Nel rione Pigna, a breve distanza da Largo Argentina, la chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco riapre al pubblico uno dei suoi spazi meno conosciuti: la cripta. Le due sale sotterranee sono state restaurate e rese nuovamente visitabili, offrendo l’occasione di scoprire un ambiente in cui arte funeraria, memoria religiosa e archeologia si intrecciano.
La cripta delle Sacre Stimmate: un viaggio nel tempo
La cripta conserva un apparato decorativo realizzato tra il Seicento e il Settecento. Nella sala principale, elementi ossei provenienti dall’ossario sono disposti come parte delle decorazioni, secondo una pratica che trasformava i resti dei defunti in un richiamo visibile alla fragilità della vita e alla fede nella salvezza. Le pareti dipinte a finto marmo completano l’ambiente, dando alle superfici un aspetto solenne e scenografico.

La seconda sala, più semplice, custodisce un ossario e l’affresco della Deposizione. L’opera era stata compromessa dall’umidità, che aveva danneggiato la superficie dipinta. Il restauro ha permesso di intervenire sugli affreschi e sugli apparati decorativi, consolidando le parti deteriorate e recuperando la leggibilità degli ambienti. Sono stati inoltre ripristinati il pavimento e la disposizione delle lapidi.
I lavori permettono oggi anche una fruibilità migliore
I lavori hanno riguardato anche l’accessibilità e la fruizione della cripta. È stata realizzata una passerella, installata una nuova illuminazione a LED e riaperto l’ingresso storico. Questi interventi consentono di attraversare gli spazi e osservare i dettagli senza perdere il carattere raccolto del luogo.
La storia del complesso è più antica della sistemazione attuale. Nell’area sorgeva già nel XIII secolo una chiesa dedicata ai Quaranta martiri di Sebaste. In seguito il luogo passò all’Arciconfraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco. Nel Settecento la chiesa fu ricostruita su progetto dell’architetto Giovan Battista Contini; nello stesso periodo la cripta assunse l’assetto che conserva oggi. Chiesa, oratorio, sagrestia e cimitero formano un insieme che testimonia la lunga presenza della confraternita e le trasformazioni del rione.
Sotto il pavimento si trovano anche strutture murarie di epoca romana. Potrebbero appartenere al Diribitorium, l’edificio in cui si svolgevano le operazioni di scrutinio delle votazioni tenute nei vicini Saepta Julia. Questa presenza archeologica aggiunge un ulteriore livello alla visita: sotto gli ambienti funerari settecenteschi affiorano tracce della Roma antica.
La cripta sarà aperta gratuitamente ogni giovedì, dalle 15 alle 20, il 5, 12, 19 e 26 novembre e il 3 e 10 dicembre 2026. Non è necessaria la prenotazione. L’ingresso si trova nella chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, in Largo delle Stimmate.





