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di Simone Stefanini 1 ottobre 2018

“Sospeso” di Salati e Barducci: l’adolescenza non è mai innocua

Sospeso parla dell’adolescenza negli anni ’90 in un modo del tutto singolare: se la vittima diventasse il carnefice?

L’adolescenza è un periodo molto inflazionato, è stato rappresentato in tanti film, serie tv e fumetti proprio per il suo potere intrinseco: dall’adolescenza di esce cambiati, ogni giorno è una sfida ed è uno dei momenti della vita in cui si sperimenta il darwinismo all’ennesima potenza. Gli adulti sono i nemici, l’altro sesso è un misto di attrazione incontrollabile e fonte di dolore kafkiano, la scuola è una prigione e, se non hai il fisico adatto, i bulli ti rovineranno ogni attimo dell’esistenza.

Lo stereotipo del ragazzino vessato dai più grandi, che poi diventa una sorta di supereroe e riesce a gettarli letteralmente nel cassonetto della monnezza come capita ne La storia infinita è stato declinato in tutte le salse, ma che accade quando il ragazzino, invece di essere un eroe diventa il cattivo della storia?

Sospesoil graphic novel di Giorgio Salati (sceneggiatura) e Armin Barducci (disegni) uscito per Tunué è un po’ l’antitesi del tipico racconto di formazione su come superare le difficoltà per diventare grandi. Martino, il protagonista, è uno dei tanti ragazzini bullizzati, con l’amico nerd, fuori da ogni contesto sociale accettabile ma spinto da pulsioni irrefrenabili nei confronti di Tamara, una ragazza molto più sveglia di lui che se la fa coi ripetenti e i bulli che lo opprimono, mentre si serve di lui per copiare i compiti.

Un giorno come un altro,  Martino diventa una sorta di X-Man grazie al suo walkman (siamo nei primi ’90s) che riesce a mettere in pausa la realtà e a farlo interagire con le persone anche a distanza. In questo modo, Martino si può vendicare dei bulli, ma finisce per rendere questo dono una condanna, quando se ne approfitta. Senza svelare troppo della storia, Sospeso tratta l’adolescenza negli anni ’90 a crudo, esattamente com’era, senza romanzare granché.

Sicuri che la vittima, se avesse il potere di cambiare le cose, lo userebbe nel modo giusto? Ecco la domanda che mi pongo da quando ho letto questo bel fumetto. La risposta è no, certo. Da Ossessione di Stephen King fino al massacro di Columbine, passando per Jeremy dei Pearl Jam (inserita nella playlist virtuale con cui leggere il libro), sappiamo bene quanto le vittime dei bulli, gli emarginati, quelli che non si integrano e vivono nel loro mondo per troppo tempo, possano diventare pericolosi per loro stessi e per gli altri.

 

 

Ben lungi dall’essere un’ode nei confronti della maggioranza, della supposta normalità, Sospeso ci fa entrare nella mente della vittima predestinata, nei suoi sogni, nelle sue pulsioni e nelle sue più grandi paure. Respiriamo il desiderio di vendetta e quello che vediamo ci mette a disagio, perché sappiamo bene che potremmo essere come lui.

Sospeso – Giorgio Salati e Armin Barducci

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