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Home Art

I volti del Fayum all’Ara Pacis, quando l’antichità ci guarda negli occhi

by Redazione
4 Novembre 2026
in Art
I volti del Fayum all'Ara Pacis, l'antichità che ci guarda negli occhi

I ritratti del Fayum tornano a Roma dal 5 novembre 2026. Quasi cinquanta capolavori dell'Egitto romano all'Ara Pacis in una mostra internazionale senza precedenti.

Aprono gli occhi e non li chiudono più. I ritratti del Fayum — pannelli dipinti collocati sul volto dei defunti tra le bende delle mummie nell’Egitto romano — tornano a guardare il pubblico contemporaneo da una delle sedi più evocative di Roma: il Museo dell’Ara Pacis. Dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027, la mostra Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum raduna in un unico percorso espositivo quasi cinquanta di questi volti straordinari, insieme a oltre centodici opere complessive, in quello che si configura come uno degli eventi culturali più significativi della stagione romana.

Cosa sono i ritratti del Fayum e perché contano ancora

Prodotti tra il I e il IV secolo d.C. nella regione del Fayum, nell’Egitto romano, questi pannelli dipinti rappresentano uno dei cicli più affascinanti e tecnicamente avanzati dell’arte antica. La loro funzione era funeraria: venivano inseriti tra le bende della mummia all’altezza del volto, trasformando il defunto in una presenza visiva concreta, riconoscibile, capace di attraversare il tempo. Non sono ritratti simbolici né idealizzati: sono volti individuali, con tratti specifici, sguardi diretti, capelli acconciati secondo la moda dell’epoca, gioielli reali. L’incontro con uno di questi pannelli ha sempre qualcosa di perturbante — la sensazione di essere osservati da qualcuno che è vissuto quasi duemila anni fa.

La tecnica utilizzata, prevalentemente l’encausto — pigmenti mescolati con cera d’api — ha garantito una conservazione eccezionale dei colori, che mantengono ancora oggi una luminosità sorprendente. Questo spiega anche perché i ritratti del Fayum abbiano esercitato un’influenza così duratura sulla storia dell’arte, fino alle avanguardie del Novecento.

→ Leggi anche: Mircea Cantor a Palazzo Altemps, le 'Costellazioni dell'antico' fino al 27 settembre

Un’operazione diplomatica e scientifica di rara portata

La mostra all’Ara Pacis non è soltanto un evento espositivo: è il risultato di una collaborazione internazionale che ha richiesto anni di lavoro diplomatico e scientifico. L’Egitto cede in prestito quasi tutti i pannelli conservati nelle proprie collezioni, compreso il celebre Tondo dei Due Fratelli, un’opera doppia che ritrae due giovani con una vicinanza psicologica rara nell’arte antica. Si tratta di una concessione eccezionale, che testimonia la solidità del rapporto culturale tra Italia ed Egitto.

Accanto ai pezzi egiziani, la mostra raccoglie opere provenienti da tre delle istituzioni museali più importanti al mondo: il Louvre di Parigi, il Getty Museum di Los Angeles e il Metropolitan Museum di New York. Vedere riuniti in un unico spazio pezzi normalmente dispersi tra tre continenti è già di per sé un fatto non ordinario. Ma la mostra aggiunge un elemento ulteriore di novità scientifica: è incluso un ritratto scoperto di recente dalla missione archeologica dell’Università del Salento in Egitto, un ritrovamento che porta nel percorso espositivo la dimensione viva della ricerca sul campo.

La curatela: Parisi Presicce e Petacco per la Sovrintendenza Capitolina

Il progetto scientifico è firmato da Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco, ed è organizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Si tratta di una curatela di alto profilo istituzionale, che garantisce rigore filologico e una lettura contestuale approfondita dei materiali esposti. Il titolo scelto — Il potere del ritratto — non è casuale: indica la volontà di indagare non soltanto la qualità estetica di questi pannelli, ma la loro funzione sociale, religiosa e politica nel contesto dell’Egitto romano, dove le identità greca, egiziana e romana si mescolavano in forme ibride e spesso inattese.

L’Ara Pacis, con la sua architettura razionale e la luce controllata progettata da Richard Meier, si conferma una delle sedi romane più adatte ad accogliere mostre di arte antica: lo spazio non compete con i materiali esposti, li mette a fuoco. Per i ritratti del Fayum, che chiedono di essere osservati da vicino, quasi in silenzio, questa scelta di sede ha una logica precisa.

→ Leggi anche: Roma Arte in Nuvola, 140 gallerie e la Germania protagonista della fiera

Oltre 110 opere: il percorso tra Egitto e Roma

Il totale di oltre centodici opere in mostra suggerisce che il percorso espositivo vada ben oltre i pannelli pittorici. Il titolo stesso — Egitto e Roma — indica una lettura comparativa: i ritratti del Fayum non vengono presentati come un fenomeno isolato, ma come il punto di incontro tra due culture visive, quella romana del ritratto individuale e quella egiziana della rappresentazione funeraria. Sarcofagi, oggetti di corredo, iscrizioni, monete e altri materiali contribuiscono a ricostruire il contesto storico e antropologico in cui questi volti furono prodotti e utilizzati.

È una mostra che si rivolge a pubblici diversi: agli specialisti offre materiali rari e confronti inediti; al visitatore non accademico offre qualcosa di più diretto e immediato — il contatto con volti che sembrano vivi, che guardano, che aspettano. Pochi generi artistici dell’antichità producono questo effetto con altrettanta intensità.

Per chi vuole approfondire prima della visita, il sito ufficiale dell’Ara Pacis pubblica informazioni aggiornate su orari, biglietti e programma degli eventi collaterali.

Fino al 2 maggio 2027, Roma ospita dunque una delle concentrazioni più alte mai realizzate di ritratti del Fayum in un’unica sede europea. È un’occasione rara — nel senso tecnico del termine: difficile che si ripeta a breve, difficile che si ripeta altrove. Quei volti aspettano da duemila anni. Qualche ora in loro compagnia, all’Ara Pacis, non sembra un investimento eccessivo.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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Tags: arte anticaEgitto romanomostre Romastoria dell'arte
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