giacomo carmagnola glitch art
Art
di Gabriele Ferraresi 22 Marzo 2016

Errore e bellezza, la glitch art di Giacomo Carmagnola

Abbiamo intervistato l’artista che ha creato la serie delle bellissime e inquietanti Veiled Ladies

redrum Redrum - Giacomo Carmagnola, 2014

 

La glitch art rappresenta in un certo senso l’espressione della bellezza in un difetto programmato. È l’elezione del bug, dell’errore – analogico o digitale che sia – a pregio dell’opera, a suo centro.

Giacomo Carmagnola è un artista di 23 anni, studente di comunicazione e grafica multimediale, che quando si presenta spiega “passo la mia giornata tra film gore o drammatici e mi annoio molto. Non ho una vita avvincente, diciamo che cerco di lasciarla passare“. Mentre la lascia passare però crea immagini inquietanti e affascinanti, dove il passato si fonde con il futuro, immagini inumane, che sono piccoli grandi capolavori di glitch art.

Noi gli abbiamo fatto qualche domanda qui sotto.

Sei nato e vivi ancora a Montebelluna, in provincia di Treviso: dove ti piacerebbe essere tra dieci anni?
Tra dieci anni sinceramente non ho idea di dove mi piacerebbe essere. Mi basterebbe avere in un posto dove mi senta a mio agio. Che sia un paesino di campagna o una metropoli da milioni di abitanti, punto alla serenità mentale.

Qual è il lavoro che sei più fiero di avere realizzato?
Li sento un po’ tutti come miei “bambini”, è un po’ difficile per me dare preferenza ad uno rispetto all’altro. Forse la serie che ho creato, e aggiorno mano a mano, delle Veiled Ladies.

 

giacomo carmagnola BGP, gif version - Giacomo Carmagnola, 2015

 

Se dovessi spiegare a un bambino che cos’è la glitch art, cosa gli diresti?
“Vedi quel disegno dove la maestra ti ha detto ‘non si fa così, sei andato fuori dalle righe del disegno, è sbagliato’?A te piace fatto in questo modo? Ecco, questa può essere glitch art. Trovare la bellezza nell’errore: che sia casuale o voluto”

Perché ci piace la glitch art?
Forse perché ci siamo stancati della ricerca della perfezione. Delle opere iper-realistiche e delle foto dove si possono vedere anche i pori della pelle se si fa uno zoom. Probabilmente il fascino si racchiude nel fatto che l’errore diventa la parte estetica stessa dell’opera, quindi la va a valorizzare nei suoi massimi

La glitch art è in fondo perdita di informazione: perché perdere informazione è ancora importante? Personalmente, nei miei lavori, non vedo il glitch come una perdita di informazioni bensì un’aggiunta. Una sorta di restyling di quelle che possono essere fotografie, ritratti, statue o quanto altro ho fatto fino a ora. L’effetto che vado a porre è un surplus di informazioni che possono essere viste in realtà come una mancanza. Ma per me sono invece proprio quella parte estetica che permette di ridare vita a immagini che altrimenti passerebbero inosservate. Dipende tutto da come si vuole interpretare il fattore del glitch.

 

PRKMirrorVersion giacomo carmagnola PRK, Mirror Version - Giacomo Carmagnola, 2016

 

Come realizzi le tue opere, con che software?
Parte tutto da Processing “un linguaggio di programmazione che consente di sviluppare diverse applicazioni” dopodiché la post-produzione passa in Photoshop. Cosa che per i “puristi” della glitch-art è probabilmente il male assoluto perché prediligono l’errore puro realizzato senza programmi di grafica. Io mi oriento in maniera leggermente diversa.

Quanto tempo impieghi a realizzare una tua opera?
Come può volerci un’ora possono volerci due giorni perché non raggiungo ciò che mi sono prefissato in mente.Non saprei stilare una media di tempo tra un lavoro e l’altro. Ci sono molti fattori che influiscono il processo di creazione.

Come si impara, se si può imparare?
Ci sono tantissimi tutorial su internet. Io ho cominciato “per gioco” un anno e mezzo fa, senza avere la minima idea di cosa fosse la glitch art, se non qualche idea generale sullo stile delle immagini. Ormai ci sono direttamente applicazioni per tutti gli smartphone in grado di ricreare la maggior parte degli effetti definiti “glitch”.

 

Creepy-Il-lupo-pt.3_rid Creepy il lupo - Giacomo Carmagnola, 2016

 

Quali sono gli artisti del passato che ami di più, quelli che per te sono una fonte di ispirazione?
Sono sempre stato l’ignoranza in persona quando si parla di arte. Ancora di più se è storia dell’arte. Più che artisti in sé sono le tele singole che per un motivo o per l’altro mi hanno influenzato, probabilmente anche in maniera inconscia. In questo momento non saprei dirti neanche un nome.

E quali sono quelli del presente?
Quanto ad artisti attuali invece seguo di tutto, da scultori, ad artisti di collage manuali. Qualche esempio può essere David Delruelle, o Ossian Brown.

Con chi ti piacerebbe collaborare?
Sono una persona piuttosto solitaria. L’idea di creare collaborazioni devo dire che non mi ha mai entusiasmato.Se proprio mi piacerebbe creare opere per quello che riguarda il marketing dei beni culturali, ma sempre in totale autonomia. Non c’è un’artista con il quale vorrei fare un “featuring”, ora come ora.

Che cosa hai in tasca in questo momento?
In questo momento sono in pigiama, e sono letteralmente senza tasche. In compenso nella felpa c’è un accendino perché tra poco fumo una sigaretta.

 

moon giacomo carmagnola Moon - Giacomo Carmagnola, 2016

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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