Art
di Lorenzo Mannella 21 Ottobre 2015

Casa Jasmina, a Torino c’è l’abitazione più intelligente d’Italia

Lo scrittore di fantascienza americano ha provato ad applicare le ultime frontiere delle domotica per costruire la smart-house definitiva

Casa Jasmina the waving cat - Casa Jasmina è a Torino, ma sembra arrivata da un altro pianeta.

 

A Torino c’è un posto proiettato nel futuro: si chiama Casa Jasmina. I primi a dormirci dentro, con un sacco a pelo, sono stati lo scrittore di fantascienza Bruce Sterling e sua moglie Jasmina Tesanovic. Non c’erano neppure le finestre. Sembra impossibile, ma oggi questa casa abbandonata da decenni è diventata uno spazio aperto ai creativi che vogliono sporcarsi le mani immaginando il futuro.

Sterling, che è anche curatore del progetto, ha definito così Casa Jasmina nel corso di un intervento a Maker Faire Rome: “A place to stay. A place to share. A place to experiment”. Un luogo dove stare, perché sarà su AirBnB, un luogo per condividere progetti domotici su Github e un luogo dove sperimentare nuove soluzioni open source per le case connesse. Qualche esempio? Mobili fai-da-te, lampade e sensori intelligenti.

Ma a cosa si connette una smart home? Sterling dice che “la risposta è una sola: è connessa a noi”. Che succede quando entri in una casa intelligente? Senti pronunciare il tuo nome? E come deve essere gestito il giardino? Quanto possono essere invasivi i sistemi di sorveglianza? Sono domande da un milione di dollari ma, tutto sommato, “uno smartphone è più connesso di quanto potrà mai essere la nostra casa”.

 

Entering Casa Jasmina the waving cat - Dentro Casa Jasmina tutto può essere open source, compresa la pianta.

 

Casa Jasmina è un foglio bianco su cui progettare, senza pubblicità, senza scopo di lucro. “Non vogliamo che questa diventi la casa più bella di Torino. Vogliamo che spuntino altre abitazioni come questa. Non c’è alcuna ragione per cui i makers non possano concentrarsi sulle case”. Secondo il curatore, in 15-20 anni potremmo vedere dei quartieri makers dove le cose sono prodotte localmente, fuori dalle fabbriche, con stampanti 3D e altre tecnologie alla portata di tutti.

Non puoi fare tutto nei fab lab. Devi farlo a casa, perché è lì che viviamo” dice Sterling. Ecco la differenza: molti degli oggetti costruiti dai makers non sono fatti per stare in casa. Ridendo, dice che l’arredo prodotto dagli artigiani digitali italiani è “meno orribile degli altri”. Il punto è che “making hardware is hard”. E fare dell’hardware che non uccida un bambino di due anni è “molto, molto, molto difficile”.

 

RFID tag Casa Jasmina the waving cat - Un RFID tag per aprire la porta di Casa Jasmina? Si può fare.

 

Ma costruire le case del futuro non è solo una questione di sicurezza o privacy. Dentro Casa Jasmina si lavora per connettere l’appartamento allo smartwatch Pebble – molto più versatile del cipollone di Apple – e studiare nuove alternative al vecchio mazzo di chiavi. Tuttavia, la missione più difficile di tutte è “far divertire un bambino di due anni”. Immaginate di premere un pulsante che dice semplicemente “arte” e lasciarsi stupire da quello che succede alle pareti.

Cavalcare l’onda della Internet of Things (IoT) – dove anche il frigorifero ha il wifi – rischia di alzare solo un grande polverone. Tutti ne parlano, ma chi è che lo fa davvero? Alcune previsioni dicono che nei soli Stati Uniti le cucine smart creeranno un mercato da 10 miliardi di dollari entro il 2020: un settore dinamico dove circa uno sviluppatore su cinque farà affidamento su piattaforme open source come quelle di Casa Jasmina.

C’è qualcosa che può andare storto? Sterling suggerisce di non trattare le nuove tecnologie come qualcosa di “già visto” nei libri di fantascienza. Bisogna avere il coraggio di lasciarsi sorprendere.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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