

Silvia ha realizzato le tavole con photoshop, curando i minimi dettagli. “Mi sono studiata la tecnica di tutti gli artisti e ho realizzato le tavole quadro per quadro. Boccioni è stato complicatissimo. Tutto in digitale, nessun filtro. Per alcuni dipinti ho utilizzato un effetto tela. Tecnicamente è stato un bel lavoro.

 

Settembre con Umberto Boccioni Silvia di Paolo - Settembre con Umberto Boccioni

 

Ma la sfida non riguardava solo i pennelli digitali e i lunghi mesi passati davanti al computer. “Il rischio poteva essere quello di scadere nella parodia. Il mio obiettivo invece era quello di dare la sensazione che queste tavole fossero realmente state dipinte dagli autori.” Tant’è che alcune persone che sfogliavano il calendario le hanno detto: “non sapevo che Modigliani avesse dipinto dei carabinieri.

 

Febbraio con Amedeo Modigliani Silvia di Paolo - Febbraio con Amedeo Modigliani

 

La parte più delicata del lavoro è stata la stampa delle tavole. “Per seguire la produzione del calendario, le conoscenze tipografiche e gli aggiustamenti cromatici sono stati importantissimi. La mano ti trema un po’ quando vedi un foglio che andrà stampato su carta Fabriano in più di un milione di copie.

E capisci subito che photoshop e la nuda carta “sono due realtà che vivono parallelamente. Metà della qualità di una foto si tira fuori in camera oscura. È lì che uno aggiusta i mezzi toni. Sono due parti della stessa sostanza e materia che è l’immagine. Un vero creativo deve anche sapere quali sono i limiti tecnici del progetto. Se fai un errore online lo puoi correggere. Quando vai in tipografia non c’è possibilità di errore o ripensamento.

 

Carabinieri e Monet Silvia di Paolo - Il paginone centrale dedicato a Claude Monet

 

Nonostante tutto, Silvia pensa che un creativo non possa legarsi troppo alle tradizioni. Quando a fine lavoro vede una tavola stampata prova tutta un’altra soddisfazione, ma è anche una designer con un occhio molto attento al mondo digitale. “Sono totalmente persa nella rete.” Lo capisci dando uno sguardo al suo tumblr Supernature, una selezione d’arte molto curata e visionaria.

Supernature l’ho iniziato per insonnia, come archivio personale. Faccio una scelta di immagini esteticamente sofisticate. Attingo a moltissimi siti di arte e design: è un universo onirico e sospeso. Mentre accumulavo immagini, ho scoperto di avere un grande seguito. Mi hanno contattata in molti, e sono arrivata a lavorare con scenografi e registi.

 

Maggio con Henri Rousseau Silvia di Paolo - Maggio con Henri Rousseau

 

Ma da Tumblr al resto della sfera dei social network c’è un abisso. “Quello che vedo è che le persone comunicano solo con le immagini. Hanno talmente fretta e pigrizia nel leggere e approfondire che trovano molto più facile comunicare con le immagini.” Silvia riconosce che è una comunicazione incisiva, dove app come Instagram stanno scavalcando gli altri social. “È molto più veloce e di impatto.

E l’impatto visivo va riconosciuto anche al nuovo calendario dei Carabinieri. “Si sono fidati, sono stati mitici. C’è un sottofondo di ironia e gioco che, per una istituzione così seria, è rivoluzionario.” Buttarsi verso l’ignoto è un consiglio che vale anche per i creativi. “Bisogna saper essere elastici, andare dal contenuto più estremo fino a interpretare un pensiero istituzionale di duecento anni. È una sfida esaltante, ti misuri con i tuoi limiti e la tua creatività.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Virginia Mori Nasce a Cattolica nel 1981. Vive e lavora a Pesaro. Si perfeziona in Illustrazione e Animazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, esperienza formativa che contribuisce a costruire e consolidare il suo immaginario artistico e che le permette di muovere i primi passi nella realizzazione di corti di animazione tradizionale e nell’illustrazione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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